Trattativa sull’acqua alla Puglia, Facciolla fa i conti: “Al Molise indennizzo da 20 mln”

Il consigliere regionale del Pd illustra i vantaggi che potrebbero derivare dal progetto: "Questo accordo costituisce per noi e per i nostri paesi del Basso Molise una grande opportunità economica, non solo per l’indennizzo che ne deriverebbe ma anche per il risparmio che ogni agricoltore avrebbe sul costo dell’acqua".

Se ne sta parlando da giorni: il progetto per prelevare l’acqua della diga del Liscione e portarla in Puglia ha suscitato dubbi e anche qualche malumore. E’ nato un comitato – guidato dall’ex consigliere regionale Salvatore Ciocca – per contrastare un’opera che ha ricevuto il primo via libera al termine di una riunione che si è svolta a Foggia poco tempo fa con i rappresentanti delle due Regioni interessate, il Molise e la Puglia.

 

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Mentre le trattative vanno avanti, a livello politico emergono posizioni differenti. Contraria Patrizia Manzo del Movimento 5 Stelle, mentre divergono sulla vicenda i due consiglieri regionali del Pd Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla. La prima ha accusato il presidente Donato Toma di aver taciuto su quella che ha definito “una decisione gravissima”. 

L’esponente di San Martino in Pensilis invece è più possibilista: “Le regioni Molise e Puglia – spiega – stanno definendo un contratto che consentirà al Molise di cedere le eccedenze d’acqua dell’invaso del Liscione alla Regione Puglia. Questo significa che quando tutto il nostro territorio avrà soddisfatto il suo fabbisogno d’acqua cederà quella in eccesso alla Puglia.

Sì, perché è di eccedenze che si parla: sono stati stimati circa 200 milioni di metri cubi d’acqua che verrebbero ‘venduti’ alla Puglia ad un prezzo che va dagli 8 agli 11 centesimi per metro cubo. Un indennizzo che porterebbe al Molise circa 20 milioni di euro all’anno”.

Del resto, ricorda Facciolla, la solidarietà tra Regioni per l’acqua è obbligatoria per legge. Inoltre, il collegamento tra la diga del Liscione e la diga di Finocchito (che serve l’area della Capitanata) è “un progetto molto datato che in un primo tempo è stato finanziato tramite Agensud, adesso invece è attuato direttamente attraverso il Servizio Idrico del Ministero dei Lavori Pubblici.

Ma è anche il caso di dire che tale progetto è strettamente collegato ad altro, quello della legge obiettivo, fino ad oggi attuato al 60% dei lavori che, con la messa a disposizione di 75milioni di euro, ha predisposto le condotte idriche in Basso Molise, sui terreni in gestione al consorzio di bonifica di Larino, per servire 1750 ettari.

Adesso si entra nella fase due, nel secondo step dei lavori, quelli che faranno in modo che l’acqua in eccedenza della Diga del Liscione possa defluire verso la Capitanata”.

Vittorino Facciolla

Infine il consigliere regionale individua una serie di vantaggi per il Molise: “Questo accordo costituisce per noi e per i nostri paesi del Basso Molise una grande opportunità economica, non solo per l’indennizzo che ne deriverebbe ma anche per il risparmio che ogni agricoltore avrebbe sul costo dell’acqua.

Negli accordi che in questi giorni si stanno discutendo tra le due regioni, si prevede che degli 8 centesimi pagati dalla Puglia al Molise, 1,6 centesimi per metro cubo andrebbero a Molise Acque e 1,4 centesimi per metro cubo andrebbero al Consorzio di Bonifica di Larino.

Questo significherebbe circa 300mila euro all’anno per il Consorzio di Larino e un netto risparmio sui costi dell’acqua per i tanti imprenditori agricoli che attualmente rischiano di pagare 600 euro ad ettaro mentre grazie a quell’indennizzo pagherebbero l’acqua solo 250 euro ad ettaro.

Il momento degli accordi è questo. Possiamo permetterci di porre un veto a priori su un accordo (un progetto da 100 milioni di euro) che in questo momento storico rappresenta un’opportunità di guadagno per la nostra regione? Io direi di no, io direi che questo è il momento di pensare al futuro, di non commettere gli errori già fatti in passato per poi doverci ritrovare, per obbligo di legge, a dover cedere la nostra acqua senza avere neanche il beneficio dei costi di ristoro.

E’ questo il momento di cogliere le opportunità, sempre e solo nella tutela del Molise e dei molisani”.