Risarcimento per Marco Guida, il legale dei balneatori annuncia ricorso contro sentenza

Domenico Bruno, penalista che tutela i gestori del lido Oasi, chiarisce la non responsabilità in sede penale, confermata anche dalla Cassazione, dei suoi assistiti, e annuncia ricorso in Appello contro la sentenza del Tribunale di Larino che ha condannato al risarcimento i titolari dello stabilimento dove nel settembre 2000 morì folgorato a causa di una idropulitrice non a norma il 16enne Marco Guida.

L’avvocato Domenico Bruno, legale di Nicola Giorgione e Maria Impiccatore, preannuncia ricorso contro la sentenza del Tribunale civile di Larino che ha condannato i due titolari e gestori del lido Oasi di Rio vivo al pagamento di 1 milione di euro circa di risarcimento ai familiari di Marco Guida, morto nel 2000 mentre lavorava proprio in quello stabilimento balneare.

“Ho letto quanto riferito dal collega, avvocato Albino, agli organi di stampa e devo, nel contestarne il contenuto, precisare che sono i miei assistiti, purtroppo, che ancora devono proseguire nel loro calvario pur non avendo alcuna responsabilità per la scomparsa del giovane Marco Guida e, nei cui confronti, avevano anche un rapporto di affettuosa amicizia.
La sentenza della Corte di Appello di Campobasso del 27 novembre 2009 – scrive l’avvocato Bruno – ha definitivamente accertato in sede penale la non responsabilità dei miei assistiti assolvendoli con la formula: ‘perché il fatto non sussiste‘!
Va precisato che non vi è stata nessuna impugnazione da parte della stessa Procura generale, poiché era evidente la insussistenza di ogni responsabilità dei miei clienti.
Non risponde al vero quanto riferito nell’articolo allorché si precisa che ‘ la Cassazione diede loro ragione annullando la seconda sentenza e rendendo valida ed efficace la prima, quella di condanna’. Al contrario, resta valida la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello.

Non è certamente questa la sede per affrontare questioni processuali ma va detto che vi sono testimonianze ed altri elementi di prova, evidentemente non valutati dal tribunale, che formeranno puntuale oggetto di Appello e che escludono in modo assoluto responsabilità dei miei assistiti.

Non accettiamo comunque che si offenda la dignità di persone che, al contrario, hanno sofferto e ancora soffrono per i giudizi negativi espressi su di loro. Valuterà ed accerterà il Giudice di Appello la insussistenza di ogni responsabilità a carico dei miei clienti”.