La sanità riapre a pieno regime, ma approccio alle cure sarà diverso – Covid, i guariti doppiano i positivi

Per il 5° giorno consecutivo Molise a 0 contagi. Mercoledì aperti tutti gli ambulatori, nessun limite a esami diagnostici, visite specialistiche, cure differibili. La sanità, dopo 3 mesi di lockdown che hanno limitato il diritto alla cura dei molisani, torna in funzione a pieno regime. Il direttore generale Asrem Florenzano promette un lavoro incessante per ridurre all’osso i problemi dei cittadini e fornire l’assistenza sanitaria necessaria a tutti, ma avverte: “Ripresa non vuol dire tornare al passato come ce lo ricordiamo. Significa un nuovo approccio da parte di tutti alle cure, alle prestazioni di ambulatorio, alla gestione del prima e del dopo”.

QUINTO GIORNO CONSECUTIVO A 0 CONTAGI, GUARITI DOPPIANO I POSITIVI ATTUALI

Per il quinto giorno consecutivo nessuna nuova diagnosi di positività in Molise, dove ormai il clima generale comincia a essere di sollievo per l’uscita dal pericolo infezione. Nemmeno oggi, su 172 tamponi  processati, si registrano casi di contagio. E ci sono anche un dimesso (un cittadino che fa parte del cluster rom) e due guariti, come già avvenuto ieri.

Sul fronte dei guariti proprio oggi, 2 giugno, si registra un dato “storico”: per la prima volta dall’inizio dell’epidemia il numero delle persone attualmente positive è la metà del numero delle persone dichiarate guarite con doppio tampone. 130 i primi, 266 i secondi. 

Questo l’ultimo bollettino dell’Asrem, datato 2 giugno 2020:
130 i casi attualmente positivi (118 nella provincia di Campobasso, 11 in quella di Isernia e 1 di altre regioni)
– 436 sono i tamponi positivi (359 nella provincia di Campobasso, 58 in quella di Isernia e 19 di altre regioni)
– 15123 i tamponi eseguiti di cui 14003 negativi. 684 i tamponi di controllo
– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 4: di questi 4 sono in Malattie Infettive (1 della provincia di Campobasso e 1 della provincia di Isernia), 2 in Terapia Intensiva (provincia di Campobasso)
– Sono 144 i pazienti in isolamento domiciliare (126) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (18)
266 i pazienti dichiarati ufficialmente guariti (208 della provincia di Campobasso, 42 di quella di Isernia e 16 di altre regioni)
– i pazienti positivi ricoverati al Neuromed, struttura privata accreditata di Pozzilli, sono tutti guariti
– 22 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 4 di quella di Isernia e 2 di altra regione)
– 453 le visite domiciliari effettuate dalle Usca (239 Bojano, 92 Larino e 122 Venafro)
– 174 soggetti in isolamento e 0 in sorveglianza

MAPPA CONTAGIO, DEPENNATI 2 COMUNI PER LE GUARIGIONI

Petrella Tifernina e Ripalimosani spariscono dalla mappa dei Comuni che presentano, allo stato attuale e alla data odierna, casi di contagio fra i residenti. Ecco la mappa aggiornata del contagio in Molise:
CAMPOBASSO 90 – TERMOLI 11 – BELMONTE DEL SANNIO 5 –PORTOCANNONE 4 – CERCEMAGGIORE 3 – ISERNIA 2 – POGGIO SANNITA 2 – AGNONE 1 – BARANELLO 1 – CAMPOCHIARO 1 – CASTELLINO DEL BIFERNO 1 – CAMPOLIETO 1 – VINCHIATURO 1 – SAN GIULIANO DEL SANNIO 1 – GUGLIONESI 1 – SAN MARTINO IN PENSILIS 1 – MONTAQUILA 1 – GAMBATESA 1 – ROCCAVIVARA 1

Oreste Florenzano asrem

3 GIUGNO, SANITÀ RIAPRE A PIENO REGIME: “APPROCCIO ALLE CURE SARÀ DIVERSO”

Il direttore generale Asrem Florenzano promette un lavoro incessante per ridurre all’osso i problemi dei cittadini e fornire l’assistenza sanitaria necessaria a tutti, ma avverte: “Ripresa non vuol dire tornare al passato come ce lo ricordiamo. Significa un nuovo approccio da parte di tutti alle cure, alle prestazioni di ambulatorio, alla gestione del prima e del dopo”.

La Fase 3 della sanità molisana inizia domani, 3 giugno, con la riapertura di tutti i servizi e il ritorno a pieno regime degli ambulatori, vietati ai cittadini per tre mesi. Dopo un lungo periodo in cui sono state garantire le sole urgenze, con effetti collaterali la cui portata non è ancora ben definita, finalmente l’utenza può contare sul diritto alla cura globale. Esami, visite diagnostiche, ambulatori: la sanità torna accessibile dopo qualche giorno di “rodaggio” che ha mostrato qualche falla e carenza.

Inizia la fase 3 al Cardarelli, ma le visite non sono per tutti: prime criticità per gli utenti. “Siamo in fase di rodaggio”

“Abbiamo ufficialmente aperto gli ambulatori il 1 giugno per verificarne la tenuta, per comprendere quali potessero essere le criticità, così da intervenire il prima possibile. Come per ogni nuovo inizio, potevano esserci nuovi inconvenienti. Questa pre-apertura più soft ci ha permesso di individuarli e di lavorare da subito per contenere al minimo i disagi per i cittadini”. A parlare è il Direttore Generale Asrem Oreste Florenzano, che con una comunicazione ufficiale annuncia la ripresa delle cure differibili, sospese “in un momento in cui i protocolli erano diversi”. L’emergenza Covid ha stravolto priorità, protocolli, percorsi ospedalieri e ambulatoriali. Molti hanno dovuto rinunciare a curarsi per l’impossibilità di frequentare nosocomi e distretti, di farsi visitare dai medici specialisti e di sottoporsi a esami clinici e diagnostici.

Ora si riparte, ma – avverte Florenzano – “Con modalità del tutto cambiate dopo un periodo di transizione e di adeguamento necessario per tutti: operatori sanitari, pazienti e utenti in generale”.

L’ospedale Cardarelli è stata “riprogettato, abbiamo ridisegnato i presidi sanitari della regione, abbiamo cambiato percorsi, definito protocolli diversi”. Ripresa – avverte il Dg – “non vuol dire tornare al passato come ce lo ricordiamo. Significa un nuovo approccio da parte di tutti alle cure, alle prestazioni di ambulatorio, alla gestione del prima e del dopo. Asrem lavorerà incessantemente per adeguarsi alle esigenze dei cittadini, per ridurre all’osso i problemi, per risolvere le criticità che piano piano emergeranno con i nuovi protocolli”.

Si chiede senso di responsabilità ai cittadini e rispetto delle nuove regole. Questo ricordando anche che il personale dell’Azienda sanitaria Regionale “non ha smesso un secondo di lavorare per tutti noi, che sia Fase 3 o Fase 1. Le donne e gli uomini della Asrem – aggiunge Florenzano – hanno vissuto il periodo dell’emergenza serrando le fila e operando senza risparmiarsi un secondo. Denti stretti e tanto cuore. Tutti insieme siamo passati dalla fase dell’emergenza a quella delle riaperture senza smettere un attimo di lavorare, concentrati ogni secondo a prestare cure e contenere il contagio. A loro va il mio ringraziamento più forte. Sono stati eroi nella fase dell’emergenza, continuano ad esserlo ora, mentre stanno dando ancora il massimo, contribuendo al riassetto degli ospedali, degli ambulatori e della diversa quotidianità che ci attende, a partire da oggi”.