Il prof ciclista migliora, la Procura ha disposto nuovi accertamenti sulla dinamica

Il docente 66enne travolto da un'auto in via Pirandello è ricoverato all'istituto Neuromed di Pozzilli. Il quadro clinico era apparso disperato ora, per fortuna, sembra essere in via di miglioramento. Intanto l'autorità giudiziaria ha disposto nuovi rilievi per verificare alcuni aspetti relativi all'incidente

Non è ancora dichiarato fuori pericolo, ma anche tra i medici inizia a trapelare un cauto ottimismo sulle condizioni di salute del professore 66enne travolto da un’auto mentre era in sella alla sua bicicletta. Tre giorni dopo il drammatico incidente che ha sconvolto la sua famiglia e tutti coloro che lo conoscono, un segnale di speranza arriva dal Neuromed di Pozzilli, dove Fortunato Lollis sta combattendo la sua battaglia per la vita.

Il docente di matematica è stato operato per ridurre l’emorragia cerebrale dovuta al violento impatto contro la vettura che in quel momento stava uscendo da un parcheggio di via Pirandello. Erano più o meno le dieci e un quarto di una domenica mattina primaverile, calda e assolata. Fortunato aveva deciso di svolgere un po’ di attività fisica e di fare un breve giro con la bicicletta. Poi l’incidente, la corsa dell’ambulanza verso l’istituto di ricerca e cura di Pozzilli dove è stato operato. La prognosi riservata. Le 48 ore successive all’intervento chirurgico sono state considerate cruciali.

Il quadro clinico, apparso disperato nelle ore successive all’impatto, sembra essere in via di miglioramento. E questo fa tirare un sospiro di sollievo innanzitutto alla famiglia e poi a coloro che lo conoscono: colleghi di scuola, studenti (ex ed attuali) dell’istituto Industriale Marconi dove il professore insegna, i componenti del Csi (il Centro sportivo italiano), gli amici del calcetto e tutti coloro che con lui condividono le tantissime attività di cui è promotore.

C’è chi ha pregato per Fortunato, in tantissimi hanno scritto sui social messaggi di affetto e incoraggiamento. “Dai prof, la pausa è finita abbiamo bisogno di te…”

Gli inquirenti invece continuano a lavorare per ricostruire le cause dell’incidente: la Polizia Municipale di Campobasso su delega della Procura ha avviato le indagini sull’accaduto. Sono state raccolte testimonianze, immagini e altri elementi per ricostruire la vicenda. E’ stata ascoltata anche la donna – un’operatrice sanitaria – che guidava l’auto: rischia di dover rispondere del reato di lesioni personali gravi e gravissime. Per non lasciare nulla al caso la magistratura avrebbe anche chiesto un supplemento di indagini agli investigatori sul quale però c’è il massimo riserbo.