Test sierologici ai professori, la proposta per gli esami di maturità: “Facciamo come la Campania”

L'appello del consigliere regionale dei Popolari Andrea di Lucente al presidente Donato Toma e al direttore dell'Azienda sanitaria Oreste Florenzano

In Campania 10mila persone tra professori e personale ata saranno sottoposte ai test sierologici che consentono di accertare se si è stati a contatto con un paziente che ha contratto il covid-19. La campagna di screening avverrà in occasione degli esami di maturità. 

Per il consigliere regionale Andrea di Lucente, esponente della maggioranza in Consiglio regionale, anche il Molise dovrebbe seguire l’esempio della Regione guidata dal vulcanico Vincenzo de Luca e per questo lancia un appello al presidente Donato Toma e al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano. Sarebbe un modo per rendere più sicuri gli studenti, gli insegnanti e il resto del personale della scuola rispetto ad un rischio di contagio da Sars-cov-2.

“La decisione, già adottata in Campania, sarebbe un segnale importante di attenzione nei confronti del mondo della scuola”, argomenta l’esponente dei Popolari. “I nostri ragazzi hanno sopportato enormi sacrifici in questi mesi di lockdown, privandosi della loro socialità e della possibilità di una vita spensierata. Ora che per centinaia di loro sta per arrivare il momento di misurarsi nella prova finale del percorso di studi, dovremmo mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché possano farlo in sicurezza. E’ un piccolo risarcimento degli sforzi effettuati in questo periodo”.

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I test sui commissari sarebbero un modo rendere l’esame più sicuro. “Sono convinto – dice ancora l’esponente della maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale – che il presidente Toma dialogherà con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale e con le autorità sanitarie per trovare avviare questa campagna. Non è la soluzione, ma è sicuramente un gesto concreto nei confronti del mondo della scuola. Da padre mi rendo conto ogni giorno di quello che stanno affrontando i nostri ragazzi, tra didattica a distanza e socialità ormai ridotta all’osso. Dare loro uno strumento per sentirsi ancora parte della scuola è un dovere della politica. La notizia che in Molise sono stati individuati tutti i presidenti di commissione, senza le difficoltà avute altrove, ci deve incoraggiare a fare altro – prosegue l’esponente dei Popolari per l’Italia in consiglio regionale -. Inoltre, potrebbero essere anche le prove generali per tentare di trovare una strada più sicura al rientro in classe di migliaia di studenti molisani. Sono certo che la sensibilità del presidente Toma e di tutti gli attori coinvolti porterà alla migliore soluzione possibile per i nostri ragazzi”.