Ancora un caso positivo dal cluster dei venezuelani, tutti negativi i bambini del campus

Casi in aumento in Italia, dove in una settimana si è registrata una crescita del 23%. In Molise stabile il numero dei ricoveri e nessun altro contagio dal cluster dei kosovari

Un nuovo caso positivo su 226 tamponi. Il focolaio dei venezuelani a Campobasso fa registrare purtroppo un nuovo contagio da coronavirus, che riguarda un cittadino del capoluogo. In tutto sono ora 22 i casi positivi del cluster venezuelani, su un totale di 27 in tutto il Molise. Resta invece fermo, in quanto a numero di contagi, il cluster dei kosovari di Pesche. Stabile anche il numero dei ricoverati, ce n’è soltanto uno e si trova in Malattie Infettive al Cardarelli da qualche giorno.

Le fonti sanitarie molisane, pur mantenendo la privacy sul nuovo positivo, lo contestualizzano negli ambienti che gravitano intorno alla parrocchia di Sant’Antonio di Padova, quindi sarebbero tutti negativi i 50 tamponi dei bambini e degli istruttori del campus estivo ‘La baita’ di Ferrazzano.

 

FINISCE L’INCUBO DEL CAMPUS

Dopo otto giorni di timori e ansie finisce finalmente un incubo per i bambini che frequentavano il campus ‘La Baita’ di Ferrazzano, per le loro famiglie e infine per gli istruttori del centro sportivo.

Sono risultati tutti negativi i tamponi di verifica processati nel laboratorio analisi dell’ospedale Cardarelli di Campobasso e il cui esito è stato reso noto oggi pomeriggio 30 luglio contestualmente all’ultimo bollettino diramato dall’Azienda sanitaria regionale.
Accertamenti sanitari necessari dopo che uno dei bambini della famiglia venezuelana, ospite dal 7 luglio del convento della parrocchia Sant’Antonio di Padova di Campobasso, frequentava l’impianto di Ferrazzano. Quando era risultato positivo al Sars-cov-2, era stato necessario verificare se gli altri piccoli compagni di giochi fossero stati contagiati.

Il 22 luglio quindi Asrem aveva convocato in ospedale i genitori e i bambini iscritti per eseguire il primo tampone. Già in quell’occasione il test rinofaringeo aveva dato esito negativo. Oggi la bella notizia e il ritorno alla normalità
Tuttavia, le attività del campus ‘La Baita’ non riprenderanno: l’omonima associazione sportiva ne aveva già fissato la conclusione al 31 luglio. Il campus potrebbe riaprire dopo ferragosto compatibilmente con le richieste.

 

Questo l’ultimo bollettino dell’Asrem:

– 27 i casi attualmente positivi (22 nella provincia di Campobasso, 5 in quella di Isernia e 0 di altre regioni)

– 471 sono i tamponi positivi (386 nella provincia di Campobasso, 65 in quella di Isernia e 20 di altre regioni)

– 26528 i tamponi eseguiti di cui 24906 negativi. 1151 i tamponi di controllo

– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 1: 1 in Malattie e 0 in Terapia Intensiva

– Sono 26 i pazienti in isolamento domiciliare (26) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (0)

– 421 pazienti dichiarati ufficialmente guariti (348 della provincia di Campobasso, 55 di quella di Isernia e 18 di altre regioni)

– 23 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 5 di quella di Isernia e 2 di altra regione)

– 548 le visite domiciliari effettuate dalle Usca (298 Bojano, 107 Larino e 143 Venafro)

– 56 soggetti in isolamento e 65 in sorveglianza

 

Questa la mappa aggiornata del contagio in Molise

CAMPOBASSO 22 – PESCHE 3 – ISERNIA 2

 

CASI IN AUMENTO IN ITALIA, LA GUARDIA DEVE RESTARE ALTA

Il numero di nuovi casi di coronavirus è in aumento in tutta Italia, come dimostrano i dati che parlano di una crescita del 23% in più nella settimana tra il 22 e il 28 luglio. Il Molise è fra le regioni che segna un aumento, sebbene contenuto rispetto al numero dei numeri dei tamponi effettuati che negli ultimi 10 giorni, con i due focolai di importazione, sono stati potenziati.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe ha anche rilevato, sempre su scala nazionale, la crescita del numero dei positivi ricoverati con sintomi, avvertendo circa la necessità di mantenere alta la guardia, “senza allarmismi ma con senso di grande responsabilità individuale e collettiva”.

Senso di responsabilità che, in realtà, viene meno quasi ovunque e specialmente nelle aree a vocazione turistiche dove in questo momento la priorità sembra essere quella di tutelare l’economia evitando anche controlli e relative sanzioni per l’inosservanza, registrata dappertutto anche a Termoli e nei comuni costieri molisani, del distanziamento e della mascherina al chiuso.