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Ospedale covid, a Roma anche il piano sul Cardarelli. Toma: “L’ho inviato io al Ministero”

Roberto Speranza, titolare della Salute nel Governo Conte bis, ha ricevuto due proposte progettuali per realizzare in Molise una struttura dedicata alle cure dei pazienti che contraggono il nuovo coronavirus. A chiarirlo è il governatore che difende il piano sul Cardarelli: "Non è vero che è stato trasmesso solo il piano relativo al Vietri di Larino".

Alla fine sul tavolo del ministro della Salute Roberto Speranza sono arrivati i due piani proposti per realizzare in Molise un ospedale covid: uno è stato inviato direttamente dal commissario alla sanità Angelo Giustini, l’altro invece è stato spedito dal governatore Donato Toma. Due progetti differenti, con costi di realizzazione diversi per ‘riconvertire’ due presidi distinti: uno al Vietri di Larino (come voluto dal commissario, sostenuto dal Consiglio regionale e da 120 sindaci), l’altro al Cardarelli di Campobasso, progetto su cui hanno lavorato l’Azienda sanitaria e appoggiato dalla Regione Molise.

E’ lo stesso capo della Giunta regionale a chiarirlo in una nota inviata oggi pomeriggio (19 giugno) alle redazioni giornalistiche dopo che in queste ore si erano rincorse voci e indiscrezioni secondo le quali a Roma era pervenuto solo il piano per trasformare il nosocomio frentano in un centro destinato alle cure dei malati che contraggono il terribile virus.

“Ieri (18 giugno) la Regione Molise – spiega Donato Toma – ha trasmesso sul SiVeAS, Sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria istituito presso il Ministero della salute, la proposta di potenziamento della Rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19 nella regione Molise, dopo che, nella giornata di mercoledì 17, avevo provveduto ad inviarla direttamente al ministro Speranza. È inesatta, dunque, l’affermazione secondo cui l’unica proposta trasmessa al Ministero sia quella relativa alla realizzazione di un Centro Covid-19 presso la struttura ospedaliera Vietri di Larino. Chi l’ha fatta, evidentemente, non è a conoscenza della reale situazione”.

Una precisione secca e breve con cui il presidente difende il progetto sul presidio di contrada Tappino, considerato più sostenibile dal punto di vista economico. Lo ricorderete, nel piano dell’azienda sanitaria, se dovesse diventare ospedale Covid, il Cardarelli sarà riorganizzato nuovamente e un padiglione autonomo – l’ex hospice – sarà allestito per curare i pazienti che contraggono l’infezione.

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Giustini e tutti gli altri sostenitori del suo piano preferirebbero il Vietri, una struttura più nuova, poco utilizzata e dotata ad esempio della camera iperbarica che potrebbe rivelarsi essenziale nella cura dei malati con Sars-cov-2.

Mentre nella nostra regione continuano a scontrarsi i favorevoli e i contrari ai due progetti, a Roma spetta l’ardua sentenza. Bisognerà valutare la fattibilità economica, aspetto sicuramente fondamentale alla luce dei costi notevolmente diversi per realizzare i due progetti: 34 milioni per ammodernare il Vietri, 2,5 milioni per ‘riconvertire’ il Cardarelli.

Nel giro di poco tempo si dovrebbe conoscere la scelta del Ministero della Salute che quindi darà il via libera per realizzare l’ospedale covid che consentirà al Molise di fronteggiare l’annunciata seconda ondata della pandemia attesa per il prossimo autunno.