Sequestrati 90 mila euro a “Pensa”: con i soldi dello spaccio avrebbe comprato un bar in città

E’ l’ultimo atto con il quale il gip ha chiuso le indagini della squadra mobile a carico del 25enne che si trova in carcere a Larino per rapina pluriaggravata e per smercio di sostanze stupefacenti. Assieme a lui finì in carcere anche un 19enne ed altri quattro ai domiciliari

Di quella somma di denaro, che aveva chiesto al padre di custodire in un’intercapedine ricavata in una parete di casa, era particolarmente orgoglioso. Se ne vantava.

“Pensa”, 25 anni, in carcere a Larino da marzo dello scorso anno, di essere ricco non faceva un mistero. Di  riuscire a guadagnare centinaia di bigliettoni con lo spaccio e le rapine, pure. Anzi, in alcuni video faceva bella mostra dei suoi soldi tra balli e musica insieme a presunti clienti e ad amici soliti consumare droga a casa sua.

Gli uomini della squadra mobile lo hanno seguito passo dopo passo, per mesi.

pensa in questura

Di lui, gli agenti di Iasi conoscono tutto a menadito: abitudini, amici, clienti, spostamenti e ambizioni. Tra queste ultime non soltanto quella espressa in diverse occasioni di arrivare presto a gestire da solo lo spaccio in città, ma anche quella di comprare con quei 90mila euro ben custoditi un locale commerciale: un bar, forse una pizzeria. Aveva già preso contatti con un’agenzia immobiliare per visionare alcuni immobili che potessero fare al caso suo. I soldi dello spaccio, insomma, era pronto ad investirli.

Ora il Gip li ha confiscati dando esecuzione al sequestro preventivo, operato dalla polizia all’alba dell’8 marzo 2019.

Quella mattina, la mobile eseguì sei misure: due in carcere e quattro ai domiciliari. Furono eseguite 14 perquisizioni. In carcere finì “Pensa” e un complice campobassano di 19 anni. Altri quattro uomini, uno di Campobasso e tre residenti tra Lucera e San Severo, invece finirono agli arresti domiciliari.

L’indagine, coordinata dalla procura di Campobasso, scattò dopo la rapina che ad agosto 2018 scosse il capoluogo molisano: nel pieno della movida un giovane di Campobasso fu aggredito e derubato del suo rolex mentre stava andando verso la sua auto in via Veneto.

Sul posto la polizia e poco dopo già il quadro più o meno delineato e quindi l’inizio della ricerca di elementi concreti che sarebbero stati utili ad ottenere il mandato di arresto. Partiti da qui, gli agenti hanno scoperto un mondo fatto anche di altro: telefonate per droga, frequenti contatti con i grossisti pugliesi, totale disprezzo per le regole e le leggi.

Il 22 gennaio 2019, la seconda rapina: quella ai danni di una cittadina straniera. E tre mesi dopo, quando il quadro era chiaro e ogni puzzle al suo posto, la Mobile li ha arrestati tutti. Da allora “Pensa”, il maggiore indiziato, è in carcere e in attesa di giudizio con un processo a suo carico già in corso.

Ora all’epilogo dell’attività investigativa della squadra mobile è arrivato anche la notifica dell’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo, per i 90mila euro, “evidente profitto dell’attività di spaccio”.