Le rubriche di Primonumero.it - Vita in Versi

Sì da che nacqui ‘l mar mi smove ad onde

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    di Antonio Andriani

     

    Ne li versi agitati de l’inizio,

    possenti miti rinforzano i mille

    giochi di maree. Sanza confine

     

    sta la costa ‘l solstizio,

    munita di faville

    e spiagge d’ocra, marine.

     

    Ai polmoni risponde, seduttivo,

    un iscoglio dona iodio

    che vien voglia di mangiarlo a rimorsi.

    Così lo sento vivo

    da sempre, ‘l mare primo sul podio.

    N’ha di stile nel porsi,

    meglio del Bianco Monte, freddo e schivo.

    A forza otto, manco l’odio

    l’Adriatico, al placido incline.

     

    Ma siam noi la tempesta,

    rifiuti d’inciviltà e medicine.

     

    Bramo la dimensione

    pelagica e maggior liquidità,

    di flutt’insorti al mondo.

    Più che Nettuno esso è religione

    e folle felicità.

    A guisa di vela, ei sa di giocondo

    ‘n qualunque stagione

    e profuma di solenne grecità,

    non priva di tormento.

     

    Poi a notte fonda, m’annega di buio,

     

    orrido d’introversa

    marinconia e fascino. Selvaggi

    panorami riversa,

    a iosa, ‘n ogni severo memento!

     

    Distico di mistero,

    sull’onde tirreniche un doppio zero.

     

    Un canto di sirena,

    nello squillo dell’iPhone, che par vento!

    Al fine della scena,

    l’orizzonte sul golfo di Sorrento.

     

    Andri250520 Parafrasi = 37 versi, in metrica si rincorrono non simmetricamente endecasillabi e settenari; ho scovato questa struttura, questa architettura poetica tra le tecniche compositive risalenti al 1300. Non ha un nome riconosciuto e, per la sua estensione, si pone appena dopo la ballata, che di versi ne prevede 46. Questo lo schema metrico: ABC-abc-DeFdEfDeC-gC-hIlHiLhIm-N-oPoM-qQ-rSrM, in maiuscolo gli endecasillabi, in minuscolo i settenari. Anche il titolo è un endecasillabo.

    In “marinconia”, una innocente licenza poetica.

     

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