Quattro indagati per la morte di Domenico, escluso coinvolgimento di un collega

A Bojano invece oggi è il giorno del silenzio e del dolore: nella chiesa di Santa Maria dei Rivoli si sono celebrati i funerali del giovane operaio, morto a soli 22 anni sabato scorso (13 giugno).

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L’ipotesi che qualcuno abbia inavvertitamente azionato un macchinario alla Serioplast di Pozzilli la sera in cui il giovane Domenico D’Amico ha perso la vita sotto una delle presse della fabbrica che produce imballaggi plastici è categoricamente smentita. Gli inquirenti, che nel frattempo hanno iscritto quattro persone sul registro degli indagati (fra cui il direttore dello stabilimento) non hanno mai perseguito questa strada nelle indagini avviate sabato sera, ritenendola tecnicamente non fattibile stante la situazione logistica dell’azienda.

Smentita pertanto drasticamente questa eventualità, mentre le indagini vanno avanti per accertare quanto accaduto alle otto di sera del 13 giugno, quando il giovane operaio è rimasto schiacciato sotto un macchinario che è stato sequestrato. Ulteriori elementi potrebbero arrivare dall’autopsia svolta ieri (17 giugno), all’ospedale Veneziale di Isernia, dal medico legale di Campobasso, il dottore Massimiliano Guerriero, assieme al medico legale nominato dalla famiglia, la dottoressa Elvira Moccia. Le conclusioni sull’esame autoptico saranno consegnate fra 90 giorni.

A Bojano invece oggi è il giorno del silenzio e del dolore: nella chiesa di Santa Maria dei Rivoli si sono celebrati i funerali di Domenico. Davanti al santuario si sono radunate – con mascherine e nel rispetto della distanza di sicurezza – tante persone che hanno espresso la loro vicinanza ai genitori del giovane, Daniele e Michela, e ai fratelli Gabriele e Claudio.

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