Flop per il primo raduno delle ‘mascherine tricolori’: 13 militanti e nessun curioso

Questa mattina, 6 giugno, iniziativa anche a Campobasso del movimento che simpatizza con la destra. Presente il leader regionale di Casapound e già candidato alle elezioni regionali, Agostino Di Giacomo. Ma la manifestazione non attira alcun curioso e si trasforma in un flop nei numeri. “Si faccia una sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria” propone dal megafono un giovane esponente del gruppo.

Si chiamano ‘mascherine tricolori’ e da qualche settimana scendono in piazza in tutta Italia. Numeri esigui, intendiamoci: si sono raggiunte le 200 unità solo a Roma, sette giorni fa, con qualche momento di tensione nei pressi di Palazzo Chigi. Per il resto, qualche decina in tante altre città della penisola. L’hanno fatto questa mattina, 6 giugno, anche a Campobasso, scegliendo il magnifico scenario del Castello Monforte, luogo simbolo della città capoluogo.

Mascherine tricolori Campobasso
Mascherine tricolori Campobasso

Erano 13 in tutto, molti di meno rispetto alle forze dell’ordine schierate nelle vicinanze. Tra loro anche Agostino Di Giacomo, responsabile regionale di Casapound e candidato presidente alle elezioni regionali del 2018. A conferma del fatto che dietro alle ‘mascherine tricolori’ c’è sicuramente un pezzetto di destra.

 

“Governo Conte a casa” c’era scritto sullo striscione esposto durante il discorso di uno degli organizzatori: “Siamo lavoratori, imprenditori, disoccupati, commercianti, partite Iva, studenti, genitori, siamo gli italiani che non abbassano la testa di fronte alla dittatura sanitaria e alle false promesse di Giuseppe Conte. Siamo qui per compiere un atto di libertà. Puntare il dito contro la movida serve solo a nascondere le responsabilità di questo Governo di buffoni e di incapaci”.

Mascherine tricolori Campobasso

Insomma, slogan già sentiti in esponenti di destra, come “la regolarizzazione degli immigrati a discapito degli ita(g)liani”. E ancora “cappello in mano di fronte all’Europa”, oltre a qualche proposta: “Sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria, oltre allo stop delle tasse per le imprese nel 2020 e soldi a fondo perduto erogati dallo Stato senza passare per la banche, oltre a un piano straordinario per il settore del turismo”.

 

Una manifestazione che nei numeri è stata un flop: solo 13 persone e nessun curioso ad ascoltare le ‘mascherine tricolori’, complici forse anche i divieti anti-assembramento imposti dal Governo per evitare il contagio da covid-19 e la vocazione di centrosinistra di una città come Campobasso.