Dal “faccio le valigie” di ottobre alla magia contro l’Agnone. Alessandro saluta i Lupi: “Grazie per l’affetto”

L’attaccante ha affidato ai social un messaggio rivolto al presidente Gesuè (“ha fatto tanto per me”) e alla piazza che ne ha conosciuto pregi e difetti. Difficile la prima parte di stagione con zero gol in otto partite e l’annuncio dell’addio anticipato poi rientrato. Poi gli screzi con mister Cudini che gli costarono l’esclusione per alcuni match. Infine la parte più bella, quella da trascinatore con le 11 reti per la rimonta.

Da delusione a trascinatore, da giocatore ‘normale’ a uomo in più. Danilo Alessandro è stato questo e molto di più per l’ultimo Campobasso. Il numero 10 atipico, che dà del ‘tu’ al pallone ma che a volte rischia di specchiarsi troppo nelle sue qualità tecniche. Negli occhi dei tifosi, dei quattromila di Selvapiana e di tutte le altre migliaia di sostenitori rossoblù, rimane però una gemma di rara bellezza: quel tacco-gol rifilato all’Agnone che rappresenta il momento più alto della stagione 2019/2020 chiusa anticipatamente per colpa del coronavirus.

Ma la sua annata, anzi i suoi sei/sette mesi nel capoluogo sono stati tanto altro. E di certo i primi sono stati i più difficili. Anche inaspettati, per certi versi. L’arrivo in pompa magna, dall’alto dei 18 gol che aveva realizzato con il Cesena poi salito in serie C. Qualche giocata, rari dribbling e reti neanche l’ombra. Nelle prime otto giornate Alessandro si perse nella mediocrità generale, la squadra fece solo 8 punti e la contestazione era già fuori dai cancelli.

Lui annunciò addirittura il suo addio: “Faccio le valigie e vado via” disse ai tifosi assiepati a Selvapiana. Il tutto, al termine dell’inopinata sconfitta interna patita contro il Montegiorgio, era il mese di ottobre. Salvo poi tornare sui suoi passi e annunciare sui social: “Non abbandono la nave nel momento di difficoltà”.

Danilo Alessandro ok

In quelle stesse ore dissapori forti anche con l’allenatore, Mirko Cudini, con strascichi nelle partite successive. Ad Agnone non giocò ufficialmente per infortunio, la stessa cosa successe in casa contro il Giulianova, mentre a Cattolica il mister gli concesse solo quattro minuti e gli inviò anche una frecciatina: “Danilo sta bene, come gli altri che hanno giocato solo pochi minuti. Perché fuori? Devo fare delle scelte…”.

 

Da lì in poi le cose, pian piano, iniziarono ad andare meglio. Ma in fondo al cuore la ferita era tutt’altro che sanata. E questo ha avuto la sua importanza nelle scelte ultime sia della società che del giocatore appena accasatosi al Seregno.

 

Alessandro ha voluto salutare così la piazza campobassana: “La mia avventura a Campobasso è finita e ne inizia una nuova ma ci tengo a ringraziare in primis il presidente Mario Gesuè per tutto quello che ha fatto per me e per tutto l’affetto che ha sempre dimostrato nei miei confronti. E voglio ringraziare tutta la città e i tifosi: mi avete dato tanto affetto e vi sarò sempre riconoscente per tutto. Spero di avervi dimostrato anch’io perché per me Campobasso rimane una grande famiglia… Un abbraccio grande a tutti e forza lupi”.

 

I numeri dicono che ha realizzato 11 gol in 23 match sfornando diversi assist, spesso vincenti. Ha formato un trio offensivo temibile e temuto da tutti con Cogliati e Zammarchi: da Chieti in poi, campo del suo primo sigillo con il Lupo, è stato un crescendo, con poche pause e tante giocate decisive.       FdS