Che fine hanno fatto i sierologici? Da un mese silenzio sui dati. E il M5S: “Nessun test, forze dell’ordine prese in giro”

L'ultimo aggiornamento sullo screening risale a metà maggio, da allora l'Asrem ha smesso di pubblicare i dati. Il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle De Chirico: "La Regione aveva promesso indagini di sieroprevalenza nelle Forze dell'ordine ma non è stato fatto nulla"

Lo scorso 19 maggio l’Azienda sanitaria regionale del Molise pubblicava i dati sui test sierologici effettuati ai cittadini rientrati da fuori regione: 467 persone testate, appena 16 positivi. Più o meno negli stessi giorni veniva annunciato che 5mila molisani sarebbero stati contattati per fare il test sierologico, facendo parte del campione nazionale voluto dal Ministero della Sanità. Da quel momento, oltre nonostante una sfilza di altri annunci, i test sierologici molisani sembrano finiti nel dimenticatoio.

Questo vale tanto per i test effettuati dall’Asrem, mentre per quelli delle Croce Rossa si riscontrano grosse difficoltà nel reperire le persone da sottoporre allo screening.

Test sierologico per il Covid: la Croce Rossa chiama, i molisani non rispondono. “Paura e diffidenza, ma molti negano la realtà”

Non si sa più nulla invece, né numeri, né tantomeno risultati per quelli svolti dall’Asrem. Ecco quindi oggi la presa di posizione del consigliere regionale del M5S Fabio De Chirico, il quale annuncia un’interpellanza in Regione concentrata sui mancati test alle forze dell’ordine.

Un mese di silenzio assoluto della Regione e dell’Asrem su un tema che dovrebbe rimanere invece attualissimo nella lotta alla diffusione del covid-19 fa alzare il sopracciglio a molti. Perché dopo aver comunicato i primi dati l’Asrem ha smesso di pubblicarli? Perché non è possibile conoscere quanti molisani hanno mostrato anticorpi contro il coronavirus nel sangue? Come stanno procedendo i test a campione nei vari paesi che sono compresi nell’indagine nazionale?

fabio dei chirico

Come detto, De Chirico fa esplicito riferimento alle forze di polizia. “Quella che voglio denunciare oggi è una delle tante storie contraddittorie che hanno caratterizzato la gestione sanitaria dell’epidemia da parte di Toma e Florenzano. Ennesima dimostrazione – afferma il consigliere di opposizione – di quanto la Regione Molise sia stata poco tempestiva, anzi tardiva, anche in questa azione. La questione riguarda una vera ‘presa in giro’ delle Forze dell’ordine, che la maggioranza ha più volte dichiarato di voler tutelare con proclami, nelle sedi istituzionali e a mezzo stampa. In particolare, era stata promessa un’indagine di sieroprevalenza sul personale che è stato in prima linea a fronteggiare l’emergenza sanitaria e, in seguito ad una cospicua donazione da parte di Banca d’Italia, era stato disposto l’acquisto di 13mila test sierologici per una spesa di 152 mila euro. Acquisto che dovrebbe essere stato effettuato da Asrem, su deliberazione del Dg Florenzano dell’8 maggio scorso ma di cui, ad oggi, non sappiamo nulla. Peraltro l’acquisto è stato deliberato senza che le 500 mila euro donate da Banca d’Italia fossero state effettivamente girate sul conto Asrem dalla Regione, cosa avvenuta circa 25 giorni dopo”.

L’Asrem aveva infatti annunciato l’acquisto in proprio di una prima scorta di sierologici. I primi casi testati erano stati per l’appunto i cittadini rientrati da fuori regione. Ma su quasi mille rientri, solo la metà aveva fatto il test all’ultimo aggiornamento disponibile.

Sierologici a chi rientra da fuori regione: realizzati 467 test, positivi salgono a 16

Da lì in poi, silenzio totale, anche se a quanto risulta i test sono stati effettuati fino a che l’obbligo di dichiarare il proprio rientro è rimasto in vigore. Ma avere dei dati, anche per capire che percentuale di popolazione è entrata in contatto col coronavirus, sembra un’impresa, anche perché a precisa richiesta l’Asrem non ha fornito risposte. Il dubbio è che essendo partita l’indagine di screeing a livello nazionale, quella regionale sia stata accantonata. Un dubbio che forse l’Asrem dovrebbe chiarire.

Ma c’è anche il caso delle forze dell’ordine. “Nei giorni scorsi ho raccolto la denuncia dei sindacati Coisp Polizia, Sim Carabinieri, Uspp Polizia Penitenziaria e Sim Guardia di Finanza – prosegue De Chirico -, che già tra aprile e maggio, più volte avevano chiesto al governatore Toma di prevedere accertamenti sanitari specifici e approfonditi sulle Forze dell’ordine, senza ricevere risposta. Successivamente, il Questore di Campobasso, capofila del progetto sanitario a tutela di tutte le Forze dell’ordine, aveva comunicato agli operatori di Polizia l’inizio di un’indagine di sieroprevalenza ‘organizzata dalla Regione Molise’, invitandoli all’adesione volontaria. Nonostante questo, dopo settimane, non risultano delibere di Giunta o ordinanze del Presidente di Regione concernenti indicazioni e protocolli procedurali su indagini di sieroprevalenza nelle Forze dell’ordine, né in altri contesti di comunità. Cosa che invece è stata fatta, con appositi protocolli, in altre regioni. Il governatore aveva assicurato che i test sarebbero stati presto disponibili, ma così non è stato. Se i test ci sono, peraltro frutto di una donazione, perché non sono stati effettuati e dove sono finiti?”.

De Chirico annuncia di aver depositato una interpellanza urgente. “Vogliamo sapere perché la Regione non ha ancora approvato un protocollo procedurale per dare inizio a una mirata indagine di sieroprevalenza. Toma deve anche dirci cosa ha fatto per sottoporre le forze dell’ordine a tamponi o test sierologici e deve spiegare le cause, o indicare i responsabili, dei ritardi della campagna di screening. Ma vogliamo anche sapere se e come verranno utilizzati i test acquistati da Asrem e vogliamo vedere la rendicontazione finanziaria dell’Azienda sull’utilizzo delle risorse economiche trasferite dalla Regione Molise a titolo di contributo della Banca d’Italia.

Toma ha il dovere di dare queste spiegazioni a migliaia di uomini e donne che da settimane sono in prima linea per tutelare la sua salute e quella di tutti i molisani. Ma deve anche rispondere dell’ennesima, vergognosa, lentezza della macchina amministrativa molisana, in un periodo che richiederebbe la massima tempestività”.