Mercati rionali, buona la prima: distanza, guanti, gel e mascherine. Lo shopping come nelle boutique

Dopo Corso Bucci apertura anche per la fiera infrasettimanale di via Gammieri: meno banchi ma tutti rigorosamente allineati alla normativa anti-covid. Si spera nella ripresa economica: "Tante settimane fermi hanno rappresentato per molti di noi la fine di un'attività, ora ci auguriamo di rinascere"

Dopo il mercato di Corso Bucci, ieri mercoledì 3 giugno anche quello di via Gammieri è tornato ad animare le strade del popoloso quartiere Cep di Campobasso.

Sono stati mesi duri “il ritorno del mercato è vitale per noi” dice il primo ambulante che incrociamo mentre sta ancora sistemando il suo banco con prodotti di abbigliamento disposti in rigoroso ordine e che puoi toccare soltanto dopo aver indossato i guanti monouso che ogni ambulante ha provveduto a sistemare su un sostegno ad hoc collocato prima di avere accesso alla bancarella. Assieme ai guanti finanche più tipologie di igienizzanti per le mani, pure le salviettine per i più meticolosi  e “se qualcuno non ha la mascherina diamo anche quella”, interviene un altro simpatico venditore con il suo accento vistosamente campano che però si fa subito serio quando racconta “di lunghe settimane senza guadagno” e della paura di non riuscire “più a farcela”.

Mercato del Cep

Il mercato è ordinato. I posteggi assegnati sono ridotti. Non c’è calca nè si paventano rischi di assembramento. I cittadini che sono usciti per cercare l’occasione sono tutti dotati di mascherina, mantengono le distanze e quando si avvicinano alla bancarella i titolari sembrano un disco inceppato perché continuamente ricordano di “indossare i guanti monouso che sono sul banchetto”.

E’ un ritorno alla normalità con le dovute accortezze.  A Campobasso, come accade nelle grandi città, non c’è bisogno di varchi in entrata e in uscita e non ci sono volontari che misurano la temperatura. Qui la cittadinanza ha ormai una consapevolezza che spiega bene la signora Maria mentre cerca una collana da comprare: “Con questo virus dobbiamo convivere quindi meglio che facciamo nostre le abitudini della distanza, dei guanti e delle mascherine senza troppi capricci. Se vogliamo salvarci la pelle e rilanciare questo Paese, questo è!”. Concetto semplice ed efficace al quale risponde anche Caterina mentre cerca il suo pacchetto di guanti monouso nella borsa: “Io porto i miei da casa, sono tutti confezionati vede – dice mostrando il cellophane sigillato che contiene il paio di guanti blu che indosserà da lì a poco – siamo persone consapevoli, queste sono regole che servono per  stare bene e per non correre rischi, quindi perché non rispettarle? Io a volte mi chiedo: ma chi si lamenta, ogni tanto pensa a quei giovanissimi che sono costretti alla chemioterapia e queste regole le devono rispettarle tutti i giorni da sempre? A chi è costretto a terapie invalidanti per curare malattie terribili? E noi siamo qui che ci lamentiamo per un abbraccio di meno, per una mascherina che adesso è pure un accessorio alla moda o per un paio di guanti monouso? Lo trovo ridicolo”.

Mercato del Cep

Shopping in sicurezza in via Gammieri.  E non senza sorpresa. Aspettavamo un po’ di calca e forse qualche nota di negligenza, invece la prima del Cep è andata benissimo e se il buon giorno si vede dal mattino è ovvio che così le ipotesi di un ritorno alla normalità senza intoppi o incidenti di percorso è più che plausibile.

Come nelle boutique anche qui operazioni di pulizia quotidiana, prodotti igienizzanti per le mani in ogni banco, rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro dagli altri operatori anche nelle operazioni di carico e scarico,  uso dei dispositivi di protezione personale e  guanti monouso. Tutto come da normativa. Promosso il mercato rionale del Cep.