Pratiche per invalidità, ancora tutto fermo e migliaia in attesa. “Mio marito non è un finto malato”

Una delle conseguenze dell'emergenza sanitaria è l'allungamento dei tempi per l'indennità di accompagnamento, che già aveva subito gravi ritardi con liste di attesa di migliaia di cittadini

Sembrava tutto risolto, in attesa di essere sbloccato. Poi è arrivato il coronavirus, che ha trasformato le nostre vite e messo tutto il resto in secondo piano. Ma per chi attende la visita o il responso della commissione esaminatrice per l’invalidità civile, mesi senza tutela significano incertezza, spese maggiorate, difficoltà nelle cure, problemi quotidiani che si sommano e rendono l’esistenza ancora più difficile.

Non si è ancora sbloccata infatti la questione delle pratiche per l’invalidità civile del distretto di Termoli. “Venerdì mattina (ieri ndr) mi sono recata al poliambulatorio di via del Molinello perché da settembre attendiamo di sapere se mio marito, che soffre di una patologia, potrà avere l’indennità di accompagnamento. Ma non solo non abbiamo ancora avuto risposta, l’Ufficio non c’è nemmeno più. Questo è quanto ci hanno detto. Come noi c’erano diverse altre persone che chiedevano spiegazioni”.

Da mercoledì scorso 3 giugno infatti anche la sanità molisana è entrata nella cosiddetta Fase 3. O almeno dovrebbe, perché la riattivazione dei servizi sanitari ha bisogno di un po’ di rodaggio. “Stiamo sbloccando progressivamente tutto” fa sapere il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano davanti a una richiesta di chiarimenti. “Ci sono situazioni pregresse e precedenti al mio arrivo cui dovrò mettere mano” aveva detto di recente il numero uno dell’Asrem a proposito di una sanità, quella molisana, che non gode certo di buona salute.

Invalidità, dopo un anno si sbloccano le pratiche. Resta l’anomalia molisana della doppia commissione

È vero infatti che la vicenda della commissione per l’invalidità civile del distretto di Termoli è ben precedente all’arrivo di Florenzano in Molise. Il caso si trascina dalla fine del 2018 quando due componenti sono andati in pensione e la Regione Molise ha impiegato un anno intero per nominare i nuovi. A gennaio 2020 finalmente è arrivato il via libera dalla Regione, sebbene sia rimasta in piedi la stranezza tutta molisana del doppio organismo di controllo. Nonostante una legge dello Stato preveda l’esistenza di una sola commissione, in Molise le commissioni sono due: una fa capo all’Inps e una alla Asrem. Con aggravio di spese e di burocrazia per lo Stato e indirettamente per i cittadini che si trovano così a dover attendere tempi ancora più lunghi.

Accompagnamento malati, commissione bloccata da mesi: 1500 pazienti in attesa. “Indecente”

La mancata nomina della commissione Asrem aveva prodotto una lista di attesa di circa 1500 persone all’inizio del 2020. Cifre tutte da aggiornare visto che nel frattempo i servizi sanitari non urgenti sono stati ibernati. Così ci sono mamme e papà che non usufruiscono dell’indennità per il figlio disabile, figli che accudiscono genitori malati oncologici senza sussidi, o cittadini che hanno bisogno di acquistare particolari macchinari che migliorerebbero le loro condizioni di salute e non vengono messi in condizioni di farlo, se non a costo di esborsi inaccettabili. 

“Mio marito da settembre è come fosse un finto malato – racconta con amarezza la donna che lamenta la mancanza di risposte chiare e date certe -. Se deve fare delle terapie o prendere dei giorni di malattia al lavoro, non ha un documento che accerti il suo stato di salute. Come noi ci sono tantissime persone in attesa”.