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Ripescaggi in C, giovedì 11 il Consiglio della Lnd stabilirà i criteri

Il Campobasso spera da seconda in classifica assieme a piazze come Foggia, Savoia, Prato. L’organo competente dovrà decidere se stilare tre differenti classifiche (una ciascuna per seconde, terze e quarte/quinte) o una graduatoria unica. Negli ultimi anni non sono state tenute in conto variabili come tradizione sportiva e media spettatori ma solo media punti, partecipazione alla finale di Coppa e impiego dei giovani.

Giovedì 11 giugno, altra data da segnare sul calendario. Dopo le decisioni del Consiglio Federale, sarà la volta del Consiglio della Lega Nazionale Dilettanti, che si riunirà intorno alle ore 13. Come noto, l’organo superiore ha ratificato le proposte arrivate dalla Lnd, con le promozioni delle prime e le retrocessioni delle ultime quattro di ciascun girone. Restano in sospeso, però, diverse decisioni: prima fra tutte quella sui criteri da stabilire per i ripescaggi dalla serie D alla serie C.

 

E sull’argomento resta ‘tutto orecchi il Campobasso’, che assieme a piazze come Foggia, Savoia, Ostia Mare, Prato, Cerignola, ambisce sicuramente al salto di categoria tramite ripescaggio. Presumibilmente sarà stilata una classifica speciale che terrà conto di vari criteri, tra cui la media punti in classifica al termine della stagione, vincitrice Coppa Italia, finalista Coppa e primi posti nella graduatoria ‘Giovani D valore’. Su questi assunti si è ragionato a partire dalla stagione 2015/2016.

 

E dunque, se venissero confermate queste linee, nessun punteggio extra verrà attribuito alla tradizione sportiva della città o al numero medio degli spettatori. Questi criteri, infatti, vengono presi in esame soltanto per l’integrazione in organico delle società retrocesse dalla serie C.

 

Permangono dubbi sul numero di graduatorie che verranno stilate: un’unica classifica con tutte le squadre in zona playoff? Oppure tre differenti, di cui la prima con le seconde classificate, la seconda con le terze e la terza con le diciotto restanti? Quest’ultima sembra l’ipotesi più accreditata anche perché nell’altro caso si rischierebbe di non veder riconosciuto il giusto merito sportivo alle società prima dello stop. Emblematico l’esempio del Prato, secondo nel girone A a un punto dalla Lucchese ma con media punti di 1,88: sarebbe scavalcato da club terzi in classifica (Notaresco, ndr) o raggiunto da quarte classificate come il Cerignola.