Ospedale covid, Asrem annuncia soluzioni per il Cardarelli. “Con i primari nessuna contrapposizione”

Il direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale Oreste Florenzano fa chiarezza sul ruolo del nosocomio del capoluogo: "Il Cardarelli resta presidio covid, ma durante l'epidemia non abbiamo registrato nessuna infezione ospedaliera". Smentita anche la contrapposizione con i primari che sono tornati a chiedere interventi per superare le difficoltà riscontrate nel centro di contrada Tappino.

Le due ‘anime’ dell’ospedale Cardarelli di Campobasso – dedicato alle cure sia dei pazienti covid che dei malati affetti da altre patologie – possono continuare a convivere. Il direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale Oreste Florenzano ne è convinto.

Dopo aver riorganizzato il nosocomio del capoluogo prevedendo protocolli, ambienti e percorsi separati per evitare il rischio di un contagio, il manager lo ribadisce nella lettera inviata agli organi di stampa dopo che i primari avevano rilanciato l’appello: “L’ospedale deve tornare alla normalità, non possiamo più andare avanti così”. I medici lo avevano sottolineato più o meno un mese fa, quando avevano lanciato il primo allarme sulle difficoltà del presidio di contrada Tappino.  

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Oggi (22 maggio) sul tavolo del vertice dell’azienda sanitaria è arrivata una seconda lettera sempre firmata dai primari che, dice Florenzano, “è uno stimolo a lavorare sempre meglio e sempre più in maniera concertata. Mi hanno spiegato di nuovo lo spirito della prima missiva: uno spirito di profonda collaborazione, tesa ad ottenere chiarimenti per adeguare le linee guida, non di certo per innescare una polemica mai esistita”.

Il direttore generale fa chiarezza quindi sul contenuto della lettera interpretata da qualcuno come l’inizio di una sorta di ‘guerra interna’ tra l’Azienda sanitaria e i medici.

“Chi lavora nella sanità da tempo – spiega Florenzano – sa che lettere del genere sono una prassi, un modo di parlare normalmente in una struttura complessa come un’azienda sanitaria. Chi vive nel ‘mondo sanitario’ avrà sorriso nel vedere la strumentalizzazione che è seguita. Una distorsione di normali rapporti interni che fa male a tutti. Fa pensare ai molisani che esista un momento di confusione, di scarso dialogo tra i vertici dell’azienda e i direttori delle strutture complesse. Nulla di più lontano dalla verità.

Fa male anche perché il lavoro di tutte le donne e tutti gli uomini dell’Asrem in questi mesi di forte emergenza è stato enorme, corale e a tutela dell’unica cosa che conta per noi: la salute dei molisani”.

Smentito anche il clima avvelenato emerso in alcune ricostruzioni giornalistiche: “Non c’è nulla da replicare ai direttori perché non è una contrapposizione la nostra. E’ un dialogo costante e sempre pieno di stimoli, come hanno ribadito anche loro. Ciò che c’è da cambiare, verrà modificato insieme, cogliendo i suggerimenti arrivati.

A chi vuole strumentalizzare a tutti i costi, vorrei spiegare ancora una volta che la strategia che Asrem ha scelto finora è quella che meglio si addice alle nostre strutture e al nostro territorio peculiare”.

Asrem dg Oreste Florenzano

Il direttore Asrem poi esplicita alcuni aspetti della riorganizzazione dell’ospedale Cardarelli come hub covid, ossia punto di riferimento del sistema sanitario regionale per la cura dei malati che hanno contratto l’infezione da covid: “Sulla questione dell’Hub Covid, un dato su tutti parla chiaro: al Cardarelli non c’è stata una sola infezione ospedaliera in tutta la gestione pandemica. Neanche una. La professionalità di tutte le donne e di tutti gli uomini di Asrem, sommata alla strategia decisa, ha portato a questo risultato che sovrasta ogni polemica. E ogni appunto che dall’esterno continua ad arrivare.

Il Cardarelli non è un covo per il Coronavirus. E’ un ospedale con percorsi differenziati, con protocolli dedicati alla situazione particolare (e soprattutto nuova), con una gestione adeguata, con misure di sicurezza all’altezza”. Una riorganizzazione che abbiamo avuto modo di raccontarvi. 

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“Eppure la voglia di far polemica a tutti i costi si annida ovunque”, aggiunge Florenzano. Che chiarisce pure quanto avvenuto dopo l’incidente di giovedì sera, quando un motociclista è stato prima operato al Cardarelli  e poi trasferito al Gemelli “dopo essere stato stabilizzato e sottoposto a tampone. Polemiche incomprensibili alla luce di quanto realmente avvenuto. A chi dice che non è stata fornita l’adeguata assistenza, rispondono direttamente i documenti”.

Il Cardarelli non resterà a lungo un ospedale ‘misto’. Sul tavolo dell’Azienda sanitaria ci sono già delle soluzioni.

“Stiamo lavorando per perfezionare la nostra strategia, già vincente nella fase acuta. Gli annunci del giorno prima, però, non sono mia abitudine: la soluzione sull’Hub Covid – la chiosa finale del manager – verrà illustrata nel dettaglio nei tempi e nei modi opportuni”.