370mila euro per l’emergenza covid, ok del Consiglio alla variazione di bilancio

L'assise ha approvato la deliberazione: si tratta di risorse spostate da un altro capitolo interno alle quali va aggiunta anche la cifra di 300mila euro dei contributi elargiti dal Governo per i buoni spesa.

A conclusione del Consiglio comunale di Campobasso di questa mattina, 8 giugno, sono state approvate anche le proposte di deliberazione relative ai lavori di urgenza per il ripristino dell’area mercatale comunale di via Benedetto Croce, danneggiata a causa di un incidente stradale, e alla ratifica della prima variazione di bilancio urgente legata all’emergenza covid-19. Nello specifico, si parla di 70mila euro spostate a inizio emergenza da un altro capitolo di spesa a cui vanno sommati i 303mila euro (di cui 255mila già spesi per soddisfare 1006 domande) provenienti dal Governo per i buoni spesa. E c’è un ulteriore capitolo che fa riferimento a un conto corrente per le donazioni sul quale sono stati previsti 140mila euro. Ma al momento la cifra è molto bassa rispetto alle previsioni.

 

Su quest’ultima deliberazione, presentata dall’assessore al Bilancio, Giuseppina Panichella, sono intervenuti anche l’assessore alle attività Produttive, Paola Felice e il sindaco Roberto Gravina. “Alcune precisazioni rispetto alle attività realizzate dall’amministrazione in questo periodo emergenziale sono doverose – ha dichiarato Felice –. La Giunta, nel suo complesso, è stata sempre presente anche attraverso le modalità online, che prima di oggi questo Comune non utilizzava, in modo immediato, grazie anche alla sollecitudine mostrata da tutti i dirigenti dell’amministrazione, pronti a gestire qualcosa che nessuno poteva immaginare solo qualche mese addietro. Riavvolgendo un po’ il nastro – ha continuato Feliceabbiamo di sicuro utilizzato i fondi messi a disposizione dagli enti superiori ma lo abbiamo fatto, e non è cosa da dare per scontato, in modo estremamente celere e, anche in molti casi, in maniera innovativa”.

 

“Ringrazio il nostro assessore Panichella – ha aggiunto il sindaco Gravina – un tecnico, certo, ma che condivide delle scelte politiche e dà un apporto politico al nostro mandato amministrativo, per cui l’apprezzamento che sento spesso rivolto a lei mi inorgoglisce della scelta fatta a suo tempo. Detto ciò, tutto si può fare meglio, ma per farlo chi sottolinea degli errori dovrebbe circostanziarli senza quella demagogia della quale sono infarcite certe affermazioni”.

 

“Oltre alla contrapposizione politica e ai diversi ruoli e responsabilità – ha proseguito il primo cittadino – che si assolvono all’interno del Consiglio Comunale, la narrazione che si fa, da parte delle minoranze, di ciò che il Comune di Campobasso ha posto in essere in questo periodo emergenziale, appare solo tesa a descrivere la nostra amministrazione come inutilmente attendista. A chi gioca su questi temi dialetticamente, arrivando a dire che il Comune di Campobasso fa il ragioniere, ribadisco senza alcun problema che la politica deve essere responsabile e in tal senso ci vorrebbe la consapevolezza di riconoscere, soprattutto da parte di chi ha amministrato, qual è il nostro bilancio e come è strutturato, vista anche la mole di debiti fuori bilancio liquidati nel 2019”.

 

Le critiche maggiori alla mancata “visione” da parte della maggioranza sono arrivate dal consigliere della Lega, Alessandro Pascale, il quale ha accusato il sindaco “di chiudersi a riccio senza accettare proposte e collaborazione”. Ma anche dal capogruppo dei Popolari, Salvatore Colagiovanni: “Siete appiattati nelle sabbie mobili, è vero che è solo un anno che siete stati eletti ma il cambiamento non si è visto affatto. Non osate per nulla, siete lenti”.

 

Lo stesso Antonio Battista (Sinistra) ha tenuto a ribadire che “non ci si può comportare come uno sportello, manca la parte politica, c’è solo quella tecnica”. E il capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, ha voluto rimarcare “la piccolezza di questa variazione di bilancio che sembra quella di un’associazione, con tutto il rispetto, piuttosto che di un’amministrazione di un capoluogo”.