Vietato fare il bagno in spiaggia libera: mancano bagnini e rimedi anti Covid

I Comuni costieri (Termoli, Petacciato, Campomarino e Montenero) emanano quattro ordinanze con lo stesso contenuto: divieto di balneazione sui tratti di spiaggia libera. A giorni verranno reperiti gli assistenti bagnanti e il materiale per il rispetto delle norme anti coronavirus

Fare il bagno sui tratti di spiaggia libera della costa molisana è vietato e lo sarà fino a quando i Comuni riusciranno a mettersi in regola con le normative anti covid e il servizio di salvamento. I sindaci dei comuni costieri molisani (Termoli, Campomarino, Petacciato e Montenero) hanno emanato lunedì 1 giugno, giorno in cui scatta la stagione balneare, quattro diverse ordinanze, praticamente identiche nel contenuto, con le quali hanno interdetto l’accesso alle spiagge libere ai fini della balneazione.

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Il divieto è legato, come detto, sia alle normative anti assembramento per evitare il propagarsi del contagio da coronavirus, sia alla mancanza dei bagnini che garantiscano la sicurezza di chi va a fare il bagno. In particolare i Comuni devono ancora provvedere ad affidare il servizio di salvamento sui tratti di spiaggia libera.

Nel caso di Termoli, ad esempio, l’affidamento non potrà avvenire prima del 9 giugno, quando scade il bando apposito. Come si legge nelle ordinanze “alla luce del quadro epidemiologico attuale, in attuazione dei principi di gradualità ed adeguatezza, risulta opportuno e necessario prevedere introdurre una temporanea più rigorosa regolamentazione della fruibilità delle spiagge libere del litorale del territorio, che consenta l’applicazione rigorosa delle misure di contrasto alla diffusione del covid-19”. Resta invece consentito andare in spiaggia per prendere il sole.

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I bagnini infatti quest’anno avranno anche il compito di vigilare che in spiaggia vengano rispettate le distanze. Non è ancora chiaro invece se potrà esserci del personale reperito dal Comune, anche tramite la Protezione Civile, per il controllo anti assembramenti.

Nei prossimi giorni i quattro comuni rivieraschi, tramite proprio personale, dovranno provvedere a piantare dei paletti di distanziamento sulle spiagge libere dove sarà possibile delimitare gli spazi dove posizionare di volta in volta gli ombrelloni per quanto concerne i tratti di arenile più vicini ai lidi balneari.

Andrà invece apposta una cartellonistica che ricorda le norme sul distanziamento fisico e le altre regole anti coronavirus nelle spiagge meno frequentate e più lontane rispetto agli stabilimenti balneari. Ma le spese per i Comuni non sono finite: sarà a carico loro infatti l’installazione di bagni chimici a servizio esclusivo delle spiagge libere. La normativa anti covid-19 infatti impone a chi va in spiaggia libera di non recarsi nei bagni degli stabilimenti balneari.