Giornata del rifugiato, a Campobasso un video speciale realizzato dai migranti

Karibu e Integramondo dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS) e del comune di Campobasso hanno voluto dare un segnale importante, di forte impatto emozionale, attraverso un video realizzato con il contributo degli stessi ospiti.

La Giornata internazionale del rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite, viene celebrata il 20 giugno per ricordare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Purtroppo l’emergenza coronavirus non ha consentito di poter organizzare gli eventi in programma, ma gli Sprar (oggi Siproimi, ovvero Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati) Karibu e Integramondo dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS) e del comune di Campobasso hanno voluto dare comunque un segnale importante, di forte impatto emozionale, attraverso un video realizzato con il contributo degli stessi ospiti.

Giornata del rifugiato

Nel video assistiamo ai racconti dei beneficiari, dei rifugiati e delle rifugiate, intervallati ad alcuni dei più importanti articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, per ricordarci che, mai come in questo momento, è necessario riscoprire le nostre radici, le radici della nostra Carta Costituzionale e di quella Dichiarazione universale dei Diritti Umani che rappresenta una delle pietre miliari dell’evoluzione della civiltà umana.

 

Ai tempi del Covid una riflessione sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani offerta da chi, di quei diritti è stato privato. Durante il lockdown per l’epidemia di covid-19, abbiamo vissuto tutti una vera e propria sospensione del tempo e, di fatto, una sospensione di alcuni nostri diritti civili e delle nostre libertà individuali. Una privazione vissuta costantemente da chi è rifugiato, costretto a lasciare il proprio Paese.

I beneficiari Siproimi Karibu e Integramondo dell’Ambito Territoriale e del comune di Campobasso hanno voluto metterci la faccia. Difendere i Diritti Umani è difendere i diritti di ognuno di noi. “Nelle scuole pubbliche – dice Naomi – devi comprare la sedia perché mancano, mia mamma è andata al negozio e ha comprato una piccola sedia per me”. C’è ancora molto da fare per sancire la libertà di parlare, di curarsi, di viaggiare, di studiare, di vivere sicuri.