Cassa integrazione, migliaia di lavoratori ancora all’asciutto. Nel Molise lumaca pagata un’azienda su tre

A distanza di un mese dalla scoperta del malfunzionamento del sistema informatico, soltanto 1803 aziende sono state pagate e 2735 sono state ammesse alla Cig. Ma le domande sono oltre 6mila

Le domande totali per la cassa integrazione in deroga seguite alle chiusure per il coronavirus arrivano a 6mila circa nella nostra regione. Quelle trasferite all’Inps dalla Regione Molise sono 2871, meno della metà. Di queste, 2735 sono state accolte ma sono 1803 aziende solo state pagate per un totale di 6400 lavoratori che hanno avuto finalmente i soldi.

I numeri della cassa integrazione in deroga dovuta all’emergenza coronavirus in Molise mostrano una situazione ancora lontana dall’essere sistemata. Migliaia di lavoratori attendono quindi l’arrivo di bonifici che significherebbero tantissimo in un periodo economicamente per niente facile.

È vero, il lavoro è ripartito quasi ovunque e con l’arrivo dell’estate aumenta anche l’occupazione stagionale. Ma i soldi dei mesi trascorsi a casa sono fondamentali per chi ha mutui da pagare, affitti e bollette da saldare, famiglie da sostenere.

Purtroppo sono ancora migliaia i lavoratori che denunciano di non aver ricevuto un euro. I ritardi della cassa integrazione in deroga sono, per stessa ammissione pubblica del premier Giuseppe Conte, il grande tallone d’Achille della gestione economica dell’emergenza. Il passaggio burocratico Regione-Inps ha creato degli squilibri enormi fra regione e regione. Mentre invece il saldo dei 600 euro per gli autonomi ha seguito una procedura più snella, che non è passata per gli enti regionali. Così si è creato un ulteriore squilibrio fra i lavoratori e questo accresce sicuramente le diseguaglianze sociali.

In Molise la situazione è ancora critica. Oltre un mese fa i consiglieri regionali di opposizione Patrizia Manzo e Michele Iorio denunciavano le gravi inefficienze della Regione e in particolare del Sil, il Sistema Informativo del Lavoro. Un sistema che dovrebbe essere digitalizzato e invece ha costretto i dipendenti regionali a una mole di lavoro insopportabile per analizzare manualmente le oltre 6mila richieste arrivate via Pec.

Cassa integrazione nella bufera: 6mila domande, solo 1300 risposte. Colpa del sistema informativo che non esiste: le pratiche in Molise si fanno a mano

Al 19 maggio scorso al sistema dell’Inps erano pervenute dal Molise 1.020 domande di cui 756 lavorate e 181 respinte. Da allora quindi, non sono stati compiuti grossissimi passi avanti. Di questo passo i soldi potrebbero arrivare agli aventi diritto per la fine dell’estate.

Gli ultimi dati, aggiornati a ieri, li ha forniti Michele Iorio in qualità di presidente della II Commissione consiliare in Regione, quella sul Lavoro. Il suo quadro generale sull’occupazione e le politiche regionali è parecchio fosco.

“Ho convocato la Seconda Commissione consiliare per chiedere ai dirigenti competenti e al neo assessore Michele Marone lo stato dell’arte sulle politiche attive e passive del lavoro. Già a luglio del 2019 la commissione da me presieduta aveva approfondito lo studio nel settore per capire come si era mossa la Regione Molise negli ultimi anni. A distanza di un anno la situazione non sembra essere cambiata. Se non in peggio” è il commento negativo dell’ex presidente regionale.

Non vi sono tracce sostanziali di interventi a sostegno delle attività imprenditoriali, non vi è traccia degna di nota sulle politiche attive volte alla ricollocazione dei lavoratori espulsi a causa della crisi industriale né si conoscono gli incentivi alle assunzioni. I voucher formativi per la riconversione dei lavoratori, laddove attivati, non contengono l’obbligo di assunzione. Non sono mai stati attivati neppure i programmi di formazione aziendale finalizzati all’assunzione. Del tutto sconosciuto appare l’accompagnamento a forme di pensione anticipata. Tutti strumenti previsti dall’Accordo di Programma per l’attuazione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale approvato ad aprile 2017. Ad oggi, nel 2020, siamo al punto di partenza segnale evidente del fallimento della politica sul tema. Né può consolare l’attività sulle politiche passive. Lavorare solo sugli ammortizzatori sociali rappresenta solo un palliativo alla programmazione del lavoro”.

Michele Iorio sessione bilancio Consiglio regionale

Una notizia positiva c’è. “La soddisfazione di vedere risolta in via definitiva la mobilità in deroga per 320 dipendenti della ex ITR con una soluzione prospettata a giugno 2019 proprio dalla Commissione che mi onoro di presiedere è una magra consolazione rispetto al panorama generale. Adesso ci toccherà affrontare seriamente la questione Gam che presenta aspetti particolari e due possibili sbocchi: da un lato ci sarebbe la richiesta di proroga dell’area di crisi complessa – soluzione che secondo me sarebbe la preferibile – o, in alternativa anche se non soddisfacente, il passaggio alla cassa integrazione ordinaria Covid. Decisioni che andranno definite dalla Giunta ma che dovranno investire l’intero Consiglio regionale dove solleverò la questione presentando un ordine del giorno. Resta da definire, sempre tra le politiche passive del lavoro, la problematica Sata di Pozzilli”.

Secondo Iorio “l’assessore Marone, da poco insediatosi, si è impegnato ad approfondire le questioni sollevate e a riferire alla prossima convocazione di audizione cercando di dare maggiori risposte per mettere tutti noi nelle condizioni di individuare il miglior percorso del mercato del lavoro dove la regressione delle dinamiche occupazionali, la crisi delle filiere produttive agroalimentari e tessile, hanno provocato l’aumento vertiginoso della disoccupazione in Molise nel lungo periodo. Situazione che adesso, con l’aggravante della pandemia, richiede un’azione programmatica puntuale da parte della Regione che non può pensare di risolvere tutto semplicemente attraverso l’attivazione di corsi di formazione”.