Vietri centro Covid, Larino non demorde e dà l’ok in Consiglio. L’Asrem: “Stiamo lavorando a idee innovative”

Il Consiglio Comunale di Larino ha dato il proprio assenso formale alla proposta di fare del Vietri un ospedale Covid regionale e - in futuro - un centro interregionale per le malattie infettive. La riorganizzazione delle strutture ospedaliere è in queste ore al vaglio dell'Asrem e della Direzione Salute della Regione Molise. Florenzano preannuncia "idee innovative" senza sbilanciarsi troppo. Ma dalla cittadina frentana spingono: "Il Cardarelli non è adeguato, la nostra è una struttura moderna e con elevati standard di sicurezza"

Larino insiste e, in occasione del Consiglio Comunale, sottoscrive un documento in cui si sostiene apertamente la proposta di fare del Vietri un Ospedale Covid e, successivamente, un vero e proprio Centro regionale e Interregionale per la cura delle Malattie Infettive.

L’idea del cambio di destinazione del nosocomio frentano – ora ‘declassato’ ad ospedale di comunità – piace, come già emerso, alla Giunta Puchetti che ieri 27 maggio nell’assise civica lo ha messo nero su bianco. Il documento è stato poi inviato al Ministro della Salute Speranza, al capo della Protezione civile Borrelli oltre che al presidente della Regione Toma e a Commissario ad acta alla Sanità.

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La proposta è arrivata proprio da quest’ultimo, il generale Angelo Giustini, incontrando però da subito le rimostranze di Asrem e Regione. Ma da Larino non demordono e, dopo aver scritto una lettera aperta al Ministro Roberto Speranza (il 25 marzo) e dopo aver incontrato (telematicamente) il suo vice Pierpaolo Sileri e messo in tasca il suo consenso in merito al ‘Vietri-Covid Hospital’, vanno avanti.

Diverse le argomentazioni messe sul piatto tra cui la pandemia in atto e la sua non prevedibile evoluzione nel tempo, la necessità di una struttura Covid-19 regionale che sia differenziata rispetto a quelle che offrono le prestazioni sanitarie ordinarie, la circostanza che molte regioni stanno riconvertendo proprie strutture ospedaliere per destinarle specificamente ad attività legate all’epidemia Covid.

Il Comune di Larino fa poi leva sul fatto che il Ministero della Salute stia programmando un piano regionale/interregionale di riconversione di strutture ospedaliere da destinare a tali finalità per contrastare efficacemente una eventuale ripresa dei contagi che, come noto, non si può assolutamente escludere. E allora perché non il Vietri, “nosocomio che risulta essere moderno, di recente costruzione ad elevati standard di sicurezza tale da ritenerlo funzionale per la finalità di centro COVID-19” e con una “favorevole ubicazione geografica della struttura che dista pochi chilometri (circa 20 Km) dall’arteria autostradale A14, a pochi chilometri dall’importante arteria stradale S.S. 16 e ben collegata con le strade regionali S.S. 647 e S.S. 87”.

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L’Asrem, come ha avuto modo di precisare lo stesso Dg Oreste Florenzano ai microfoni della Tgr, sta giustappunto valutando una revisione sul fronte degli ospedali regionali. “Abbiamo ben chiara nella nostra programmazione la necessità di garantire percorsi separati (tra pazienti Covid e non Covid, ndr). Stiamo lavorando a idee innovative che sono in dirittura d’arrivo”, le sue dichiarazioni oggi 28 maggio. Si ventila l’ipotesi di una ‘torre’ del Cardarelli esclusivamente destinata ai ricoveri per Sars-CoV-2. Già, il Cardarelli, di cui molti però mettono in luce non solo le carenze (di poche ore fa la denuncia ai Nas dei consiglieri regionali M5s) ma anche le difficoltà nella gestione congiunta dei pazienti Covid e non.

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Nel documento elaborato dalla Giunta di Larino si mette in luce anche quest’ultimo aspetto: “Anche il sindaco di Campobasso Roberto Gravina, il 22 maggio 2020 ha scritto ai vertici del dicastero per denunciare la condizione di gravi difficoltà che vive l’ospedale “Cardarelli” di Campobasso a causa dell’intasamento tra attività COVID-19 e attività ordinaria”.

 

Conclusioni: l’Amministrazione comunale guidata da Giuseppe Puchetti accoglie favorevolmente la proposta del commissario ad acta alla Sanità molisana Angelo Giustini e “impegna le Istituzioni preposte a rendere fattibile quanto proposto nell’interesse esclusivo della salute pubblica”. Si chiede una valutazione attenta della proposta.