Le feste patronali senza festa. Sant’Adamo fa a meno della banda e della folla. Il parroco: “Torniamo all’essenziale”

Don Stefano Chimisso racconta i preparativi per la festività di Sant'Adamo che quest'anno, per la prima volta, deve fare a meno del rito aggregativo in chiesa per la cosiddetta "intronizzazione". Niente processione e una messa riservata a massimo 110 persone per garantire le distanze. Il concerto dello scorso anno di Giusy Ferreri, che ha infiammato la piazza, sembra un ricordo lontanissimo e impossibile. "Ma dobbiamo cogliere le opportunità di questa situazione, inedita anche per me - commenta don Stefano - e fare uno sforzo per concentrarci sull'essenziale".

Era il primo giugno del 2019, appena un anno fa, quando in una villa comunale strapiena, sotto una distesa di ombrelli colorati, Giusy Ferreri ha cantato per due ore alla presenza di una folla numerosissima, oltre 3mila persone arrivate – nonostante il brutto tempo – da Campobasso, Vasto, molti comuni molisani. Un concerto per la festività patronale di Sant’Adamo Abate, il protettore di Guglionesi. A ripensarci oggi sembra impossibile: le misure anti-covid e il distanziamento sociale hanno trasformato inevitabilmente la forma della festa, la più sentita nel comune da 6000 abitanti.

Le feste patronali, si sa, sono anche feste popolari e vivono di una loro dimensione di folklore e confusione che le rendono dei momenti aggregativi speciali, protagoniste della condivisione dell’identità dei territori. Oggi si festeggia la 918a edizione, un compleanno davvero speciale ma all’insegna di una dimensione più intima e raccolta.

IL PROGRAMMA DELLA 918° EDIZIONE 

Per prima volta nella storia Sant’Adamo dovrà fare a meno di tutto quello che è a “rischio assembramenti”. A cominciare dalla banda che ha sempre accompagnato l’ingresso del Santo nella chiesa. per finire alla folla che ha sempre riempito all’inverosimile la chiesa di Santa Maria Maggiore per il rito della cosiddetta intronizzazione.

“Anche se l’emergenza sanitaria in corso è rallentata non dobbiamo abbassare la guardia e richiamarci al senso di responsabilità e fraternità che abbiamo gli uni nei confronti degli altri” si legge nella lettera congiunta inviata alla popolazione dal parroco don Stefano Chimisso e dal sindaco Mario Bellotti.

sindaco parroco Guglionesi

“Quest’anno per la prima per le norme del distanziamento non si potranno vivere appieno tutti i momenti consueti della festa, non si potrà partecipare al l’intronizzazione del Santo così come non potremmo vivere la processione con Sant’adamo e gli altri Santi per le vie del paese, e ancor meno potremmo vivere il momento ricreativo e musicale. Ma questo non deve far venire meno il nostro appartenere a questa comunità di Guglionesi, nè deve spegnere la fiamma della Fede di cui Adamo è testimone”.

Il quadro è stato esposto questa mattina alle 7 e oggi 2 giugno, in concomitanza con la festa della Repubblica, non ci sarà il tradizionale passaggio del carro trainato dai buoi che dalla fonte di Sant’adamo porta il quadro in chiesa. “La rievocazione della prima traslazione delle reliquie avverrà nella cripta della Chiesa Madre, alla presenza di noi sacerdoti e delle autorità comunali” spiega don Stefano Chimisso, parroco di Guglionesi dall’ottobre scorso e alla sua prima festa patronale nella comunità che il vescovo gli ha affidato.

Tutto avrebbe potuto immaginare, questo giovane sacerdote che arriva dalla vicina Campomarino, tranne un lockdown causato da una pandemia che ha imposto per lunghe settimane celebrazioni eucaristiche a porte chiuse, senza fedeli. E adesso una festa patronale senza festa.

Ma lui, giovane è fiducioso, non si perde d’animo e riesce a trovare l’aspetto positivo anche in questa situazione. “Se è vero – ci racconta – che il Covid ha cambiato la vita e anche le persone, dobbiamo pensare alla possibilità che ci offre, che è quella di tornare all’essenziale. Vale anche per noi sacerdoti, che nelle tante messe celebrate senza fedeli abbiamo riscoperto il senso più genuino e pofondo dell’eucaristia. Perché a volte anche noi siamo pieni di tanti problemi, tante cose da fare, e perdiamo di vista la cosa più importante di tutte, sulla quale si fonda la nostra missione”.

chiesa distanziamento Guglionesi

Così anche la intronizzazione, il momento più colorato e folkloristico della festività, si svolgerà alla presenza di pochi intimi, nella Chiesa Madre alle ore 18. Poi ci sarà la messa alle 19 aperta ai fedeli. “Il distanziamento sociale – spiega ancora il parroco – rende impossibile accogliere tutti perché ci siamo dovuti limitare a un numero considerato sicuro, che è sotto la soglia dei 110 fedeli. Per fortuna la chiesa è grande”.

E per fortuna c’è la diretta Facebook che potrà andare incontro a quanti vorranno assistere da casa. Domani sono ben tre le celebrazioni eucaristiche, una delle quali (alle 18 e 30) presieduta dal vescovo della Diocesi di Termoli Larino Gianfranco De Luca. Seguirà il messaggio del sindaco alla cittadinanza, la benedizione della città e un omaggio pirotecnico. Tutto in tono minore, ma non con uno spirito abbacchiato.

Perché come conclude don Stefano, “tornare all’essenziale non può che farci bene”. Parola di un sacerdote che dopo la pandemia ha visto tornare in chiesa quelle persone che hanno fatto una scelta, che “non si sono sentite in dovere di venire nella casa del Padre ma sono state mosse da una volontà e un bisogno chiari e certi. Questo è un buon segnale, magari è il caso di ripartire proprio da qua”.