Tornare al ristorante: “Il rilancio passa anche da un sorriso. Per il Molise è un’opportunità”

Lo chef termolese Antonio Terzano ha riaperto il suo locale 'L'osteria dentro le mura' al Borgo Vecchio di Termoli, rispettando le norme con tanto di separé in plexiglass fra i tavoli. "Noi ristoratori dobbiamo dimostrare professionalità e accogliere le persone che hanno voglia di tornare a mangiare fuori"

Ripartire si può, anzi si deve. E si deve fare col sorriso sulle labbra, non col muso lungo, “Perché tre mesi di incassi non ce li ridarà indietro nessuno”. Il settore della ristorazione prova a ricominciare, con una veste nuova e idee diverse, perché ogni crisi nasconde delle opportunità. Lo sa bene Antonio Terzano, rinomato chef termolese e titolare con la sua inseparabile moglie Lina di quell’incantevole posto affacciato sul Castello e sul lungomare nord che risponde al nome di ‘L’osteria dentro le mura’, nel Borgo Vecchio di Termoli.

Antonio Terzano chef osteria dentro le mura

Più volte premiato come esponente di spicco del cosiddetto ‘slow food’, riconosciuto ambasciatore della cucina termolese, Antonio ha riaperto al pubblico nello scorso fine settimana, dopo aver impiegato i primi giorni dopo il via libera del Governo e della Regione per mettere a posto il locale.

Una delle grandi novità è rappresentata da separé in plexiglass, che però non sono appoggiati sui tavoli a distanziare i commensali che sono insieme, bensì servono per assicurare il rispetto della distanza anti droplet fra un tavolo e l’altro. I tavoli sono quasi tutti per sole due persone, a esclusione di quelli per nucleo familiare, per il quale non occorre che ci sia almeno un metro di distanza. Non possono mancare chiaramente i gel igienizzanti.

Antonio Terzano chef osteria dentro le mura

Le persone hanno voglia di andare a mangiare fuori e non hanno paura” assicura in una pausa durante la preparazione della cena in un pomeriggio ventoso ma soleggiato. “Sta anche a noi ristoratori dimostrare di essere professionisti, accogliere le persone con un sorriso, senza timori”.

Fa il suo in bocca al lupo ai colleghi, non si abbatte per i tre mesi di chiusura, confidando di aver scoperto una risorsa mai considerata quale il cibo da asporto. “Questa è la nostra occasione per il turismo di prossimità, per far scoprire alla gente il Molise, dove il distanziamento fisico già c’è”. Uno sguardo positivo al futuro, anche ripensando a cosa potrebbe essere andato perso. “Avremmo potuto sfruttare quel bell’articolo del New York Times. Ma magari sarà per il 2021”.

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