La crisi del Covid stronca due storici lidi termolesi: l’Oasi di Giorgione e l’Aloha non riapriranno

A pochi giorni dall’inizio della stagione balneare alzano ‘bandiera bianca’ due stabilimenti storici di Termoli. Sul lungomare nord non riaprirà l’Aloha, lido frequentatissimo il cui proprietario, Franco Faletra, dopo 26 anni ha deciso di non lavorare per l’estate 2020. “Il Covid ci ha dato la mazzata finale. Sono troppe le difficoltà, proverò a vendere perché da solo non riesco più ad andare avanti”. Stessa amara sorte per il lido 'Oasi' di Giorgione, longeva attività sulla spiaggia di Rio Vivo, che attualmente versa in uno stato di totale abbandono. Sono loro le prime ‘vittime’ dell’economia estiva termolese

Si sente spesso dire che dopo lo tsunami coronavirus molte aziende non riapriranno. A Termoli fra le prime ‘vittime’ ci sono due lidi storici. Complice il Covid-19 e le sue numerose e complicate regole per le attività, gli stabilimenti balneari ‘Oasi’ di Rio vivo e ‘Aloha’ sul lungomare nord non riapriranno quest’anno. Per entrambi il coronavirus è stata un po’ l’ultimo goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo anni di difficoltà e varie vicissitudini.

I lidi di Termoli che non riapriranno

È ormai ufficiale quanto si vociferava da settimane a Termoli e dintorni. Con l’apertura della stagione balneare, lunedì scorso 1 giugno, i più attenti avranno notato che non c’è movimento dalle parti dello storico lido dell’imprenditore Nicola Giorgione, primo degli stabilimenti per chi arriva da Termoli centro e si dirige verso la baia sud.

Da anni ormai quest’attività affrontava diverse difficoltà, non ultima la vicinanza col torrente Rio vivo, le cui acque notoriamente non sono limpide e pulite. La balneazione dalle parti dell’Oasi’s Beach Village ne ha risentito, al punto tale che molti avevano preferito altre zone dove fare il bagno.

torrente riovivo giorgione

Di recente poi lo stesso torrente ha esondato, con l’acqua che ha invaso proprio l’arenile della concessione demaniale. Il covid-19 è arrivato come un’onda su tutto questo, unito ad altre vicissitudini e alla volontà di cedere l’albergo di fronte, anch’esso ora chiuso.

hotel giorgione rio vivo

Si sa che le attività per poter riaprire devono osservare numerosi adempimenti con un aggravio di spese che probabilmente ha consigliato a Giorgione di saltare di netto la stagione balneare 2020.

Stesso discorso sul lungomare del versante opposto, dove è il lido Aloha a dare forfait. Lo stabilimento che sorge proprio all’estremo nord della passeggiata e della pista ciclabile, vicinissimo alla foce del Sinarca, resterà chiuso dopo ben 26 anni di attività.

I lidi di Termoli che non riapriranno

Per il titolare Franco Faletra una decisione sofferta ma inevitabile, legata sia alla mancanza di una famiglia alle spalle che possa coadiuvarlo nell’attività balneare, sia delle complicazioni dovute al covid-19.

L’Aloha è infatti uno dei pochi stabilimenti a non ‘confinare’ con altri lidi. C’è un’ampia spiaggia libera intorno e questo porta molti dei bagnanti che scelgono la spiaggia senza comfort a recarsi al bagno nel lido più vicino, l’Aloha per l’appunto. L’impossibilità di garantire il servizio in sicurezza si unisce all’assenza dei bagni chimici che in teoria le spiagge libere vicine ai lidi dovrebbero garantire.

I lidi di Termoli che non riapriranno

Questo esporrebbe l’Aloha a maggiori rischi. Se infatti lo stabilimento ha l’obbligo di prendere i nominativi di chi va in spiaggia, lo stesso non vale per chi si ferma solo per un bisogno fisiologico. A quel punto la ricostruzione della catena epidemiologica di un eventuale contagio sarebbe un rebus.

I lidi di Termoli che non riapriranno

Questo uno dei ragionamenti che ha portato alla decisione di non aprire, nonostante le numerose richieste dei tanti affezionati clienti. Circa 220 gli ombrelloni che la struttura metteva a disposizione fino all’anno scorso, tutti o quasi affittati. Quest’anno invece è probabile che l’area verrà recintata per evitare che qualcuno provi ad accedere. Nel 2021 si vedrà, con l’attuale o con una nuova proprietà.

La ‘perla’ molisana del turismo estivo rimane orfana, dunque, di due importanti attività. Sono loro le prime ‘vittime’ conclamate del Covid fuori dagli ospedali.