Tolta a Niro la delega ai Trasporti: “Strampalate manfrine di palazzo”

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I sindacati criticano il presidente Donato Toma per aver tolto all’assessore Vincenzo Niro la delega ai Trasporti pur avendogli affidato ancora quella alle Infrastrutture.

In una nota, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro prendono posizione definendo le scelte “strampalate manfrine di palazzo, ancor più gravi perché perpetrate in tempi di pandemia, e che coinvolgono anche i “manovratori” del Trasporto pubblico regionale” esprimendo “tutto il loro sconcerto e le forti perplessità sull’effettivo risanamento di un settore che ci vede fanalino di coda dell’Italia”.

Per i sindacati “in una fase storica che vede misurarsi tutti i soggetti in campo su partite di capitale importanza quali Rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia (2020-2033); Bando di gara per l’affidamento ad un gestore unico del servizio extraurbano su gomma; Lavori di modernizzazione della vecchia rete ferroviaria ridotta ad un misero “rametto”; Messa in esercizio di quell’opera incompiuta che è la “metropolitana leggera”; Rinnovo totale del parco mezzi sia su ferro che su strada con investimenti rilevanti; Riorganizzazione di un trasporto pubblico che finalmente preveda la collaborazione (e non la competizione) di ferro e gomma e ultimo, ma non per importanza, le tante videoconferenze tra assessorato aziende e sindacati sulle misure sanitarie e sul recepimento dei Dpcm che arrivano dal Ministero della Sanità e dal Ministero dei Trasporti da adottare in tempi di Covid-19 e che tanti prevedono dureranno ancora per molti mesi, ebbene con tutta questa carne al fuoco i nostri allegri amministratori, con un incompressibile colpo di mano decidono che si “resetta” tutto, con conseguente ed innegabile perdita di tempo, risorse e pazienza delle parti”.

Secondo le sigle sindacali “con questa operazione si è palesata anche una incredibile separazione (che crediamo non abbia comparazioni nello scenario nazionale) tra la delega delle Infrastrutture (ancora in capo all’Assessore Niro) e quella dei trasporti e della mobilità (in capo al Presidente della Regione Toma). Basti pensare che quando si andrà a discutere, ad esempio, di trasporto su rotaia con il gruppo Ferrovie dello Stato, stante la strana situazione che si è venuta a creare, capiterà che un Assessore regionale si confronterà con la società RFI sulle reti e sulle infrastrutture ferroviarie molisane e un altro Assessore regionale discuterà di servizi e di contratti con Trenitalia.

Ricordiamo, appena ieri l’assessore uscente, ignaro del destino che gli sarebbe toccato in sorte, affermare con altera fierezza che il Molise era tra le quattro regioni pilota nel progetto di ripartenza. Nonostante i riflettori puntati addosso, abbiamo offerto uno spettacolo indubbiamente poco serio che ci allontanerà ancora di più dal resto d’Italia”.

Il giudizio è quindi nettamente negativo. “Noi riteniamo che questo capriccio molisano comporterà ulteriori sofferenze agli anelli più deboli (ma sicuramente più seri e responsabili) di quella catena che è il Tpl regionale, che sono i lavoratori (peggio pagati d’Italia) e i pendolari (fruitori del servizio più scadente d’Italia), ecco perché urliamo, con tutto il fiato che abbiamo in corpo, Basta”.

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