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Acqua dal Molise alla Puglia, primo via libera al progetto. Il Pd protesta, spunta esposto in Procura

Dopo il sì dei rappresentanti delle due Regioni che hanno partecipato ad un tavolo tecnico organizzato a Foggia, ora gli ingegneri incaricati dovranno stilare il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell'opera che trasferirà milioni di metri cubi di acqua dall'invaso del Liscione ad Occhito. Il Pd protesta e chiede chiarimenti al presidente Toma, mentre l'ex consigliere regionale Salvatore Ciocca si rivolgerà alla magistratura.

E ora il Molise può iniziare veramente a temere per il futuro della ‘propria’ acqua: milioni di metricubi saranno utilizzati per irrigare le campagne del Foggiano. Il progetto per la realizzazione di una condotta che collegherà l’invaso  del Liscione alla diga di Occhito ha avuto il primo via libera dal tavolo tecnico che si è riunito nella sede del Consorzio per la Bonifica della Capitanata suscitando reazioni di protesta. Mentre l’ex consigliere regionale Salvatore Ciocca presenterà un esposto in Procura.

Il vertice che si è svolto ieri a Foggia è stato fondamentale nell’iter di costruzione dell’opera. Al tavolo per il Molise erano presenti l’ingegnere Massimo Pillarella, dirigente delegato dal presidente Toma, il commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Integrale Larinese, l’ingegnere Vincenzo Napoli e il direttore Beniamino Di Vito.

La Puglia era invece rappresentata dall’ingegnere Vito Colucci, direttore generale dell’Autorità Idrica Pugliese, e dall’ingegnere Andrea Zotti dirigente della sezione Risorse Idriche. Presenti per il Consorzio il presidente Giuseppe De Filippo, il direttore generale Francesco Santoro e il direttore dell’Area Ingegneria Raffaele Fattibene.

Sul tavolo il prolungamento dell’adduttore che parte dall’invaso di Ponte Liscione per alimentare i comprensori irrigui del Basso Molise, i cui lavori, relativamente al 1° lotto funzionale, sono già in corso.

Il collegamento idraulico tra gli schemi idrici del Fortore (Puglia) e del Biferno (Molise) “conferirà all’adduttore in costruzione la duplice funzione di alimentare i comprensori irrigui del Basso Molise e trasferire in Puglia parte della risorsa idrica invasata a Ponte Liscione per un volume medio annuo stimato in 50 milioni di metri cubi”, riferiscono dal Consorzio dopo l’incontro.

Quindi “il vantaggio per la Puglia sarà quello di avere maggiore disponibilità di risorsa idrica che permetterà un ampliamento dei comprensori irrigui di circa 25.000 ettari; per il Molise il trasferimento in Puglia di acqua invasata, ma non utilizzabile nel territorio regionale, permetterà di acquisire la sostenibilità economica ai programmi irrigui in corso di attuazione riducendo sensibilmente le spese di gestione e gli oneri a carico degli agricoltori molisani”.

I prossimi passi? Tecnicamente gli ingegneri incaricati dovranno stilare il progetto di fattibilità tecnica ed economica che poi dovrà ricevere il via libera delle Regioni Molise e Puglia. Infine occorrerà richiedere i finanziamenti al Governo.

In Puglia incrociano le dita: ogni estate l’agricoltura soffre il problema della siccità. Il Molise non è da meno: la notizia sta creando apprensione dal momento che il prelievo forzoso di milioni di metri cubi di acqua rischia di aggravare la crisi idrica che si presenta puntualmente nella stagione più calda. A detta di qualcuno l’acqua del Matese garantita dall’Acquedotto molisano centrale non basterà a soddisfare il bisogno idrico.

La Puglia vuole acqua per l’agricoltura, il prelievo dal Liscione fa tremare il Molise: “Quella del Matese non basterà”

Dal punto di vista politico è il silenzio su questa vicenda a preoccupare. L’esito del tavolo tecnico sul collegamento dal Liscione alla diga di Occhito è “una decisione gravissima, seppur non ancora definitiva”, protesta il capogruppo del Pd Micaela Fanelli. La consigliera accusa il governatore Toma, denuncia il “colpevole silenzio della Regione Molise”.

Fanelli e Facciolla

La Fanelli pone poi una serie di interrogativi: “Chi ha dato mandato alla struttura della Regione Molise di dare il via libera tecnico al progetto? Chi ha partecipato era legittimato anche formalmente? Perché il Consiglio regionale non è mai stato interessato, pur trattandosi di un atto di programmazione?

Perché Molise Acque, ufficio tecnico competente nella gestione idrica, non era presente?

E come è possibile che si proceda a nuovi accordi, quando i precedenti non sono mai stati rispettati con enormi danni per il Molise, sia in termini di ‘ristoro finanziario che in termini di opere di compensazione’? Veramente in via Genova pensano che il Basso Molise abbia una sovrabbondanza di acqua? Oltre il danno, si rischia la beffa e, soprattutto, la sete”.

Il Pd, che ha presentato una mozione in Consiglio regionale, chiede alla Regione Molise di fermare il progetto. “Per l’ennesima volta, ribadiamo quello che abbiamo espresso nella mozione: prima di fare qualsiasi altro passo verso la stipula dell’accordo finale tra le due regioni, il Presidente Toma deve venire in aula a riferire e chiarire la posizione della Regione Molise.

Soprattutto, deve prima garantire il nostro totale soddisfacimento del fabbisogno idrico, quindi ottenere la promessa e mai concessa equa compensazione da parte della Puglia dopo gli accordi del 1979, poi interessare, come imposto dalla legge, il Consiglio regionale della programmazione idrica. Perché una questione tanto importante, non si può decidere sulla testa dei molisani nelle segrete stanze di via Genova”.