“Piazza Pulita”, il Riesame conferma le accuse dell’Antimafia e nega la libertà agli indagati

Sono tredici le istanze (su 39 persone sottoposte a misura cautelare) pervenute al tribunale perché rivedesse o revocasse le restrizioni disposte dal gip Teresina Pepe su richiesta del capo della Procura Nicola D’Angelo e del sostituto Vittorio Gallucci, nell’ambito della maxi inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo investigativo in collaborazione con gli uomini delle fiamme gialle

Regge anche al Riesame la misura  di custodia cautelare della Distrettuale Antimafia nei confronti di 13 persone indagate nell’ambito di operazione “Piazza Pulita”  e incastrate assieme altri altri, da oltre due anni di lavoro svolto dei carabinieri del nucleo investigativo e della guardia di finanza di Campobasso.

Il tribunale del Riesame ha rigettato l’impugnazione del provvedimento cautelare avanzata dagli avvocati e ha confermato le misure.

L’udienza si è discussa ieri mattina. In aula i difensori e la Pubblica accusa rappresentata dal capo della procura Nicola D’Angelo e dal sostituto Vittorio Gallucci.

Un botta e risposta in aula che il Riesame ha valutato nel corso delle ore successive, subito dopo la chiusura dell’udienza sciogliendo la riserva già nella tarda sera di ieri –  venerdì 5 giugno – con un diniego.

Dunque restano in carcere 20 persone, 7 ai domiciliari, 6 divieti di dimora nel Molise, 4 in Molise e Campania, un obbligo di dimora a Campobasso ed un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le motivazioni che hanno indotto il Riesame a validare l’impianto accusatorio saranno rese note nei prossimi giorni. Al momento resta il fatto che gli elementi raccolti dagli investigatori a carico degli indagati, costruito in oltre 2 anni di attività di indagine, rimangono tutti consolidati.

Le accuse sono pesanti e non si esclude che per smontarle sarà necessario un dibattimento in aula a meno che gli avvocati non sceglieranno la strada dei riti alternativi.

I soggetti – a vario titolo – sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, traffico di droga ed estorsioni anche con l’aggravante del metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, auto riciclaggio e porto abusivo di armi.

Non soltanto misure restrittive della libertà personale, gli uomini dell’Arma hanno eseguito anche un’altra ordinanza cautelare emessa nello stesso procedimento e con la quale il giudice ha disposto il sequestro di due abitazioni, due autovetture, un autocarro, quote societarie di due società e somme di denaro.

“Piazza pulita”, è una delle indagini più importanti condotte in questi ultimi sul territorio molisano:  ha permesso di dimostrare i tentativi di insediamento da parte della criminalità organizzata nel territorio regionale.

I militari hanno disarticolato tre distinti sodalizi organizzati in maniera piramidale.

I capi di due associazioni sono altrettanti pregiudicati molisani, mentre per la terza – quella in cima all’organizzazione – c’è un pregiudicato campano affiliato alla camorra, operante nell’hinterland napoletano e che era arrivato a Bojano a maggio 2017 per scontare un provvedimento restrittivo. Qui si era poi stabilito insieme alla famiglia.

Quindi l’interesse a monopolizzare il traffico di droga. Mentre l’attività di spaccio della prima associazione (composta da 6 persone) ha avuto base operativa soprattutto a Bojano in una casa in aperta campagna, quella della seconda associazione (composta da 9 persone) è stata più dinamica attraverso la gestione del night club “Luxuria” che si trova nel comune di San Massimo è che si era trasformato in un centro di vero e proprio smercio di droga fra i clienti delo locale.

All’associazione capeggiata dal pregiudicato campano (composta da 10 persone tutte provenienti dall’hinterland napoletano) oltre ai reati di traffico di droga ed estorsione di cui alcune con l’aggravante del metodo mafioso, vengono contestati anche i reati di trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio con il reimpiego di denaro – frutto delle attività di spaccio –  nell’attività commerciale “Adriatica pellet” situata a Bojano.