A Campobasso ancora spente le 120 telecamere. Cretella: “Mancano ultimi dettagli prima del collaudo”

L’assessore ha fatto il punto sulla videosorveglianza: “Sul funzionamento posso dire che siamo alle battute finali, si sono fatti passi avanti notevoli”. Approvati regolamenti sull’esecuzione degli scavi su suolo pubblico (“si regolano, definiscono e normano le attività di scavo e di ripristino delle corsie stradali interessate, evitando la manomissione continua del piano strada comunale”) e sull’affrancamento delle abituazioni in convenzione.

La videosorveglianza, a Campobasso, non è ancora attiva. Si parla di ben 120 telecamere che attendono di essere collaudate per entrare in funzione e garantire sicurezza sotto diversi aspetti alla cittadinanza. Un progetto sostenuto da fondi regionali che però si trascina da alcuni anni senza vedere la luce. Proprio oggi, 2 luglio, l’assessore comunale Simone Cretella ha fatto il punto della situazione in Consiglio, prima dell’approvazione da parte dell’assise di un nuovo regolamento sul tema che contempla anche la questione della privacy e dei dati personali.

“Come sappiamo – spiega l’assessore – l’impianto di videosorveglianza previene atti delittuosi, illeciti, tutela il patrimonio pubblico e privato, controlla specifiche aree, il flusso di traffico, gli impianti semaforici. Per quel che riguarda il funzionamento dello stesso, è doveroso aggiornare il consiglio sul tema, e posso dire che siamo alle battute finali. Ad oggi sono circa 120 le telecamere funzionanti sull’impianto, stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli, ma si sono fatti passi avanti notevoli. Chiaramente bisognerà fare il collaudo finale”.

Un percorso lungo e tortuoso quello delle telecamere a Campobasso. L’anno scorso, era aprile, fu inaugurato dall’allora amministrazione Battista ma a distanza di pochi mesi il sistema risultò bloccato e nessuna telecamera era in grado di trasmettere e registrare immagini. L’impianto è stato finanziato dalla Regione Molise nel 2015, quando governava ancora il presidente Paolo Frattura, attraverso il ‘Patto per la sicurezza’. Si è saputo poi, tramite nota del sindaco Gravina nel mese di novembre, che l’impianto era stato consegnato in modalità test dalla ditta incaricata.

Particolarmente interessante un altro regolamento approvato: quello sull’esecuzione degli scavi su suolo pubblico. “Questo regolamento è stato voluto dall’intera amministrazione ed è stato curato nei suoi aspetti più tecnici dal settore afferente all’assessorato all’Urbanistica – ha detto il presidente della Commissione Consiliare sui Lavori Pubblici, Nicola Simonetti –. È un regolamento che mancava a questo Comune e che permetterà una migliore risposta e migliori servizi a favore dei cittadini. I lavori che sul territorio urbano avvenivano pre o post scavi creavano disagi importanti. In questo modo, da oggi, si regolano, definiscono e normano le attività di scavo e di ripristino delle corsie stradali interessate, evitando la manomissione continua del piano strada comunale”. Regolamento approvato con 20 sì e un’astensione.

Consiglio comunale Campobasso

È stata ratificata inoltre la seconda variazione di bilancio urgente relativamente ai fondi ottenuti nel corso dell’emergenza da covid dal Governo. Nello specifico, la parte più corposa è arrivata dagli oltre 300mila euro destinati per sostenere le famiglie in difficoltà sul pagamento di utenze e affitti di casa.

Infine, approvata dal Consiglio la proposta di deliberazione sull’edilizia residenziale agevolata e convenzionata. Entrando nel merito, nel corso degli anni molti cittadini hanno ottenuto l’alloggio in convenzione, beneficiando di un contributo pubblico e di un prezzo di acquisto calmierato. Naturalmente tale alloggio se ottenuto con facilitazioni pubbliche non può essere commercializzato a prezzo libero bensì ad un prezzo massimo di cessione, se non dopo l’esaurimento degli effetti delle convenzioni che possono avere una durata temporale di trenta o novantanove anni, a seconda dei casi, oppure attraverso l’affrancazione.

“Voglio ringraziare l’assessore all’Urbanistica, Giuseppe Amorosa, che insieme al presidente della Commissione Consiliare all’Urbanistica, Pio Bartolomeo, e all’assessore al Bilancio Giuseppina Panichella hanno curato l’iter e la procedura per arrivare oggi a presentare ed approvare in consiglio comunale questa delibera relativa alle affrancazioni – ha dichiarato il sindaco Gravina –. Si tratta di un atto doveroso rivolto a una parte di popolazione che aveva la necessità di dover alienare un bene e alla quali andava data da tempo una risposta in merito. Con questa deliberazione abbiamo sbloccato questa situazione e garantito al comune nuovi possibili introiti (si parla di un 15% sul totale)”.