Trasporti, i rebus della Fase 2: sugli autobus si viaggia senza biglietto, treni per il Sud sospesi foto

Le incognite non sono state sciolte e il problema legato all'erogazione dei biglietti sui mezzi pubblici permane. Gli autisti non possono farli per decreto, le gabbie di plexiglass non sono state installate e chi sale nei comuni dove non 'c'è la biglietteria viaggia senza biglietto. In stazione poco movimento: i treni per il Sud sono ancora sospesi e viaggiano solo i locali.

La fase 2 riparte con ancora troppe incognite senza soluzione sul fronte dei trasporti. A cominciare dai biglietti autobus. Questa mattina, 4 maggio 2020, tutti i passeggeri che sono saliti in centri diversi da Termoli e Campobasso, dove esistono le biglietterie a terra, hanno viaggiato senza biglietto.

Il giorno di inizio della Fase 2

D’altra parte una alternativa non è stata prevista perché le aziende,  Atm in modo particolare, non hanno fatto convenzioni con edicole o tabacchi per la vendita dei biglietti in tutta sicurezza in quei Comuni dove non esiste il Terminal, con tutti i servizi abbinati.

Proprio ieri sera il responsabile regionale Manuel Brasiello aveva risposto alle polemiche delle ultime ore in riferimento al rientro in fabbrica degli operai della Fiat Powertrain di Termoli, che come noto viaggiano sugli autobus Atm. Anche in questo caso chi non possiede l’abbonamento o per ragioni comprensibilissime non lo ha rinnovato, sale senza biglietto fino a esaurimento posti (dimezzati per mantenere la distanza minima).

La guerra del biglietto, chi deve erogarlo ai viaggiatori? Regione contro aziende di trasporto

 

“Noi non possiamo avere contatti ravvicinati con gli utenti – chiarisce a Primonumero un autista Atm – per ragioni di sicurezza e perché è proibito dal decreto ministeriale, come pure dalle ordinanze della regione Molise”. I sindacati fanno presente che l’ordine di servizio inoltrato da Atm e Gtm che obbligava gli autisti a fare il biglietto a bordo disattende le norme governative e regionali e pertanto deve essere ignorato. “E’ fuorilegge”. 

“La ditta – riconosce l’autista – non si è adeguata alle disposizioni e oggi ci ritroviamo con questa situazione, ma d’altra parte noi non possiamo assumerci la responsabilità di fare i biglietti a bordo”.

La barriera di plexiglass montata attorno al sedile del conducente del bus non c’è su nessun veicolo e d’altra parte non è una strada  praticabile ora: dovrebbe essere infatti omologata dalla Motorizzazione che però, incredibilmente, riapre a ottobre. L’unica alternativa sarebbe una figura dotata di tutti i dispositivi di protezione individuale che possa procedere ad avere un contatto con chi sale sui mezzi, prendendo in mano denaro, dando il resto ed erogando il ticket. Ma si tratta di un figura che non c’è da nessuna parte, almeno in Molise.

I biglietti a bordo degli autobus non si possono fare, parla un autista

A Campobasso vigili urbani ma anche agenti di polizia questa mattina al Terminal dove, alle 12.35, era in partenza l’autobus della Sati con a bordo i pendolari Fiat che dal capoluogo raggiungono Termoli per il primo giorno di lavoro dopo la fine del lockdown. Il pullman a due piani, per un totale di 80 posti, era quasi vuoto: appena 15 i viaggiatori a bordo, tutti con abbonamento e dunque esclusi dalla ‘guerra del biglietto’ in corso tra Regione e alcune concessionarie del trasporto pubblico (Atm e Gtm) non in regola con le nuove disposizioni governative per l’erogazione del ticket da parte degli autisti. Anche la corsa delle 4.30 circa che porta i lavoratori della Fca Fiat da Campobasso a Termoli ha visto circa 15 pendolari a bordo: gioca a favore della Sati la scelta di diversi operai di raggiungere con l’auto privata il posto di lavoro ma anche il rientro ‘ a scaglioni’ del personale. Domani, martedì 5 maggio, potrebbero esserci più passeggeri sui mezzi pubblici.

 

Situazione diversa ma anche qui piena di incognite nella stazione ferroviaria di Termoli, unica del Molise dove arrivano Intercity e Frecce . La Fase 2 riparte col rebus treni. Poca gente sia in arrivo che in partenza anche perché i treni a lunga percorrenza non sono stati ancora riattivati. Al momento sono state riprogrammate soltanto le tratte tirreniche che collegano Nord e Sud, mentre per la parte adriatica sembra che si dovrà attendere almeno un’altra settimana. Viaggiano quindi soltanto i treni regionali con gente in arrivo e in partenza per Pescara e le altre località abruzzesi. Al momento non si segnalano quindi rientri di persone che dovranno osservare i 14 giorni di quarantena.