La differenziata è costata 4 mln, ma interi quartieri sono scoperti. “A breve nella zona industriale, poi servono altri soldi”

Servizio assicurato finora nelle contrade, nel centro storico, nel Quartiere Nord e a San Giovanni. L’assessore all’ambiente, Simone Cretella: “Censimento quasi ultimato tra le aziende, a breve si parte”. I prossimi due step riguarderanno Vazzieri e il centro murattiano: “Per il primo cercheremo di fare un porta a porta individuale per tutto, anche per carta, vetro e plastica. Piano speciale per la zona centrale, dove non è possibile predisporre bidoncini ma stiamo pensando a cassoni efficienti”. Entro qualche giorno la Sea, la società che gestisce il servizio cittadino, avrà una nuova governance.

Raccolta differenziata. Tema sentito, spesso scottante, sicuramente d’attualità. A Campobasso è stata avviata nella scorsa legislatura con l’ex assessore Stefano Ramundo e si è ormai consolidata da circa tre anni: in principio fu il centro storico, poi le contrade. A seguire, i popolosi Quartiere Nord (o Cep se volete, ndr) e San Giovanni dei Gelsi. In quest’ultimo si è partiti a dicembre. Poi il covid ha paralizzato tutto e non ha consentito di estendere il servizio al resto della città, dove il livello di raccolta non raggiunge nemmeno la metà dei residenti.

E a corto di disponibilità finanziarie il percorso diventa ancora più complicato. “La precedente amministrazione, anche meritoriamente, ha avviato la raccolta differenziata avendo a disposizione 4 milioni e mezzo dalla Regione (finanziamento che rischiava di essere revocato se non fosse stato speso, ndr), fa il punto l’assessore all’Ambiente del Comune di Campobasso, Simone Cretella. “È stato fatto tanto ma non tutto. Noi disponiamo al momento di zero risorse ma sarà importante il rinnovo della gestione della Sea”, ossia la società municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti oltre che dello sgombero neve e che ha elaborato il piano industriale per la differenziata, stabilendo ad esempio quali dovessero essere le macchine per la raccolta e i mastelli da acquistare.

“Fra pochi giorni lavoreremo con la nuova governance”, aggiunge l’esponente della Giunta 5 Stelle al Comune capoluogo.

Il Comune ha scelto un amministratore delegato (l’avvocato Stefania Tomaro, ndr) che sostituirà fra poco l’attuale consiglio di amministrazione – guidato da Gianfranco Spensieri – che ha approvato il bilancio nei giorni scorsi. E quindi decadrà, a meno che la giustizia amministrativa non dia ragione allo stesso cda che ha presentato ricorso contestando l’interruzione anticipata del mandato.

La guerra delle nomine: il cda della società dei rifiuti contro Comune e amministratore unico

 

Dunque quale sarà il prossimo step?

“Stiamo per ultimare il censimento della zona Industriale – annuncia l’assessore Cretella –. Purtroppo il covid ha rallentato tutto ma la zona a nord del Cep sarà presto coperta dalla differenziata”. Come noto, si tratta di un’area particolare per la presenza di aziende e industrie e dove di frequente non è difficile trovare cumuli di immondizia abbandonati pure affianco ai contenitori ‘tradizionali’. “Attualmente nella zona industriale – spiega l’esponente della giunta pentastellata – insistono una marea di cassonetti e non c’è proprio il servizio di raccolta differenziata. Non è facile perché ci sono molte attività commerciali e industriali grandi”.

Si sta procedendo ad effettuare il censimento attività per attività, e a breve “spariranno i cassonetti dell’immondizia per avviare la differenziata – prosegue l’assessore –. Chiaramente, c’è chi avrà bisogno del cassonetto più grande, chi del bidone più piccolo. Ma coprendo quella zona siamo sicuri di risolvere una buona parte dei problemi, visto che quei bidoni vengono usati da residenti della zona nord e soprattutto da chi va a buttare scarti industriali che non dovrebbero essere lì. Purtroppo, alcune aziende che lavorano sul territorio non conferiscono all’isola ecologica ma preferiscono utilizzare quei cassonetti”.

Progetto Ambiente pulito

Per questo l’obiettivo è quello di “bonificare la zona per partire prima della fine dell’anno. Vediamo se possiamo già intervenire con il materiale che abbiamo a disposizione o abbiamo bisogno di qualche piccolo finanziamento” spiega Cretella.

 

Restano il quartiere Vazzieri, anch’esso molto grande, e il centro cosiddetto murattiano, che comprende anche le zone semi-centrali. Le idee non mancano, anche se bisognerà poi trovare i fondi necessari: “Stiamo pensando di servire la zona murattiana con un sistema di cassonetti intelligenti, con dei cassoni più efficienti di quelli del centro storico, anche perché alcune zone del centro non consentono l’adozione di bidoncini stradali, stiamo definendo il piano”.

 

I cassonetti intelligenti sono in grado di rilevare, attraverso un sensore, il volume di rifiuti conferiti. In questo modo, si può venire a sapere quando sono pieni e gli addetti procedono con lo svuotamento. Un servizio mirato e in grado di far risparmiare risorse. Questo sarebbe l’idea sicuramente innovativa.

 

Per quanto riguarda Vazzieri, invece, Cretella vuole “riprendere un porta a porta ‘spinto’ in controtendenza rispetto al porta a porta fatto finora. Finora si è proceduto con i carrellati condominiali, l’obiettivo migliore è quello di dare il singolo servizio attraverso i cinque bidoncini a testa (oltre a indifferenziato e organico, vetro, carta e plastica). È vero che spesso c’è un problema di spazi per le famiglie, ma l’esperienza insegna che dove c’è il singolo mastello si possono raggiungere risultati eccellenti, fino al 70-80 percento di differenziata. Purtroppo il bidone condominiale è inevitabilmente un piccolo cassonetto che tende a non responsabilizzare il singolo cittadino”.

FdS