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La Puglia vuole acqua per l’agricoltura, il prelievo dal Liscione fa tremare il Molise: “Quella del Matese non basterà”

E' allarme in provincia di Campobasso per la realizzazione di una condotta che collegherà la diga del Liscione all'invaso di Occhito riversando 50 milioni di metri cubi in più per l’agricoltura dell'area del foggiano. Mentre il Pd, il Movimento 5 stelle e Michele Iorio firmano la mozione che chiede chiarimenti al governatore Toma, crescono i timori tra le popolazioni del basso Molise. Micaela Fanelli: "Preoccupante il silenzio della Regione".

Nei rubinetti delle abitazioni pugliesi potrebbe scorrere l’acqua della nostra regione. In parte già avviene, ma ora la portata potrebbe aumentare. Il ‘regalo’, una sorta di fulmine a ciel sereno per la nostra regione, è previsto in un progetto (svelato dalla Gazzetta del Mezzogiorno) che prevede di costruire una condotta da dieci chilometri dalla diga del Liscione nell’invaso di Occhito. Qui saranno riversati 50 milioni di metri cubi in più per l’agricoltura della provincia di Foggia. 

Dell’infrastruttura si parlerà oggi, mercoledì 10 giugno, in un tavolo tecnico già fissato nel Consorzio di bonifica della Capitanata. Mentre l’ennesimo prelievo ‘forzoso’ rischia di mandare in tilt l’approvvigionamento idrico della provincia di Campobasso e in modo particolare del Basso Molise, che ancora ricorda gli enormi disagi della scorsa estate. Tra condotte obsolete e piogge sempre più scarse, le risorse idriche del Matese rischiano di non bastare ‘condannando’ dunque anche l’agricoltura della nostra regione.

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Il campanello di allarme ha iniziato a suonare e ieri mattina – 9 giugno – in Consiglio regionale, alla vigilia del vertice sull’opera, quando il capogruppo del Pd Micaela Fanelli ha iniziato ad incalzare il presidente Donato Toma alla luce del “completo e preoccupante silenzio istituzionale della Regione Molise”.

“Un atto di programmazione talmente rilevante per l’intero Molise, senza che il Consiglio regionale sia stato informato ed interessato”, le parole della consigliera democratica sostenuta in questa sorta di operazione-verità dal collega Vittorino Facciolla, dagli esponenti del Movimento 5 stelle Angelo Primiani e Patrizia Manzo, oltre che dall’ex presidente Michele Iorio. Hanno tutti sottoscritto la mozione rivolta al governatore di cui “ancora una volta, stigmatizziamo il comportamento poco rispettoso delle istituzioni e la scarsa attenzione per i problemi dei molisani”, ha detto la prima firmataria Fanelli.

Il Molise potrebbe essere costretto ad un ulteriore sacrificio, l’ennesimo fra l’altro.

E’ una storia lunga e complessa, quella degli accordi tra la Puglia e il Molise per l’utilizzo delle acque della nostra regione che “ci ha sempre visti penalizzati sia sotto il profilo della disponibilità irrigua per il nostro territorio, che delle eventuali compensazioni economiche ed infrastrutturali, sempre promesse, ma alle quali non è stato mai dato seguito, con il Molise che ha sempre dato, ma mai ricevuto nulla in cambio”.

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Il capogruppo dem solleva anche dubbi sulla rappresentanza del Molise al tavolo tecnico che si svolgerà oggi: “Sempre sulla stampa, leggiamo inoltre del pieno mandato politico e tecnico affidato all’ingegnere Napoli, commissario dei due consorzi molisani, decisione – non si sa assunta da chi e per quale motivo – quanto mai irrituale perché, anche questa, disposta in mancanza della indispensabile discussione e decisione in Consiglio regionale sulla programmazione idrica, energetica e finanziaria, addirittura demandata ad un tecnico e non ad un organo politico competente. Un fatto importante ed inaccettabile – insiste Fanelli – che insieme ad altri colleghi di minoranza ci ha spinto ad interrogare e mettere in guardia Toma dal soprassedere da qualsiasi decisione, se prima non sarà portata e discussa in Consiglio”.

La mozione impegna dunque il presidente a definire una programmazione idrica regionale garantendo prioritariamente i bisogni civili e produttivi del Molise e che nessuna altra erogazione verso altre regioni possa essere disposta in mancanza del pieno soddisfacimento del fabbisogno molisano.

Al tempo stesso, per i firmatari del documento, la Giunta deve verificare il rispetto degli accordi stipulati con la Regione Puglia nel 1979, al fine di definire la programmazione attesa da oltre 30 anni e di procedere ad una equa compensazione circa il mancato utilizzo dell’acqua di Occhito da parte del Molise e il mancato introito derivante ed eventualmente alla stipula di un nuovo accordo.

Infine, l’atto presentato ieri mattina in Aula ed iscritto all’unanimità impegna il governatore a discutere in Consiglio regionale gli indirizzi della programmazione idrica regionale e a riferire in merito ad ogni trattativa, anche condotta da parte di altri soggetti del ‘sistema regionale’ (quali i Consorzi o “Molise Acque”).

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Per il Molise questo ulteriore ‘prelievo’ di acqua potrebbe quindi aggravare una situazione non certo ideale. Sebbene sia la regione in percentuale più ricca di risorse idriche, il Molise la spreca fra dispersioni di condutture antiquate e con frequenti perdite e ‘concessioni’ alle regioni limitrofe quali Campania e Puglia, per l’appunto. Questa ulteriore porta aperta ai cugini pugliesi potrebbe inoltre aggravare la questione dell’acqua in Basso Molise, rendendo insufficiente il carico del nuovo acquedotto Molisano Centrale, che per altro non è ancora completo del tutto, dato che alcuni Comuni sono ancora allacciati alla rete del Liscione.

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