Vietato partorire di notte ma anche al pomeriggio: negli ospedali mancano le ostetriche. Scatta la diffida ad Asrem

Alla cronica mancanza di personale sanitario nei nosocomi molisani dovuta al blocco delle assunzioni si è aggiunta la carenza delle ostetriche: ne è prevista una sola nei turni di servizio di pomeriggio e di notte. "In questo modo non si può garantire la nascita di un bambino in sicurezza", la denuncia del sindacalista della Fials Carmine Vasile che ha inviato una formale diffida all'Azienda sanitaria.

Sarà pure che il Molise è ormai una regione abitata prevalentemente da anziani. O che le donne che vogliono diventare mamme sono quasi diventate ‘merce rara’. Ma questo non può essere un’attenuante rispetto ad un problema che mette quotidianamente in ansia gli operatori sanitari: la carenza di ostetriche negli ospedali molisani. Una questione che inizia da lontano, che affonda le radici nel blocco delle assunzioni per le regioni in piano di rientro dal debito sanitario e che si inserisce in una generale situazione di difficoltà per i nosocomi che negli ultimi mesi sono stati in prima linea nell’emergenza sanitaria legata alla pandemia provocata dal covid-19.

In Molise occorrono sei ostetriche per ogni turno, ma – riferiscono fonti ospedaliere – nelle corsie ne è presente un numero inferiore. Mancano in tutti i principali presidi della nostra regione: dal Cardarelli di Campobasso al San Timoteo di Termoli fino al Veneziale di Isernia dove i principali disagi vengono segnalati soprattutto al pomeriggio e di sera, quando viene meno una turnista, reperibile – è vero – ma non presente fisicamente in ospedale. Negli ultimi tempi, infatti, alcune operatrici hanno chiesto l’esonero per motivi di salute e la mancata sostituzione avrebbe creato problemi nella gestione dei parti soprattutto in determinati orari. E una nascita non ha ‘orari’.

Le difficoltà sono già state segnalate al direttore dell’Asrem dal sindacato Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori della sanità) che ora ha deciso di inoltrare una pubblica denuncia alle autorità sanitarie competenti: non solo l’Azienda sanitaria regionale, ma anche al presidente della Regione Donato Toma e al commissario alla sanità Angelo Giustini.

“Nelle unità operative di ostetricia e ginecologia, nelle sale parto e nelle sale operatorie degli ospedali di Campobasso, lsernia e Termoli – sottolinea il segretario Carmine Vasile – non vi è personale a sufficienza per garantire l’assistenza sanitaria in emergenza-urgenza. La carenza di ostetriche turniste è cronica già da qualche tempo ed, in quest’ultimo periodo è ai limiti del collasso, rivestendo una tale gravità da mettere in pericolo la sicurezza dei nascituri e delle puerpere che giungono in ospedale pronte per partorire. Purtroppo, la grave carenza di ostetriche nel turno pomeridiano e nel turno notturno ci consegna un vuoto che rischia di far implodere le tre unità operative dei tre ospedali molisani”.

I problemi principali al Cardarelli di Campobasso, dove partoriscono le donne con una gravidanza a rischio dal momento che l’ospedale è dotato anche di un reparto di Neonatologia. Al San Timoteo di Termoli, invece, la sopravvivenza del punto nascite è legato al pronunciamento dei giudici al Tar Molise.

 

Mentre c’è chi suggerisce all’Azienda sanitaria di sopperire alla carenza di ostetriche assumendo personale con la partita Iva (come avvenuto durante l’emergenza covid per reperire infermieri e oss), Carmine Vasile chiede la tutela del “diritto alla salute dei cittadini” che “si misura attraverso la qualità e la quantità delle prestazioni sanitarie erogate e diventa esigibile soltanto quando, nelle unità operative ospedaliere, sono presenti tutte le figure professionali e di supporto necessarie per assistere il malato in sicurezza”.

Quindi, in questo caso, non si può mettere a rischio la vita di un neonato o della mamma. “Non si può lasciare l’intero reparto di degenza senza ostetrica – insiste il sindacalista – perché bisogna correre in sala parto ed in sala operatoria per assicurare la nascita del bambino in sicurezza”. Nè si può chiedere “all’unica ostetrica prevista nei turni di servizio di pomeriggio e di notte o addirittura reperibile di fare miracoli”.

Vasile spiega nel dettaglio i motivi di una carenza diventata strutturale: “assenze per infortunio sul lavoro, malattia, congedi straordinari”. Ecco perchè attualmente non è più possibile “programmare i turni di servizio facendo saltare puntualmente anche la programmazione dei riposi e delle ferie”.

Certo, “dal punto di vista numerico lo standard sarebbe rispettato”, ma il problema non è più rinviabile. Per l’organizzazione sindacale è necessario trovare “una soluzione definitiva”. Nel frattempo è stata inviata all’Azienda sanitaria una formale diffida “affinchè vengano risolte definitivamente queste carenze.

I professionisti della sanità – ostetriche, infermieri, oss e ausiliari – non possono più subire imposizioni di orari di servizio in contrasto con il Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro, ndr) e lesivi della loro dignità professionale. La buona volontà e la pazienza non bastano più, adesso denunciamo pubblicamente
l’immobilismo di un governo non curante della sanità che mette a rischio la salute delle donne ricoverate e delle lavoratrici di tali unità operative”.