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Cala Sveva si allarga sulla spiaggia libera: per il Comune tutto regolare, per gli autori del Piano Spiagge è un abuso

Il Lido sotto al muraglione del Borgo vecchio di Termoli ha ampliato la propria area occupata da ombrelloni verso destra dopo il parere favorevole seguito a una perizia. Ma la vicenda potrebbe aprire a ricorsi

Che ci fanno quegli ombrelloni della Cala Sveva così spostati verso il Trabucco? Possibile che la spiaggia libera vicino alla scogliera sotto al Muraglione del Paese vecchio si sia ristretta? Se vi siete fatti queste domande, sappiate che non siete i soli. La risposta all’interrogativo è “sì, la spiaggia libera si è ristretta”,  ma le spiegazioni non sono semplici come sembrano. Per il Comune non c’è alcuna violazione, ma tecnici ed esperti del settore ipotizzano che ‘l’allargamento’ vada a cozzare col Piano Spiaggia. Fra loro ci sono anche i progettisti del Piano.

In sostanza il Lido Cala Sveva, il primo di quelli centralissimi del lungomare Cristoforo Colombo, ha leggermente allargato la posizione dei propri ombrelloni verso destra, guardando al Trabucco. Ma l’avrebbe fatto secondo le regole, secondo quanto si apprende in Comune. Sarebbe infatti una compensazione dell’arenile perso in pochi anni, a causa del ripascimento naturale della spiaggia dovuto alla presenza del pennello frangiflutti proprio sotto al Trabucco.

cala sveva allargamento a destra ombrelloni e tavole piano spiagge

Bisogna fare parecchi passi indietro. Quando gli studi per il Piano Spiaggia sono iniziati, nel 2007, il pennello frangiflutti in quel punto non c’era. È stato posizionato poco dopo. All’epoca il fronte mare del Lido Cala Sveva era calcolato in 86 metri circa. Intanto negli anni il Comune di Termoli ha lavorato all’approvazione del Piano Spiaggia, che individua in D3 l’area compresa fra la Cala Sveva e la scogliera.

cala sveva allargamento a destra ombrelloni e tavole piano spiagge

“L’area D3 non è spiaggia libera, bensì area cosiddetta di ‘ricreazione’ – spiega Ulisse Fabbricatore, tecnico del Comune ed esperto nel campo del Demanio -. Vale a dire che è in gestione al Comune che può utilizzarla per varie attività, come ad esempio lo svolgimento dei matrimoni sulla spiaggia. Nessuno pensa di cacciare i bagnanti da quel tratto, tuttavia quella non è spiaggia libera”.

Una precisazione necessaria per capire come si è arrivati alla situazione odierna. Nell’arco di questi anni infatti, si è verificato in quel punto il fenomeno del cosiddetto ripascimento, cioè si è creata naturalmente un ulteriore pezzo di arenile. Un ripascimento che però è avvenuto a curva, secondo quanto viene riferito in Comune. “Questo ha provocato un restringimento del fronte mare del concessionario se si tira una linea di confine dalle cabine, per intenderci”.

È quello un punto di riferimento fondamentale. In sostanza la concessione di Cala Sveva dovrebbe essere dritta rispetto alle cabine, invece quest’anno curva verso destra nella parte conclusiva dello spazio occupato dagli ombrelloni. Questo ha fatto alzare il sopracciglio a qualcuno, visto che sulle tavole del Piano Spiaggia approvato nel 2019 prima dal Comune di Termoli e poi dalla Regione Molise, la concessione di Cala Sveva appare parallela al pennello frangiflutti.

cala sveva allargamento a destra ombrelloni e tavole piano spiagge

Ma secondo chi quel Piano Spiaggia lo conosce nel dettaglio, che il pennello frangiflutti non ci fosse nel 2007 non c’entra nulla. Il Piano infatti è stato approvato nel 2019, quando la scogliera era presente da parecchio. Allo stesso modo il fatto che il fronte mare fosse di 86 metri all’epoca e 10 metri quest’inverno, non sarebbe una giustificazione plausibile.

“I confini li fa un Piano che è stato approvato l’anno scorso, non 10 anni fa. Qualunque cambio deve essere conforme al Piano. Se non gli andava bene doveva fare ricorso al Tar dopo l’approvazione” è il giudizio di chi quel Piano lo conosce a menadito perchè lo ha scritto.

Il ricorso ipotizzato, peraltro, è in atto per volere del Sib Balneatori. Ma non per la vicenda dell’allargamento. Anche a causa dell’emergenza Covid-19, non è stato ancora discusso al Tar Molise, sebbene sia trascorso un anno dalla presentazione. Il Comune infatti attende la pronuncia dei giudici amministrativi prima di procedere ai bandi per nuove concessioni balneari.

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Ma adesso il tema è un altro e sta tutto in quello spazio concesso al lido sotto il Muraglione del Borgo. “Il concessionario ha presentato una richiesta per avere una minima compensazione alla perdita di fronte mare – conferma il tecnico comunale Ulisse Fabbricatore -. Si era creato una sorta di imbuto”. Una compensazione che c’era stata anche l’anno scorso e che quest’anno si è rafforzata grazie a una perizia giurata di un tecnico specializzato.

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“L’Ufficio tecnico del Comune ha preparato l’istruttoria e il perito ha trovato corrispondenza rispetto al racconto storico-tecnico sulla perdita di fronte mare. Per questo l’Amministrazione comunale ha ritenuto valida l’istanza e le motivazioni, derogando all’area D3 e dando così il via libera all’allargamento della concessione verso destra, in modo tale da ampliare il fronte mare dello stabilimento a 33 metri. Ma questo è stato possibile proprio perché quella non è spiaggia libera, altrimenti ci sarebbe stato un netto rifiuto” è la tesi che arriva dal Comune. Ma secondo alcuni progettisti locali “quel rilascio è illegittimo e apre le porte ai ricorsi”.

Senza contare che il ripascimento naturale di quel tratto di litorale difficilmente si fermerà col 2020. E questo fa pensare che quell’area potrebbe subire negli anni altre modifiche e nuove richieste di allargamento.