Quarto giorno di fila senza nuovi contagi, il Molise tira un sospiro di sollievo in vista della fase 3

Il virus da giorni sembra essersi arrestato in Molise, così come in diverse regioni d'Italia dove nel complesso i nuovi casi sono stati 178. Su 132 test molecolari processati nelle ultime 24 ore nessuno ha dato esito positivo. Un buon viatico in vista degli spostamenti tra territori consentiti a partire dal 3 giugno

Per il quarto giorno consecutivo il Molise è fermo a zero nuovi casi di contagio da Sars-CoV-2. La settimana inizia bene così come si era conclusa, dunque. Oggi, a fronte di 132 tamponi processati nelle ultime 24 ore (un numero inferiore rispetto a quello dei giorni scorsi per via del fatto che ieri era domenica), non c’è alcun caso di positività: questi rimangono dunque fermi a 436 dall’inizio dell’epidemia e il numero degli attualmente positivi scende a 133 persone.

Rallenta rispetto a ieri il trend dei guariti: oggi sono solo 2 mentre ieri erano arrivati addirittura a 12. Tra i guariti di oggi ci sono due rom, uno di Campobasso e uno di Termoli. Unico neo della giornata odierna il peggioramento di un malato – un esponente della comunità nomade del capoluogo – che è stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive del Cardarelli. I ricoveri totali dunque passano da 4 a 5. Si riducono di molto anche i soggetti in isolamento che passano da 213 (ieri) a 174 (oggi).

Questo l’ultimo bollettino dell’Asrem:
– 133 i casi attualmente positivi (121 nella provincia di Campobasso, 11 in quella di Isernia e 1 di altre regioni)
– 436 sono i tamponi positivi (359 nella provincia di Campobasso, 58 in quella di Isernia e 19 di altre regioni)
– 14951 i tamponi eseguiti di cui 13842 negativi. 673 i tamponi di controllo
– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 5: di questi 3 sono in Malattie Infettive (2 della provincia di Campobasso e 1 della provincia di Isernia), 2 in Terapia Intensiva (provincia di Campobasso)
– Sono 145 i pazienti in isolamento domiciliare (128) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (17)
264 i pazienti dichiarati ufficialmente guariti (206 della provincia di Campobasso, 42 di quella di Isernia e 16 di altre regioni)
– i pazienti positivi ricoverati al Neuromed, struttura privata accreditata di Pozzilli, sono tutti guariti
– 22 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 4 di quella di Isernia e 2 di altra regione)
– 453le visite domiciliari effettuate dalle Usca (239 Bojano, 92 Larino e 122 Venafro)
– 174 soggetti in isolamento e 0 in sorveglianza

Questa la mappa aggiornata del contagio in Molise

CAMPOBASSO 90 – TERMOLI 11 – BELMONTE DEL SANNIO 5 –PORTOCANNONE 4 – CERCEMAGGIORE 3 – ISERNIA 2 – POGGIO SANNITA 2 – AGNONE 1 – BARANELLO 1 – CAMPOCHIARO 1 – CASTELLINO DEL BIFERNO 1 – CAMPOLIETO 1 – RIPALIMOSANI 1 – VINCHIATURO 1 – SAN GIULIANO DEL SANNIO 1 – PETRELLA TIFERNINA 1 – GUGLIONESI 1 – SAN MARTINO IN PENSILIS 1 – MONTAQUILA 1 – GAMBATESA 1 – ROCCAVIVARA 1

 

PAZIENTE POSITIVO A ROCCAVIVARA, IL CHIARIMENTO DEL SINDACO DI CAMPOBASSO

Continua a far discutere il caso del paziente – primo e unico – positivo a Roccavivara. Ieri le precisazioni del Dg Asrem Florenzano che aveva specificato come lo stesso fosse conteggiato tra i casi del capoluogo ma in quarantena a Roccavivara, dove ha il proprio domicilio. Oggi l’Amministrazione Comunale di Campobasso specifica che “con ogni probabilità se equivoco c’è stato si è generato dalla comunicazione effettuata dal paziente all’Asrem nel momento in cui allo stesso è stata comunicata la sua positività. Infatti, il paziente, rientrato nei giorni precedenti in Molise da fuori regione, aveva comunicato all’azienda sanitaria che avrebbe rispettato l’isolamento domiciliare presso l’abitazione dei propri genitori a Roccavivara e così è regolarmente avvenuto. In seguito, dopo l’esito del tampone, quando da parte dell’ASREM gli è stata data notizia della propria positività, ha comunicato all’azienda sanitaria come domicilio per la quarantena la sua residenza di Campobasso, pur restando, invece, domiciliato a Roccavivara presso l’abitazione dei propri genitori.

Chiarito ciò, va sottolineato che se non si fosse trattato di un errore veniale, compiuto da parte dello stesso paziente in fase di comunicazione, si configurerebbero tutte le possibilità per un procedimento penale a suo carico”.

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