Calcetto e sport di contatto: l’Italia riprende a giocare, il Molise no. “Toma ci ignora”

La responsabilità delle riaperture è nelle mani dei governatori: l’ok è arrivato in 14 regioni, tutto chiuso anche in Lombardia, Emilia, Piemonte, Valle d'Aosta e Basilicata. In Molise si potrebbe riaprire il 10 luglio. Il gestore di uno degli storici palacalcetto di Campobasso, nonché ex bandiera rossoblù, Domenico Progna: “Ricevo quotidianamente telefonate da parte di persone che vorrebbero tornare a giocare a calcetto. Dico al presidente della Regione di venirci incontro, anche perché per fortuna siamo a zero contagi da molti giorni e rischiamo di riaprire assieme a regioni martoriate nei mesi scorsi dal covid”.

Covid, lockdown e… calcetto. Parafrasando il titolo di una commedia italiana anni duemila, a quattro mesi dalla chiusura totale delle attività ce n’è qualcuna che è ancora vietata. Qui si parla degli sport cosiddetti di contatto, tra i quali rientra sicuramente il calcetto, lo sport amatoriale per eccellenza degli italiani. Ebbene, nella nostra regione non c’è ancora alcun via libera da parte della Regione e del presidente Toma in particolare.

Sì, perché la questione è di competenza ormai regionale. In effetti, già tre settimane fa il ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora, aveva dato l’assenso alla riapertura per questo genere di attività, che comprende ad esempio anche la pallavolo, basket, lo stesso beach volley. Ma il ministro alla Salute, Roberto Speranza, non se la sentì di dare l’ok. E allora la palla è passata tra le mani dei governatori. Che pian piano stanno riaprendo.

La prima regione a riaprire i palacalcetto e affini è stata l’Abruzzo, seguito poi da Sicilia e Puglia. Negli ultimi giorni si sono adeguati anche Lazio, Veneto, Liguria, prima l’aveva già fatto la Campania. Da una cartina ‘speciale’ si nota che il Molise è in compagnia di Basilicata, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia (che però riapre il 10 luglio) ed Emilia Romagna, queste ultime zone molto colpite dal covid-19. Ecco perché nei giorni scorsi le associazioni e i responsabili dei centri sportivi del Basso Molise hanno scritto a Toma e ai sindaci. Non hanno ricevuto ancora risposta.

italia divieto calcetto

Nell’ambiente circola la voce per la quale il tutto dovrebbe ripartire il 10 luglio. Ma non c’è ancora nulla di ufficiale. “Ricevo quotidianamente telefonate da parte di persone che vorrebbero tornare a giocare a calcetto – confessa Domenico Progna, ex bandiera del Campobasso Calcio e oggi gestore di uno dei più importanti impianti sportivi del capoluogo, nonché attuale responsabile della scuola calcio rossoblù –. Ci sono gruppi fissi che da mesi sono fermi e scalpitano per poter iniziare di nuovo, oltre ai tanti ragazzini”.

Il discorso di Progna è semplice e diretto: “Siamo completamente e ininterrottamente chiusi da 4 mesi. Il mio discorso è anche abbastanza personale perché sono forse l’unico a gestire un impianto di calcetto senza avere altre attività correlate. Dico al presidente della Regione di venirci incontro, anche perché per fortuna siamo a zero contagi da molti giorni e rischiamo di riaprire assieme a regioni martoriate come la Lombardia…”.

Anche perché la stragrande maggioranza di chi frequenta l’impianto di calcetto è adulta e vaccinata: “Ognuno di noi sa come deve comportarsi, è chiaro che si eviterà il contatto diretto, sia nei contrasti che nelle esultanze giocose – prosegue Progna –. Si sta penalizzando a mio avviso eccessivamente questo tipo di attività, anche perché lo scorso 15 giugno è stato dato l’ok ai campus, per fare un esempio”.

Qualche giorno fa alcune associazioni sportive del Basso Molise hanno chiesto la riapertura ufficialmente al presidente Toma esponendo le proprie ragioni in una lettera: “Il nostro è un grido di allarme per il futuro di un settore importante non solo sotto il profilo economico ed occupazionale ma perché investe la salute, dei molisani”. Per ora risposte concrete non ne sono arrivate.      FdS

Calcetto, basket e volley vietati, le società scrivono a Toma e ai sindaci: “Riaprire i centri sportivi”