‘Guglionesi resiste’, il quadro donato alla comunità nella giornata della Repubblica foto

Anche a Guglionesi, nei pressi del monumento ai “Caduti di tutte le guerre” in viale Mons. Carlo Maglia, si è svolta oggi 2 giugno la cerimonia istituzionale in onore della “Festa nazionale della Repubblica Italiana”, di cui ricorre oggi il 74° anniversario.

Ma oltre alla tradizionale cerimonia con le autorità, oggi nel paese bassomolisano c’è stato un evento significativo che ha inteso consolidare il senso di appartenenza alla comunità. Un’immagine grafica con su scritto ‘Guglionesi resiste’ è stata donata alla cittadina e posta in largo Garibaldi.

Un dono fatto dall’organizzazione di volontariato di Protezione Civile ‘Sant’Antonio’, disegnata da Chiara Marcantonio. Così ieri i volontari dell’associazione: “Doneremo ai nostri concittadini, ringraziandoli per la generosità e solidarietà soprattutto in quest’ultimo periodo di emergenza, tramite affissione pubblica permanente, una immagine artistica 120cmx80cm che rappresenta il senso vero della nostra comunità”.

Guglionesi resiste

A loro volta il sindaco Bellotti e l’intera Amministrazione comunale hanno ringraziato per la solidarietà sempre dimostrata i volontari di Guglionesi che operano con impegno e dedizione ogniqualvolta ci sia una emergenza.

Per la Festa della Repubblica  il messaggio del primo cittadino, Mario Bellotti, è stato questo: “La Festa della Repubblica si celebra il 2 giugno, perché, proprio tra il 2 e il 3 giugno 1946, si tenne il referendum popolare indetto a suffragio universale, con cui gli italiani scelsero di far diventare l’Italia una Repubblica costituzionale, abolendo la monarchia, e ad eleggere i rappresentanti nell’assemblea costituente che scrisse la Carta Costituzionale.

Quindi, questo è il giorno che segna la nascita della Repubblica italiana. Questo è il giorno che unisce gli italiani in un sentimento di appartenenza all’Italia ed alla sua storia. Una storia che si fonda sulla nostra Carta Costituzionale.
In quel referendum per la prima volta (in una consultazione nazionale) votarono le donne e, sempre per la prima volta, 21 donne furono elette nell’assemblea costituente.

Se nel 2019 il tema scelto fu quello dell’inclusione, per il 2020 il tema della Festa della Repubblica Italiana non può che essere quello dall’emergenza sanitaria, legata al Coronavirus e delle sue pesanti ricadute nel campo sociale ed economico, che hanno investito l’intera Nazione.
Per fermare il contagio siamo stati costretti a cambiare radicalmente la nostra vita. Siamo stati costretti a modificare il nostro modo di lavorare e molti a sospendere la propria attività lavorativa, a trovare nuove forme di socializzazione; siamo stati costretti a stravolgere la vita quotidiana dei nostri figli e della nostra famiglia.

Con il confinamento, comunemente detto “lockdown”, imposto in tanti Paesi, abbiamo dovuto fermare improvvisamente il sistema produttivo e reso incerto il futuro di tante imprese e di quanti, imprenditori e lavoratori, si sono adoperati, giorno dopo giorno, per il benessere e la crescita dell’intera collettività.

Ora che, però, il pericolo sanitario tende a ridursi, la vera sfida che abbiamo di fronte è soprattutto economica. A causa della pandemia, in Italia, secondo i dati forniti dall’Istat, si conteranno circa 400 mila disoccupati in più, tante attività non riapriranno e tante altre faranno fatica a ripartire.
La pandemia ha stravolto lo scenario mondiale ed ha determinato una profonda crisi economica e sociale in Italia, in Europa e nel mondo; crisi da alcuni paragonata, con una metafora, a quella causata dalla guerra.

Proviamo quindi ad affrontarla con lo stesso spirito che contraddistinse il nostro Paese con la nascita della Repubblica Italiana quando, com’è stato autorevolmente detto, dopo la guerra “fu la fatica di una generazione a fare grande l’Italia”. Lo Stato dev’essere al nostro fianco, ma non deleghiamo tutto allo Stato; proprio perché è una crisi così profonda, la si risolve con uno scatto di vitalità da parte di ognuno di noi.

Proviamo ad affrontarla facendo leva sul “ritrovato” sentimento di appartenenza ad una comunità, sul sentirsi parte di un destino comune.
Ripartiamo, dunque, dai valori fondanti della nostra Costituzione, per lavorare “insieme” per il rilancio economico, sociale e culturale del nostro Paese e della nostra Comunità.

Dobbiamo affrontare questo periodo di grandi difficoltà unendo la nostra capacità di fare e di creare con le risorse disponibili e con le quali innescare un processo di sviluppo economico e sociale che sia maggiormente sostenibile ed inclusivo.
Un processo di sviluppo economico che, come sottolineato dal Presidente della Repubblica, dia priorità al lavoro, con particolare attenzione al lavoro femminile e giovanile, perché il lavoro rappresenta un bisogno e, nel contempo, un diritto umano fondamentale; perché, senza lavoro non c’è futuro. Si apre, in definitiva, una fase in cui non basta salvaguardare l’esistente, ma è necessario capire per costruire una nuova visione economica del nostro Paese e della nostra Comunità.

In linea con queste indicazioni, l’Amministrazione comunale intende aprire un dialogo con l’intera comunità per stimolare e favorire la costruzione di percorsi di sviluppo locali capaci di intercettare le opportunità offerte dall’economia del dopo covid, valorizzando compiutamente le capacità e le competenze del territorio.

Infine, non posso concludere senza aver ricordato l’incommensurabile lavoro svolto in questi mesi, con grande sacrificio ed a rischio della propria vita, da tutti coloro che sono stati, a vario titolo e in vario modo, impegnati in prima linea per fronteggiare questa emergenza sanitaria.

A nome di tutta l’Amministrazione comunale di Guglionesi voglio esprimere un sentito ringraziamento e profonda gratitudine al personale medico e paramedico che ha operato nelle strutture sanitarie, alle Forze dell’ordine ed in particolare all’arma dei Carabinieri e alla Polizia Municipale che si sono presi cura della nostra sicurezza, alla Protezione civile che assicura, con grande attenzione, l’assistenza alla popolazione, alle attività commerciali e a tutti coloro, molti rimanendo nell’anonimato, che si sono adoperati con gesti di solidarietà in favore di persone in gravi difficoltà.
Tutti loro ci hanno dimostrato che, insieme, saremo in grado di superare anche questa difficile prova!
Insieme ce la faremo!
Viva Guglionesi, Viva l’Italia, Viva la Repubblica Italiana!”