Raccolti distrutti, imprese sull’orlo del default: cinghiali fuori controllo, “Stanno uccidendo l’agricoltura”

Coldiretti Molise chiede misure di contenimento del numero ormai fuori controllo di cinghiali, che muovendosi in branco distruggono coltivazioni di grano, orzo, mais, ma anche ortaggi e alberi da frutto. "Gli sforzi finora avviati non bastano, occorre di più" la richiesta rivolta alla Regione e all'assessore Cavaliere. Ipotesi di filiera tracciata di carni controllate, "utile anche per dare occupazione in un momento come questo segnato dall'emergenza Covid".

Raccolti rovinati irrimediabilmente dal passaggio di cinghiali, che si spostano in branco soprattutto la notte. Coltivazioni danneggiate in tutto il Molise per la presenza in sovrannumero degli ungulati, che da qualche anno mettono a dura prova le attività agricole già sofferenti.

Coldiretti torna a chiedere soluzioni e sollecita ancora una volta la Regione nella ricerca di modalità di intervento efficaci, sia per quanto riguarda la presenza ormai fuori controllo dei cinghiali sia per quanto riguarda i danni che causano ai raccolti ma, con sempre maggiore frequenza, anche agli automobilisti, messi in pericolo sulle strade.

L’assemblea che si è svolta lo scorso 25 giugno della Coldiretti Molise ha dibattuto lo stato di emergenza relativo all’aumento esponenziale dei danni cosiddetti da fauna selvatica, causati proprio dai cinghiali. Le scorribande degli ungulati con gruppi di decine di esemplari non conoscono tregua e si stanno moltiplicando. Grano, orzo, mais, legumi sono le colture maggiormente prese di mira, ma ormai anche per quanto riguarda ortaggi e alberi da frutto la situazione comincia a essere critica.

I cinghiali – dice Coldiretti – “stanno uccidendo l’agricoltura in tutta la regione in un periodo già complicato per l’emergenza coronavirus che vede tante imprese rurali vicine al default e con la frustrazione  degli stessi titolari che spesso non denunciano nemmeno più i danni subiti, visto che la modulistica per la richiesta di risarcimento comporta interpretazioni non omogenee della norma che non facilitano certo i rapporti tra il cittadino e quindi l’imprenditore agricolo e l’Ente regione”.

Giuseppe Spinelli, delegato confederale di Coldiretti Molise, chiede di mettere in campo tutte le azioni possibili per arginare una volta per tutte una emergenza economica e sociale. “Quanto è stato fatto finora – sostiene – non basta, bisogna moltiplicare gli sforzi”.

Giuseppe Licursi rappresentante della Consulta faunistica venatoria, sempre nel corso dell’ultima riunione ha dichiarato tutta la sua solidarietà per la disperazione e lo sdegno degli imprenditori agricoli, solidarietà che però non basta più, come ha precisato anche il direttore regionale Coldiretti Aniello Ascolese. “È necessaria – ha detto – una più efficace gestione delle aree naturali protette, con i parchi sempre più dissestati per le devastazioni causate dalla fauna selvatica, come una filiera tracciata e controllata delle carni di cinghiale che sappia valorizzare le attività di contenimento e che diventi anche occasione economica e occupazionale”. La Regione Molise e l’assessorato competente presieduto da Nicola Cavaliere sono chiamati ora, in una fase decisamente critica e delicata per le imprese agricole, a valutare sforzi ulteriori e soluzioni anche diverse da quello che fino a questo momento è stato messo in campo.