Attirato in una trappola dopo commento social e pestato a sangue: arrestati due 19enni

La vittima è un 20enne di Termoli, ricoverato in ospedale e operato al volto dopo aver riportato serie lesioni in testa e alle orbite oculari

Un commento sgradito via social, il finto amico che gli chiede di chiarirsi di persona e lo attira in una trappola con altri due coetanei che lo pestano a sangue mandandolo in ospedale. Un brutale pestaggio avvenuto in seguito a una banale discussione su un social network e in periodo di quarantena.

Era successo nello scorso mese di aprile a Termoli, nel quartiere di Porticone e più precisamente in via Verona. Vittima un ventenne del posto, picchiato selvaggiamente da due giovani termolesi di appena diciannove anni, adesso agli arresti domiciliari.

Al termine di poco più di un mese di indagini, la polizia del commissariato di Termoli è riuscita a dare un nome e un volto agli aggressori e nella giornata di ieri, 4 giugno, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Larino ha ordinato l’arresto di due ragazzi poco più che maggiorenni con le accuse di lesioni gravi e minacce in concorso.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti era stato un altro ragazzo, dopo una discussione via social, a chiedere al ventenne di potersi chiarire proponendo un incontro in macchina in pieno periodo di lockdown.

Polizia

Ma quando il ventenne si è presentato all’appuntamento in via Verona, in una sera di fine aprile, ha trovato sul posto i due diciannovenni che lo hanno preso a calci e pugni. Una aggressione premeditata che è sfociata nel ricovero in ospedale del ventenne.

Il ragazzo era stato trasportato prima al Pronto soccorso del San Timoteo e poi trasferito a San Giovanni Rotondo per una delicata operazione chirurgica al volto. Ha infatti riportato ferite molto gravi alla testa e alle orbite oculari e attualmente risulta ancora non completamente guarito, dopo una prognosi superiore ai 40 giorni.

Oltretutto dopo il pestaggio, i due aggressori avevano persino continuato a prenderlo di mira con delle minacce indirette per intimorirlo e spingerlo a non fare denuncia.

Ma i poliziotti sono riusciti a ricostruire l’intera vicenda e nelle scorse ore c’è stato l’arresto con le accuse a vario titolo di lesioni personali e minacce e l’aggravante di aver agito in gruppo, con premeditazione e per futili motivi.