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Infiltrazioni della ‘ndrangheta, dopo arresti e sequestri arriva l’interdittiva antimafia per la “Molisana Trasporti srl”

I carabinieri di Reggio Calabria hanno inviato alla prefettura di Campobasso il fascicolo inerente la posizione della società di trasporto di Guardiaregia. Maria Guia Federico a fronte di ulteriori verifiche e accertamenti, ha quindi rigettato la domanda di iscrizione della ditta nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione malavitosa

I carabinieri di Reggio Calabria, all’indomani dell’operazione antimafia denominata “Via col vento”  incentrata sull’ingerenza delle cosche di ‘ndrangheta nella realizzazione di alcuni parchi eolici in Calabria e che a luglio di due anni fa  portò all’arresto di 13 persone tra cui il titolare della “Molisana Trasporti srl”, hanno inviato al prefetto di Campobasso l’ordinanza relativa alla posizione dell’azienda nell’intera indagine.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con violenza o minaccia, danneggiamento e induzione indebita a dare o promettere utilità aggravati dal metodo mafioso.

L’indagine coordinata dalla Dda di Reggio Calabria è racchiusa in migliaia di pagine. Sul tavolo del capo del Palazzo territoriale di Governo è arrivato l’esito dell’inchiesta ed è iniziata quindi un’attività di accertamento parallela a quella giudiziaria sull’azienda di Guardiaregia che ha portato all’emissione di un’interdittiva antimafia.

I funzionari della Prefettura hanno analizzato pagina dopo pagina l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari che hanno fatto emergere un quadro di soggezione degli imprenditori impegnati nella realizzazione di impianti eolici a Reggio Calabria, alle cosche mafiose quali i Paviglianiti, Mancuso, Trapasso e Anello. Il gip, convalidando le valutazioni del Pm, ha stabilito che una delle società che era in grado di garantire la riuscita dei trasporti eccezionali era appunto “La Molisana trasporti srl” e che questa aveva ottenuto il benestare delle cosche calabresi aggiudicandosi diversi lavori in diversi parchi eolici della Calabria.

‘Ndrangheta e parchi eolici, sequestrata la Molisana Trasporti. Ai domiciliari il titolare

Nel fascicolo a disposizione della Prefettura emerge fra l’altro che la società molisana si sarebbe appoggiata ai clan perché grazie alla malavita era riuscita ad ottenere appoggi necessari per portare a compimento il proprio lavoro.

Nelle centinaia di pagine dell’ordinanza si evince anche che l’amministratore era solito frequentare soggetti pregiudicati e che con uno in particolare condivide le strategie di imposizione mafiosa della propria impresa, avvalendosi delle complicità dell’amico negli ambienti della criminalità organizzata.

Secondo il gip dunque l’affidamento dei lavori relativi ai trasporti e ai sollevamenti veniva stabilito dalle consorterie criminali in assoluto spregio di qualsiasi logica concorrenziale e di mercato emergendo l’imposizione mafiosa della società molisana.

Pagine che raccontano accuse e sospetti e che i carabinieri calabresi hanno sottoposto all’attenzione del prefetto.

Che a fronte di una serie di valutazioni cristallizzate in atti e verifiche ha deciso di porre un freno all’attività lavorativa dell’azienda con la pubblica amministrazione.

Ad avvalorare la circostanza anche una serie di episodi sospetti avvenuti a cominciare dall’estate del 2010. Prima l’incendio di due motrici. Poi il furto di gasolio in un parco pugliese, a seguire – era l’inverno del 2015  –  furono esplosi alcuni colpi di pistola contro la sede operativa di Guardiaregia e pochi giorni dopo quello che aveva tutto il sapore di un avvertimento, ci fu l’incendio di una motrice.

Sospette ritorsioni di stampo criminale ci sono anche sull’ incidente stradale accaduto fra Castelnuovo della Daunia e San Severo a settembre 2015 nel quale morì il dominus della Molisana Trasporti.

Ancora nel 2018 l’incendio di un furgone, il furto di una trattrice, un camion gru e una’auto della ditta che è stata poi trovata incendiata.  Infine sempre nella sede di Guardiaregia il furto di cavi di rame.

Episodi che aprono un ventaglio di ipotesi e sospetti. E in virtù anche della posizione inequivocabile espressa dal Consiglio di Stato secondo il quale il condizionamento mafioso, ai fini di un’interdittiva, può derivare anche dalla presenza di soggetti che non svolgono ruoli apicali all’interno della società, ma siano o figurano come dipendenti.  Inoltre, il condizionamento, si può desumere anche dalla presenza di un solo dipendente infiltrato nonché dall’assunzione o dalla presenza di dipendenti che hanno precedenti legati alla criminalità organizzata.

Aspetti che hanno indotto il capo della prefettura di Campobasso  a disporre il rigetto della domanda di iscrizione della “Molisana trasporti srl” nell’elenco dei fornitori che prestano servizio ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa.