Parrucche per battere il cancro. “Non volevo venderle ma sbagliavo: il sorriso delle clienti gratifica più del guadagno”

Intervista al titolare di Elgive, attività al centro di Campobasso specializzata nella vendita di parrucche e turbanti. La clientela del negozio gestito dal signor Giovanni Luisi e sua moglie Velia Storto è composta per lo più da pazienti oncologici che perdono i capelli a causa della chemioterapia. Da qualche giorno il Consiglio regionale del Molise ha approvato una legge per dare un contributo economico per l'acquisto di questo tipo di protesi.

Le parrucche per i pazienti oncologici non voleva neppure venderle. “Mi fa senso” disse qualche decennio fa Giovanni Luisi, titolare di Elgive, lo storico ingrosso per parrucchieri di via Nobile che si è specializzato nelle protesi contro l’alopecia ossia la perdita di capelli causata (tra le altre cose) dalle pesanti cure anti tumorali. Oggi quel negozio, a due passi dal Municipio di Campobasso, è un punto di riferimento in regione e non solo dove Giovanni e sua moglie Velia consigliano la parrucca migliore alla cliente. Non c’è fretta da Elgive e si procede con la dovuta delicatezza che si deve a chi sta attraversando un momento difficile nella propria vita.

Un angolo del locale è stato adibito a salone: c’è la poltrona con lo specchio di fronte come in una qualunque parrucchieria per signore. Si scelgono colori e si valuta il taglio. Solo che le opzioni sono pressoché infinite e si può passare dal biondo platino al rosso rame in un attimo. Si può provare un corto rasato e un taglio lungo sebbene poi, sia più probabile, che la scelta ricada su qualcosa che si avvicina alla pettinatura che si portava prima della caduta dei capelli. Così da non stravolgere troppo la figura di chi la vita ce l’ha già stravolta dalla malattia e dalla chemioterapia.

Il 26 maggio scorso il Consiglio regionale del Molise ha approvato una nuova legge (la numero 63) con la quale destina un contributo economico da 250 euro per l’acquisto delle parrucche di chi lotta contro il cancro e ha un reddito non superiore a 20mila euro.

Parrucche per pazienti oncologici, legge approvata all’unanimità in Consiglio regionale

 

Partiamo da qui, come commenta questo risultato signor Luisi? 

“Non posso che condividere questa scelta e mi fa piacere che adesso c’è la legge così saprò cosa dire alle clienti che da tempo mi chiedevano informazioni a riguardo. Altre regioni hanno già previsto misure di questo tipo quindi mi complimento con la Regione Molise. Indipendentemente dalla paternità della decisione è sicuramente uno sforzo che andava fatto”.

Andiamo con ordine e ci racconti quando ha iniziato a vendere parrucche.

“Ben prima di vendere parrucche io ero un parrucchiere. Anzi, un parrucchiere incazzoso, perché sono uno che non le mando a dire e non inizierò certo oggi che ho 78 anni. Il mio primo approccio con questo mestiere è iniziato all’età di 10 anni nella barberia di mio padre. A settembre del 1959 ho aperto la mia attività che negli anni è cresciuta grazie al passaparola. Questo non è un lavoro come tanti perché si fa sulle persone, davanti a loro”

In diretta, potremmo quasi dire…

“Esatto, quindi non puoi permetterti di sbagliare e il rispetto della clientela è fondamentale anche quando ti vengono mosse critiche al servizio offerto purché non si tocchi la mia persona”.

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Elgive invece quando è stato inaugurato?

“Nel 1980. Sa, stare dietro un poltrona in piedi per tante ore è faticoso così abbiamo aperto il negozio commerciale che per diversi anni ho gestito con mia moglie assieme alla parrucchieria. Doveva essere per il futuro ma dieci anni fa tutto è finito per noi, avevo un figlio che ora non c’è più portato via da un brutto male e che aveva raccolto l’eredità aprendo altri tre saloni oltre a quello di viale Elena dove ancora oggi c’è un parrucchiere”.

Questa tragica esperienza ha condizionato in qualche modo la vostra decisione di vendere parrucche a pazienti oncologici?

“All’epoca il problema di mio figlio non si era ancora manifestato e le dirò di più: io neppure volevo buttarmi in questo business, il prodotto non mi allettava ma il direttore della NJ Creation di Parigi che venne a Campobasso per vedere il punto vendita (Elgive è distributore ufficiale per il Molise, ndr) mi convinse. Mi spiegò che il mestiere di parrucchiere sarebbe stato un vantaggio per noi che eravamo in grado di sapere quanto è importante l’acconciatura per una donna e aggiunse anche che, al di là del guadagno,  il sorriso di riconoscenza che la cliente ci avrebbe lasciato sarebbe stato molto gratificante. Beh, aveva ragione lui”.

C’è da dire che effettivamente risolvete un problema di non poco conto per una donna. Sebbene si ovvio che la cosa più importante resti quella di superare la malattia con successo la perdita dei capelli durante la terapia è un aspetto molto condizionante.

“Verissimo, per questo è importante consigliare e avere un giusto approccio con le clienti che devono sentirsi a proprio agio con la parrucca e non temere che scivoli via. Le parrucche italiane sono validissime ma queste francesi hanno un sistema ‘ a scivolo’ che non prevede l’uso di colle o adesivi perché è montato direttamente dentro la calotta cosìcche non si ha mai la sensazione di perderla. E poi non utilizzando biadesivo non strappa la peluria che compare sulla testa all’inizio della ricrescita”.

Avete anche parrucche per bambini?

“Per fortuna non abbiamo avuto richiesta, ce n’è una ma non mi piace neppure molto l’idea di venderla”.

(La domanda ha messo in difficoltà il signor Giovanni Luisi che a stento è riuscito a parlarne: sarà pure un parrucchiere “incazzoso” ma non è certo indifferente al dolore e non ci nasconde che quella parrucca è meglio che resti a prendere polvere per sempre).