Salvini-Toma, trattativa per un posto in Giunta. ‘Sfida’ tra due consiglieri comunali ma la crisi della Lega si aggrava

Alberto Tramontano o Alessandro Pascale: uno dei due esponenti della Lega del capoluogo potrebbe essere nominato al posto di Luigi Mazzuto all'interno della giunta regionale guidata da Donato Toma che questa mattina - 5 giugno - ha incontrato in un riservatissimo summit il leader del partito Matteo Salvini e il commissario Jari Colla. Intanto c'è un nuovo addio tra le fila della Lega: il primo dei non eletti in Consiglio regionale Domenico Ciccarella ha deciso di andar via. "Non mi rispecchio più in questi valori, mi sembrano tanti caproni impazziti assetati di potere"

I bookmakers hanno avviato le scommesse sul toto-nome. Alberto Tramontano o Alessandro Pascale? Da una parte il professore, nonchè candidato alle Regionali del 2018 con la Lega, capogruppo in Consiglio comunale a Campobasso e mancato sindaco alle elezioni di un anno fa per scelta del centrodestra che preferì puntare su Maria Domenica D’Alessandro (sonoramente sconfitta da Roberto Gravina, M5S). Dall’altra l’imprenditore, attualmente consigliere comunale sempre nel Municipio del capoluogo, nonchè assessore ai Lavori pubblici della Giunta Di Bartolomeo assieme a Donato Toma, allora titolare del Bilancio a palazzo San Giorgio e oggi presidente della Regione Molise.

Si gioca in campo tutto campobassano la ‘sfida’ tutta interna alla Lega per vincere quello che è meglio di un ‘gratta e vinci’: il posto da assessore nella Giunta regionale occupata fino a poco tempo fa da Luigi Mazzuto, azzerato dallo stesso Toma quando ad aprile chiese ai suoi assessori di rassegnare le dimissioni per tornare in Consiglio regionale e votare il bilancio che rischiava di non essere approvato.

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Un mese e mezzo dopo, con la Lega rimasta senza rappresentanti nelle principali istituzioni regionali (Giunta e Consiglio regionale) e una schiera di tesserati scontenti, il leader Matteo Salvini è arrivato in Molise. Ma non è neppure passato per le principali città molisane. E’ stato in visita privata in una comunità di recupero, Le figlie di Sion, di Rionero Sannitico, paesino dell’Alto Molise che si trova vicino ai confini con l’Abruzzo. E qui non c’erano nemmeno tutti i militanti. C’erano però l’ex assessore ed ex coordinatore Luigi Mazzuto e il capogruppo della Lega a Campobasso Alberto Tramontano che ha organizzato l’iniziativa. 

Questa mattina la sveglia è suonata presto per il ‘capitano’ che forse avrà pure consumato il cappuccino con il pane e Nutella all’hotel Dora di Venafro dove alloggiava. Poi il riservatissimo summit con il commissario della Lega in Molise Jari Colla e il presidente Donato Toma. 

Al centro del vertice proprio l’epurazione del Carroccio nonostante il sostegno dato al governatore alle Regionali del 2018: per numero di voti la Lega è stata la terza forza della coalizione. E’ al termine dell’incontro che iniziano a circolare le voci sulla rosa di sei papabili ad aggiudicarsi il posto nell’esecutivo regionale. Una rosa che poi viene ulteriormente ridotta fino ad arrivare alla ‘disfida’ tutta campobassana tra Alberto Tramontano e Alessandro Pascale: uno dei due consiglieri comunali di Campobasso potrebbe essere nominato nell’esecutivo regionale.

“Non ne sapevamo nulla, sono solo voci”, sintetizzano i due diretti interessati a Primonumero che li ha contattati telefonicamente. Sono cauti, forse per la paura di veder sfumata un’occasione importante dal punto di vista politico. “Io non ho chiesto nulla e non mi è stato proposto nulla”, dice ancora Tramontano, l’uomo che ha dovuto fare un clamoroso passo indietro dopo essere stato scelto candidato sindaco di Campobasso per evitare la rottura della coalizione.

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Sarebbero invece fuori dai giochi la candidata sindaca e attuale consigliera comunale a Campobasso Maria Domenica D’Alessandro (che avrebbe garantito pure la quota rosa) e il presidente del Consiglio comunale di Termoli Michele Marone. Tra quest’ultimo e Toma, riferiscono fonti del capoluogo, i rapporti si sarebbero incrinati ultimamente.

Tramontano e Pascale

Non c’è dubbio: sia Tramontano che Pascale hanno le loro chances da giocarsi. Il primo non è stato eletto alle Regionali del 2018 per soli quattro voti e godrebbe del sostegno dei vertici della Lega (non a caso lui ha organizzato la visita di Salvini nella comunità di recupero di Rionero Sannitico). Il secondo invece avrebbe l’appoggio di Toma grazie anche al percorso condiviso all’interno dell’amministrazione Di Bartolomeo.

Come finirà? La partita è da 1×2, si sarebbe detto al bar dello sport davanti ad una schedina del totocalcio. Che vuol dire? Che può succedere di tutto. Anche perchè ci sono ancora troppi dubbi: chi la spunterà? Prevarrà la volontà di Salvini o di Toma? E quando si concluderà la trattativa? Qualcuno è pronto a scommettere che il cerchio sarà chiuso a novembre, quando la legislatura arriverà al giro di boa e bisognerà rinnovare – tra le altre cose – la presidenza del Consiglio regionale.

All’Ansa il presidente Donato Toma non si è sbilanciato sulla designazione di un assessore in quota Lega: con Salvini “abbiamo spaziato su vari temi di politica regionale e convenuto sulla necessità che la Lega contribuisca fattivamente ad amministrare il Molise a sostegno e supporto del presidente della Giunta”. Inoltre il presidente ha detto di essere in “attesa per il nome dell’assessore”. 

 

Mentre il Carroccio prova a riprendersi uno dei posti che contano all’interno del governo regionale, non si ferma la crisi all’interno della base. Dopo il campobassano Antonio Madonna, ha ufficializzato l’uscita dal partito anche Domenico Ciccarella, il primo dei non eletti in Consiglio regionale (866 preferenze). Prima di lui, alle Regionali del 2018, si piazzarono le due ex leghiste Aida Romagnuolo e Filomena Calenda.

“Non è possibile più continuare a militare nella Lega perché in Molise sto assistendo a un gioco che va contro i molisani e non tiene conto di quanti si sono impegnati personalmente a favore del movimento”, la sua posizione. “Mi ero candidato con la Lega con la speranza che un movimento nuovo, pieno di energie, che potesse assicurare un cambio di passo alla nostra terra”.

Ciccarella accusa i vertici della Lega e spara a zero contro l’ex assessore Mazzuto: “All’atto della nomina della Giunta regionale, senza mai che se ne fosse discusso, mi sono trovato il coordinatore regionale, Luigi Mazzuto nominato assessore esterno al Lavoro. Senza che si fosse candidato, senza avere portato voti contrariamente a me e a tanti altri. Nonostante pressioni e proteste nessun segnale di cambiamento. Né da Salvini né da Toma né da Mazzuto stesso. Poi, il mese passato, il presidente Toma toglie dalla Giunta Luigi Mazzuto. Quindi, al suo posto, si fa il nome di un altro esterno vicino alla Lega. Ancora l’altra sera, raccolgo le dichiarazioni di Matteo Salvini in televisione che parla della situazione del Molise e punta l’indice sull’ex coordinatore regionale, Mazzuto e su Toma. Una girandola di situazioni che portano solo a sollevare un vespaio di bugie da parte di tutti. Nonostante mi sia battuto, chiesto e portato voti a Salvini e a Toma. Oggi, però, dinanzi alle loro dichiarazioni mi sembrano tanti caproni impazziti assetati di potere e null’altro. Dinanzi a tutto questo, perciò, ho deciso di non restare più nella Lega, movimento che non rispecchia più quanto da me pensato all’atto della candidatura. Ciò, però, per un giovane come me non significa mollare tutto perché faremo di tutto per riprenderci il Molise”.

 

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