Negozi in affanno, vendite promozionali prima e dopo i saldi: via libera alla legge

Da oggi - 30 giugno - è possibile anticipare gli sconti sulla merce rimasta invenduta a causa del lockdown imposto dalla pandemia provocata dal covid-19. Questa mattina il voto del Consiglio regionale

Mentre i saldi inizieranno ufficialmente il 1 agosto, davanti alle vetrine di alcuni negozi già campeggiano le scritte ‘vendite promozionali’. E da oggi – 30 giugno – è anche possibile anticipare gli sconti sulla merce rimasta invenduta a causa del lockdown e della conseguente chiusura delle attività commerciali. Sugli scaffali è rimasta invenduta gran parte della merce primaverile: magliette, camicie, pantaloni. E la stessa Confcommercio aveva rilanciato le richieste dei commercianti con una lettera inviata alla Regione per chiedere di rimuovere il divieto alla vendita promozionale previsto nella legge sul commercio.

 

“Anticipare le vendite promozionali”: Confcommercio chiede intervento della Regione

Richiesta soddisfatta oggi, quando l’assessore alle Attività produttive Vincenzo Cotugno ha chiesto in Aula di anticipare il dibattito e il voto sulla proposta che modifica la legge regionale numero 33 del 1999. Nelle scorse settimane lo stesso presidente della Regione Donato Toma aveva richiesto, a norma di Statuto regionale, la procedura d’urgenza per l’iniziativa legislativa.

Il provvedimento è stato illustrato in Consiglio regionale dal presidente della Seconda Commissione Michele Iorio, che ha evidenziato come l’organo consiliare da lui presieduto ha reso all’unanimità parere positivo alla proposta di legge in considerazione anche dell’urgenza e dell’importanza della tematica affrontata. 

La norma, che è stata approvata all’unanimità, prevede che per l’anno 2020, in deroga a quanto stabilito legge regionale numero 33, “considerata l’eccezionale emergenza sulle attività commerciali causata dal covid-19, le vendite promozionali sono consentite sia nel periodo antecedente che in quello successivo i saldi estivi”.

I commercianti possono ora incrociare le dita e sperare di riuscire a smaltire la merce rimasta invenduta nei magazzini. In pratica, racimolare una parte del guadagno già perso a causa della chiusura forzata.