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Covid Hospital, decide il ministro Speranza. Facciolla svela: “Il Vietri si può riconvertire, ci sono fondi straordinari”

Il Commissario Giustini ha inviato il piano di fattibilità per la riconversione del Vietri di Larino, il Governatore Donato Toma l'adeguamento di un'ala del Cardarelli, ipotesi alternativa. La parola al ministero della Salute. Mentre il consigliere regionale del Pd rilancia: "Qualcuno sta giocando sporco confondendo ad arte la natura diversa delle risorse destinate all’ospedale frentano"

Tutto come da pronostico, senza sorprese. Alla fine i progetti approdati sulla scrivania dei tecnici del ministero della salute sono 2. Due diverse idee di Covid Hospital, sponsorizzate una dal commissario straordinario Angelo Giustini e l’altra dal Governatore Donato Toma.

Il 17 giugno, termine ultimo per l’invio dei piani di adeguamento di strutture esistenti da trasformare in centri Covid finanziabili con denaro straordinario per l’emergenza sanitaria, dal Molise sono arrivati due progetti. Quello per il Vietri di Larino ha il sostegno di 110 sindaci, che hanno firmato compatti un documento in merito, e del Consiglio regionale, che a maggioranza nella seduta straordinaria di lunedì scorso si è espresso favorevolmente alla proposta di trasformazione in Covid Hospital del nosocomio frentano.

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Il presidente della Giunta regionale tuttavia ha portato avanti una alternativa, convinto – come ha già avuto modo di dichiarare – che la trasformazione del Vietri rischi di diventare una cattedrale nel deserto, sia per il cospicuo investimento a monte che per il pericolo di indebitamento ulteriore dei molisani in considerazione del deficit sanitario Anche se inizialmente i costi sono sostenuti dal Governo, in seguito graveranno sul sistema sanitario regionale. 

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L’idea sostenta da Toma è concentrare le cure per i malati di coronavirus al Cardarelli, come avvenuto ora. il progetto punta a spostare i reparti covid in quello che tecnicamente viene definito ex hospice, ossia il padiglione nel quale attualmente sono dislocati Oncologia e gli altri ambulatori, poco distante dall’ingresso della Facoltà di Medicina in contrada Tappino.

La palla passa ora al ministro Roberto Speranza e ai tecnici della struttura ministeriale, che dovranno valutare compatibilità col territorio e con le esigenze locali, nonchè piani di budget.

Intanto il consigliere regionale ed ex assessore della Giunta Frattura, Vittorino Facciolla, chiarisce alcuni aspetti relativi al finanziamento dell’ospedale covid di Larino: “Qualcuno sta giocando sporco confondendo ad arte la natura diversa delle risorse destinate all’ospedale frentano”. Innanzittuo, spiega, “le risorse di cui si parla attualmente sono quelle previste per la realizzazione del centro Covid e malattie infettive presso il ‘Vietri’ e sono fondi straordinari che potrebbero venire sia dal MES che dal Recovery Fund e per ottenerli è necessario redigere un Piano straordinario e quindi concedere al territorio un’occasione unica e rara di rilancio”.

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In secondo luogo, “i fondi  previsti invece dal Patto per la salute provenivano invece dal POS per la gestione ordinaria”. Quindi, “chi vuol confondere la natura ordinaria della gestione dei fondi del Patto per la Salute con queste nuove risorse di natura straordinaria (legate all’emergenza Covid 19) lo fa evidentemente perché vuole far naufragare il progetto”.

Facciolla fa chiarezza anche sull’ammontare del debito sanitario: “Solo per chiarire e rispondere a chi ritiene che io non abbia titolo a parlare di questo tema voglio ricordare che quando si insediò il governo Frattura trovammo ben 600 milioni di debito sanitario e, nonostante ciò, quel governo per ben 4 anni ha garantito sempre il pareggio di bilancio facendo crescere i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) da 140 a 180.

Questa è storia ed è riscontrabile nei fatti.
Cosi come è storia che il POS (Piano Operativo Sanitario) 2015 – 2018 prevedeva 140 posti letto a Larino con reparti potenziati di lungodegenza e riabilitazione e che tale previsione era relativa ad un’offerta sanitaria adeguata ed integrata con il centro spoke dell’ospedale di Termoli.

A conferma di questo ci sono le dichiarazioni del sottosegretario dell’attuale governo regionale Quintino Pallante che lunedì scorso, nel corso dell’ultimo Consiglio regionale, ha riferito testualmente che “Se si vuole pensare a Larino con un ospedale in grado di valorizzare il territorio dal punto di vista dell’offerta sanitaria, bisogna rilanciare la lungodegenza e la riabilitazione” così come prevedeva il POS del governo Frattura.

Mi sembra evidente che chi cerca la polemica lo sta facendo per ragioni di natura politica e non vuole il bene del territorio”.

Dunque, rilancia il consigliere regionale del Pd, “con lo stesso coraggio cosciente con il quale negli anni passati ho affrontato il governo di questa regione senza lesinare l’impegno delle scelte e senza arretrare neanche nei momenti di maggiore difficoltà, oggi lo faccio con la capacità di assumermi la responsabilità di proposte che possono migliorare la condizione del Molise e dei molisani”.