Ritorno in classe a settembre, Lega propone piano straordinario per aule e trasporto

L’attività didattica, che si è svolta negli ultimi mesi a distanza e on line a causa della pandemia legata al nuovo coronavirus, dovrebbe riprendere regolarmente il 23 settembre, ossia dopo la pausa estiva. Ma senza certezze.

“Il Governo italiano ancora non emana, colpevolmente, linee guida ufficiali che diano indicazioni chiare e univoche agli studenti, alle famiglie e agli operatori della scuola. Molti Paesi europei invece hanno già definito le misure organizzative, di contenimento e di prevenzione per il prossimo anno scolastico, al fine di affrontare l’emergenza causata dalla diffusione del Covid-19”. A dirlo è il capogruppo della Lega Alberto Tramontano, consigliere comunale a Campobasso, che sollecita l’amministrazione Gravina che nelle prossime settimane dovrà prendere importanti decisioni per garantire il ritorno in classe in sicurezza. Il distanziamento è una delle prime regole che bisognerà rispettare per evitare il contagio.

“Diventa fondamentale che gli Enti locali, in stretto raccordo con le Istituzioni scolastiche, propongano soluzioni che consentano il reperimento di ulteriori spazi per “fare scuola””, sottolinea Tramontano.

Il consigliere leghista avanza una serie di proposte sulla città di Campobasso che “ha una situazione particolare in merito all’edilizia scolastica: la gran parte degli edifici non rispetta i criteri di legge dal punto di vista strutturale e della sicurezza sismica (basti citare e ricordare il recente studio elaborato e condotto dall’Unimol su molti edifici scolastici del capoluogo). Inoltre la gran parte degli edifici scolastici della città di Campobasso presenta aule piccole, nelle quali i bambini e i ragazzi sono costipati e costretti”. Insomma, “non tutti gli edifici scolastici del capoluogo potranno rispettare le raccomandazioni del documento tenico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico”, dice Tramontano.

Tramontano

Il capogruppo del Carroccio a Palazzo San Giorgio ricorda pure che “Campobasso presenta un paradosso peculiare: vi sono edifici scolastici particolarmente a rischio che sono stati lasciati aperti (scuola di via Jezza, via Tiberio, via Crispi) e vi sono edifici scolastici (ad esempio “La Casa della Scuola” Enrico D’Ovidio di via Roma) che sono stati chiusi con leggerezza e superficialità e senza lungimiranza: la D’Ovidio di via Roma ha spazi enormi e potrebbe ancora rappresentare una possibilità per le esigenze didattiche della città di Campobasso.
Si presenta pertanto, per la città di Campobasso, il rischio concreto di reinserire in modo invasivo la didattica a distanza (con tutte le disfunzioni e le criticità che presenta), di dover dividere i gruppi-classe o presupporre doppi turni per le lezioni (ben sappiamo le anomalie pedagogiche che tali soluzioni generano e i problemi derivanti per le famiglie)”.

Per Tramontano l’amministrazione Gravina deve agire con tempestività.  Quindi lancia delle proposte: “Occorre fare un piano straordinario che mappi gli immobili pubblici disponibili al fine di creare nuove aule per la didattica ed evitare il rischio dello smembramento delle classi e dei doppi turni per le lezioni.

Va inoltre predisposto un piano straordinario per la mobilità scolastica: il Terminal di Campobasso, sempre più abbandonato, da settembre vedrà l’arrivo quotidiano di migliaia di studenti e lavoratori.
Non è pensabile, con i rischi sanitari e di contagio ancora elevati, che non vi sia un piano di scaglionamento degli orari di arrivo dei bus coordinato con orari scaglionati per gli ingressi nelle scuole della città di Campobasso. C’è un lavoro enorme da fare e ancora non si muove foglia”.

Quindi, incalza, “non basta attendere le indicazioni governative, le quali sono spesso tardive, confuse e contraddittorie: chi amministra deve leggere in anticipo la realtà, dando sicurezza e risposte chiare ai cittadini.
I nostri bambini e i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare in classe! Hanno bisogno di avere spazi adeguati e sicuri! Hanno bisogno di tornare a guardarsi negli occhi e a guardare negli occhi gli insegnanti!
Tutto ciò si potrà realizzare se la politica, a livello locale e nazionale, saprà prolungare il proprio sguardo oltre gli aspetti burocratici e formali e saprà, con tempestività, proporre soluzioni che ridiano speranza e gioia ai nostri bambini e ai nostri ragazzi, rinnovata motivazione ai docenti e garanzie alle famiglie”.