Distanze violate e aree giochi aperte nei lidi: “Non siamo sceriffi, ma basta fare i furbi”

Con la stagione balneare che sta entrando nel vivo emergono le prime segnalazioni di norme non rispettate in lidi e campeggi. Confcommercio denuncia: “Chi viola le regole mette in pericolo tutti”

  • FOTO DI CARMINE SCARINCI

Nemmeno il tempo di iniziare a godere delle bellezze della spiaggia ed ecco venire fuori i furbetti del covid. Sì perché se la maggior parte dei lidi balneari e dei campeggi sta osservando alla lettera le norme anti contagio da coronavirus, c’è anche chi si permette di chiudere un occhio o addirittura cerca scorrettamente di trarre vantaggio, magari aprendo le aree giochi per bambini, non vigilando sugli assembramenti, evitando di registrare i nomi di chi frequenta la spiaggia a pagamento.

È Confcommercio a stigmatizzare quanto sta accadendo su alcune spiagge del Molise e a prendere una posizione netta. Per bocca del Presidente di Confcommercio Molise Paolo Spina, l’associazione di categoria si schiera apertamente contro i furbetti e preannuncia che segnalerà chi verrà sorpreso a violare le norme, perché così facendo ci rimettono tutti, sia i clienti messi a rischio, che gli altri esercenti costretti a subire una concorrenza sleale.

“Una accurata e appropriata gestione delle attività, seppur gravate dalle numerose prescrizioni vigenti causate dalla pandemia Covid 19, rappresenti da sempre un’autorevole porta d’ingresso per i turisti che (soprattutto) si recano per la prima volta in Molise, valida non solo per l’economia della costa ma anche per tutti i comuni interni che, principalmente d’estate, possono rivelare ai visitatori un vasto patrimonio di tradizioni, storia e cultura, ambiente incontaminato, artigianato ed enogastronomia.

In questo ambito siamo costretti però a rendere pubbliche alcune “disattenzioni” di una parte di operatori che possono recare danno, nonché compromettere un equilibrio assai precario, in termini di legalità e di concorrenza leale per le quali la nostra organizzazione si batte da sempre e che viene rispettata appieno dai nostri imprenditori che aderiscono al S.I.B. – Confcommercio (Sindacato Italiano Balneatori)”.

Spina entra quindi nel dettaglio. “Come ci viene segnalato (anche attraverso materiale fotografico veicolato dai social) ma anche dai singoli imprenditori di settore e dagli stessi turisti, si sono verificate superficialità in talune concessioni e attività ricettive riguardanti il rispetto e l’applicazione delle nuove norme anti-Covid19.

Mi riferisco al mancato rispetto delle distanze, all’obbligatorietà della tracciatura della clientela (valida per 14 giorni), alle operazioni di sanificazione. Così come mancanze si sono registrate nell’accompagnamento dei turisti all’ombrellone da parte del personale addetto (riconoscibile). Ci vengono segnalati i mancati controlli sull’obbligatorietà dell’autocertificazione da parte della clientela, il divieto di tenere aperte le aree gioco per bambini, così come quello della pratica per alcune attività sportive (il beach volley) o la limitazione di altre (come avviene per il beach tennis)”.

Estate, il Molise si prepara: 3 metri fra gli ombrelloni, 3,40 fra le file. Ma niente giochi per bambini

Confcommercio dice quindi basta a questi comportamenti rischiosi e dannosi. “Criticità che non solo creano evidenti disparità tra chi rispetta le norme e chi non lo fa, ma che alterano di fatto un mercato già fragile, dunque la competitività delle imprese, ponendo oltretutto pericolosamente a rischio anche la salute pubblica, con gravi ripercussioni future sull’intera economia regionale”.

D’ora in poi l’associazione di categoria assicura inflessibilità e fa sapere che provvederà a segnalare gli stessi esercenti beccati a fare i furbi. “La competitività e la concorrenza leale, oltre che “sale” per la cultura d’impresa, elevano l’offerta complessiva. In questo senso, lungi dal sostituirci alle autorità preposte o dall’assumere ruoli da “sceriffo”, da oggi segnaleremo scorrettezze e modalità furbesche nella gestione delle attività, considerando d’altronde che la concessione non è un diritto ma un privilegio che tutela i concessionari, ma che interessa l’intera economia regionale”.