Test sierologici ai molisani rientrati: in tre giorni sono più di 500. Asrem chiede prudenza nelle riaperture

Da lunedì 4 maggio sono già 500 le persone rientrate in Molise. Proprio a queste verrà sottoposto il test sierologico, funzionale ad un primo screening. Così ha deciso l'Asrem che invita sempre alla prudenza e che invita la Regione ad andare cauta con le riaperture

L’azienda sanitaria molisana ha acquistato una partita di test sierologici che verranno intanto effettuati sulle persone tornate in Molise dopo il lungo periodo di lockdown. Da lunedì scorso, la fatidica data del 4 maggio che ha segnato la fine della “clausura” e un progressivo allentamento delle misure restrittive, hanno fatto ritorno nella nostra regione circa 500 persone, residenti nei comuni molisani.

Saranno proprio loro le prime ad essere sottoposte, già a cominciare dalle prossime ore, al test veloce del sangue. Si tratta, come ormai i molisani hanno imparato, di uno screening che consente di fotografare gli anticorpi o le immunoglobuline nel sangue, per capire chi ha avuto un contatto con il virus Sars-CoV 2. Lo ha dichiarato il direttore generale della Asrem Oreste Florenzano questa mattina durante la trasmissione di Rai 3 Buongiorno Regione. “Oltre ai test sierologici del Ministero, che stiamo aspettando, stiamo monitorando i rientri che sono un elemento molto importante da tenere in considerazione – ha detto Florenzano – e faremo un primo screening proprio sulle persone rientrate da altre regioni e in modo particolare da quelle del Nord Italia”.

I test sierologici non consentono di capire se una persona sia al momento dello screening positiva o negativa al Covid, ma permettono di vedere se il suo sangue abbia gli anticorpi e ciò è il primo indicatore che attesta se quella persona è entrata in contatto col virus o meno. Se il test dà esito positivo, l’indagine poi sarà approfondita dal tampone molecolare, la cui affidabilità è ben più alta.

Nelle prossime settimane questo strumento di ricerca potrebbe essere dunque impiegato sempre più. Per ora chiunque faccia rientro nella nostra regione dopo aver soggiornato almeno 24 ore in un altro territorio ha l’obbligo di comunicarlo alla Asrem e di mettersi in isolamento domiciliare per due settimane, considerate il tempo standard di incubazione.

Il fatto che i contagi, seppure in misura inferiore rispetto a un mese fa, continuano a essere registrati sul nostro territorio – e che l’indicatore cosiddetto R0, il numero di riproduzione di base che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto sulla popolazione, risulti più alto delle altre regioni italiane – è alla base del comportamento prudenziale invocato dalla Asrem. Critico sul punto il segretario regionale dem Vittorino Facciolla.

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Questi indicatori sono i principali presupposti della relazione che le autorità sanitarie, con il supporto del comitato tecnico-scientifico del Molise, hanno inoltrato alla Regione Molise per evitare riaperture anticipate che potrebbero favorire nuove impennate di contagio, sebbene limitate. Sarà necessario attendere almeno un’altra settimana prima di capire la opportunità di riaprire negozi e luoghi di aggregazione.