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Toma accontenta la Lega e nomina assessore il termolese Michele Marone. Deleghe al Sociale e al Lavoro

Il presidente del Consiglio comunale a Termoli è il quinto assessore regionale (esterno) della Giunta Toma. Il decreto di nomina ufficializzato nel tardo pomeriggio. Marone, esponente del carroccio, 55 anni, è l'uomo su cui il governatore e Matteo Salvini sarebbero riusciti a trovare un'intesa dopo che nei giorni scorsi si era profilato un 'duello' tra i consiglieri comunali di Campobasso Alberto Tramontano e Alessandro Pascale. Marone ottiene le stesse deleghe del suo predecessore Luigi Mazzuto: politiche del lavoro, sociale, famiglia, immigrazione

Alla fine Donato Toma ha preferito ‘virare’ su Termoli: sarà il leghista Michele Marone, presidente del Consiglio comunale della città adriatica, l’assessore che rappresenterà la Lega nella Giunta regionale dopo l’estromissione di Luigi Mazzuto avvenuta ad aprile, prima dell’approvazione del bilancio nella massima assise regionale.

Il decreto di nomina, il numero 44, diventa ufficiale intorno alle 18. L’avvocato Marone ha ottenuto da Toma le Deleghe che, sostanzialmente, erano del suo predecessore Mazzuto. E cioè il Lavoro, il Sociale, le politiche familiari, per l’immigrazione e la tutela dei consumatori. 

Il professionista termolese, 55 anni, sarebbe riuscito a battere la concorrenza dei due principali competitor campobassani: da una parte il professore Alberto Tramontano, dall’altro l’imprenditore Alessandro Pascale, entrambi consiglieri comunali a palazzo San Giorgio. Il primo gradito all’attuale commissario del Carroccio in Molise Jari Colla, il secondo preferito invece dallo stesso presidente Donato Toma che con Pascale ha amministrato durante la legislatura Di Bartolomeo.

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Alla fine nè Pascale nè Tramontano ricopriranno il posto di quinto assessore nella Giunta regionale. Qualche giorno di riflessione dopo il riservatissimo summit con il leader nazionale del Carroccio Matteo Salvini, poi il colpo di scena: Toma preferisce optare per l’uomo della ‘sintesi’, Michele Marone appunto.

Anche se il decreto di nomina ancora non è stato pubblicato, la notizia, a sorpresa, inizia a circolare nel primo pomeriggio, mentre il Consiglio regionale è in corso. Uno smacco agli esponenti della maggioranza di centrodestra che proprio ieri – 8 giugno – avevano firmato un documento per chiedere al presidente di non designare un assessore esterno e di riequilibrare i rapporti di potere all’interno dello schieramento.

“Non possono decidere tutto Forza Italia, la Lega e Fratelli d’Italia, chiediamo un maggior coinvolgimento”, la posizione espressa da Andrea di Lucente (Popolari), Gianluca Cefaratti (Orgoglio Molise), Salvatore Micone (Udc e presidente del Consiglio regionale), Armandino D’Egidio (Forza Italia)  e dalle due dissidenti nonchè ex leghiste Filomena Calenda e Aida Romagnuolo. Fra l’altro da tempo si parla di un assessorato per la consigliera originaria di Casacalenda. “Se il presidente non ci ascolta, costituiremo un polo civico”.

L’appello è rimasto inascoltato, del tutto ignorato dal governatore che qualche ora dopo avrebbe scelto il quinto assessore esterno della Lega.

Probabilmente la designazione di Marone potrebbe far scoppiare l’ennesimo casus belli in maggioranza, accelerare irreversibilmente la crisi nella coalizione che sostiene il governatore dove i veleni sono ormai all’ordine del giorno. L’aria nei palazzi della politica regionale è bollente e oggi, proprio durante la seduta dell’Aula, la maggioranza è andata di nuovo sotto con i numeri: alcuni esponenti del centrodestra hanno votato con i 5 Stelle e il Pd la mozione di Valerio Fontana su Finmolise S.p.A. – Gestione dei fondi pubblici su incarico della Regione Molise. Ricognizione procedure sulle singole misure e riprogrammazione delle risorse disponibili”.

Infine il vento di elezioni sembra tirare anche a Roma. E magari qualcuno potrebbe ambire ad una più prestigiosa candidatura in Parlamento.

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