Inizia la fase 3 al Cardarelli, ma le visite non sono per tutti: prime criticità per gli utenti. “Siamo in fase di rodaggio”

Dopo tre mesi di stop ieri - 1 giugno - nel nosocomio del capoluogo sono riprese le prestazioni differibili e programmabili sospese durante il lockdown. Tuttavia, non è filato tutto liscio come l'olio: difficoltà logistiche dovute allo spostamento degli ambulatori e promiscuità degli ambienti (Oncologia e Ginecologia vicini), sale d'attesa e igienizzanti insufficienti. E soprattutto non sono ripartite tutte le attività sanitarie. "Siamo ancora in fase di rodaggio, dovremmo entrare a regime entro due-tre giorni. Purtroppo abbiamo registrato qualche criticità ma lavoreremo per limare qualche malfunzionamento", conferma il direttore generale dell'Asrem Oreste Florenzano. 

“Dovevo effettuare una visita oculistica a fine febbraio, poi è stato bloccato tutto a causa del coronavirus. E oggi, finalmente, dopo tre mesi mi hanno ricontattata”. La signora Giovanna (un nome di fantasia per motivi di privacy) è in attesa davanti all’ambulatorio di Oculistica dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Soffre di maculopatia e per lei sono state settimane di forte ansia dovuta ad un possibile peggioramento della patologia.

E’ andata peggio al genero: “So che Diabetologia non ha riaperto: mio genero è diabetico e non ha ancora ricevuto comunicazioni rispetto alle visite da effettuare”.

Ieri – 1 giugno – è iniziata la ‘fase 3’ per il presidio sanitario del capoluogo, il centro hub per il covid dal punto di vista non solo dei ricoveri, ma anche dei tamponi, per accertare la presenza del virus, che vengono processati nel Laboratorio analisi del Cardarelli. Oltre alle tende per il pre-triage, anche ieri mattina all’ingresso di Ingegneria Clinica c’era gente in fila per effettuare il test rinofaringeo.

E’ graduale il ritorno alla normalità per il nosocomio di contrada Tappino dopo che sei giorni fa il governatore Donato Toma, su indicazione dell’Azienda sanitaria regionale, ha dato il via libera alla ripresa delle prestazioni sanitarie differibili e programmate che erano state sospese durante il lockdown e la fase dell’emergenza legata al propagarsi del Sars-cov-2 per evitare il rischio di contagio a utenti e operatori sanitari dell’ospedale.

Chi deve effettuare una visita o sostenere un esame medico viene contattato telefonicamente dall’Asrem che raccomanda di non arrivare in ospedale con largo anticipo: non bisogna creare assembramenti e tra una prestazione e l’altra bisogna sanificare gli ambienti.

Il 1° giugno ripartono gli ambulatori Asrem: colloquio telefonico e orario rigido per i pazienti. “Serve senso di responsabilità”

 

“Siamo ancora in fase di rodaggio, dovremmo entrare a regime entro due-tre giorni, tra il 3 e il 4 giugno. Purtroppo abbiamo registrato qualche criticità”, conferma anche il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano. 

Con tutta la buona volontà e l’impegno del personale sanitario, il primo ‘giorno di scuola’ comunque è stato meno facile del previsto: le prime difficoltà sono a livello logistico. Tutti gli ambulatori sono stati spostati nel padiglione nuovo (l’edificio che sorge in prossimità della Facoltà di Medicina) ad eccezione di Urologia, che si trova al terzo piano del Cardarelli, adiacente al reparto. Tuttavia, la segnaletica per raggiungerli è piuttosto carente: diventa difficile orientarsi all’interno dell’ospedale soprattutto per le persone più anziane, come abbiamo notato anche noi durante il giro svolto ieri mattina al Cardarelli.

Inoltre la ripartenza non è stata completa. Continuano ad essere ferme alcune attività sanitarie ordinarie fondamentali: oltre a Diabetologia, ad esempio, non è ancora possibile svolgere l’elettrocardiogramma da sforzo all’interno di Cardiologia riabilitativa. 

“Siamo work in progress“, tagliano corto due medici che incontriamo in uno dei corridoi del presidio sanitario. Non possono spiegarci altro: per rilasciare interviste alla stampa occorre una specifica autorizzazione dell’Azienda sanitaria.

Per questo accettano di parlare solo in maniera anonima alcuni operatori sanitari che non nascondono i loro dubbi sulla riorganizzazione del Cardarelli nella ‘fase 3’: “Non siamo a conoscenza del documento di valutazione dei rischi in ospedale, non lo abbiamo trovato nemmeno sul sito dell’Asrem“, si lamenta qualcuno che ieri mattina aveva provato a fare una ricerca. “Stiamo lavorando o no in sicurezza?”, si chiedono. “Certo, il ritorno alla normalità deve essere graduale, ma ci sono delle criticità. Noi già stiamo operando in un ospedale vecchio…”

E poi c’è chi sostiene di aver preso servizio ieri mattina e di non aver addirittura trovato la stanza in cui lavorare.

All'ospedale Cardarelli riprendono le visite

Altri denunciano la confusione dei cartelli che segnalano alcuni reparti e ambulatori.

Le possibili difficoltà erano state ‘profetizzate’ qualche giorno fa dal dottore Antonio Musto, direttore dell’Unità di Cardiologia riabilitativa e consigliere comunale del Movimento 5 Stelle: “L’Azienda sanitaria ci ha chiesto addirittura di preparare la cartellonistica, oltre a rinviare ai dirigenti responsabili delle unità operative la programmazione di tutte le attività preventive per evitare il contagio da coronavirus, quando invece sarebbero dovute essere Regione e Asrem a dare a noi i dettagli di organizzazione, presidi, percorsi da effettuare”.

All'ospedale Cardarelli riprendono le visite
All'ospedale Cardarelli riprendono le visite

Altro problema le sale di attesa. Gli utenti che ieri mattina dovevano effettuare una visita in Gastroenterologia, che si trova nel blocco principale del presidio sanitario, hanno dovuto aspettare il loro turno vicino alle scale. Assenti pure percorsi differenziati per l’entrata e l’uscita.

Nel nuovo padiglione, posizionato in prossimità dell’Unità operativa di Oncologia, l’ingresso agli ambulatori è lo stesso anche per i malati oncologici in attesa di visite, pazienti fragili e che avrebbero bisogno di qualche attenzione in più. Invece devono attendere il proprio turno nell’ampia sala dell’ala nuova esponendosi al rischio di colpi d’aria che per loro potrebbero essere particolarmente nocivi.

Qui, fra l’altro, ieri mattina abbiamo trovato la conferma di uno dei disservizi denunciati per il Cardarelli: il flacone di igienizzante posto all’ingresso della zona degli ambulatori vuoto nonostante le misure di sicurezza del Ministero della Salute siano particolarmente puntuali e rigorose sulla presenza di disinfettanti in luoghi delicati come gli ospedali.

All'ospedale Cardarelli riprendono le visite

C’è chi poi lamenta la promiscuità degli ambienti: l’ambulatorio di Oncologia è vicino a quello di Ginecologia frequentato, ad esempio, dalle donne in gravidanza. Per non parlare, come segnala qualcun altro, la rischiosa vicinanza di Nutrizione clinica e dell’ambulatorio di Malattie Infettive. 

All'ospedale Cardarelli riprendono le visite

Il Cardarelli non sarà “un covo di virus”, come ha detto qualche giorno fa il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano, ma l’ospedale misto – dedicato a pazienti covid e pazienti non covid – desta preoccupazione anche tra gli stessi operatori. Il capo dell’Azienda sanitaria traccia un bilancio cautamente positivo del primo giorno di ripresa dell’attività sanitaria. Parte da una premessa: “Quando si chiudono le attività è abbastanza semplice, è più complesso invece quando devono ripartire perchè bisogna rodare alcuni meccanismi. Inoltre, non stiamo riaprendo come prima, ma con delle procedure e dei percorsi un po’ variati.

Sabato e domenica ho coordinato le attività per far riaprire gli ambulatori, abbiamo dovuto far fronte ad ulteriori costi per acquistare i dispositivi sanitari da mettere a disposizione del personale sanitario. Alcuni ambulatori sono stati spostati spostati perchè avevamo rimodulato completamente l’ospedale per far fronte all’emergenza covid. Adesso abbiamo dovuto riadattare nuovamente il Cardarelli. Quindi, come per tutte le cose, occorre un po’ di tempo per far funzionare tutto a pieno regime. Comunque oggi (ieri, ndr) abbiamo verificato la tenuta dei percorsi e delle procedure che avevamo instaurato. Adesso penseremo a limare qualche malfunzionamento qualora ci sia stato”.