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Ogni positivo infetta meno di una persona, è così in tutta Italia. Ma il Molise è quello messo peggio: l’R0 è 0,84

L'articolo è apparso oggi sul Corriere della Sera e riporta gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità. L'indicatore R0, va detto, va interpretato 'con le pinze'. La 'classifica', al netto di tutti i se e i ma, però non arride al Molise

Le notizie sono due, una buona e una cattiva. La buona è che tutte le regioni d’Italia – certifica oggi l’Istituto Superiore di Sanità – presentano un indice R0, l’ormai famoso indicatore dell’epidemia cui tutti gli esperti guardano, inferiore ad 1. La notizia cattiva è che in questa ‘classifica’ il Molise è all’ultimo posto – o al primo, in base ai punti di vista – con un R0 pari a 0,84. Detto volgarmente, una persona contagiata ne infetterebbe a sua volta 0,84 (meno di 1).

Tanto per chiarirci, qualora non lo sapeste già, vi forniamo in sintesi la definizione che del tanto chiacchierato indicatore dà l’Istituto Sanitario di Sanità: “Un parametro importante in un’epidemia di una malattia infettiva è il cosiddetto R0 ovvero il ‘numero di riproduzione di base’ che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile cioè mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva.

In altre parole se l’R0 di una malattia infettiva è circa 2, significa che in media un singolo malato infetterà due persone. Quanto maggiore è il valore di R0, tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’epidemia. Se invece il valore di R0 fosse inferiore ad 1 ciò significa che l’epidemia può essere contenuta”. Per dare un riferimento concreto, all’inizio dell’epidemia, questo parametro in Italia sfiorava quota 3.

Ma veniamo a quanto apparso su un importante organo di stampa oggi, 5 maggio. Il Corriere della Sera propone un articolo così titolato: “Coronavirus, indice di contagio R0 regione per regione: solo l’Umbria è sotto la soglia di 0,2, Lombardia sotto la media”. La tabella mette agli antipodi proprio il Molise (al top con RO pari a 0,84) e l’Umbria (R0 pari a 0,19). Poco dopo di noi si trovano regioni, nell’ordine, come Puglia, Piemonte, Emilia-Romagna e poi altre con indici sotto lo 0,7. Nella parte più bassa della classifica ci sono l’Umbria, appunto, e a seguire la Basilicata, la Provincia di Trento, la Calabria, la Valle d’Aosta ecc. Stupisce vedere la Lombardia, regione italiana epicentro della pandemia da Sars-CoV-2 e con numeri ancora stratosferici, molto più in basso di noi con R0 a 0,53, al di sotto della media nazionale.

dati r0 corsera

Ma come è possibile che proprio il Molise degli 0 contagi degli ultimi 3 giorni si ritrovi in questa posizione? Trattandosi di un indicatore complesso, bisogna andare cauti con le valutazioni, così come con i trionfalismi o le accuse. Nell’articolo si spiega a dovere che intanto ora non ha molto senso parlare di R0 (quello si misurava all’inizio dell’epidemia) ma sarebbe più corretto parlare di Rt, ovvero l’R0 nel tempo, dopo che sono entrate in vigore le misure di contenimento.

Che poi si stia parlando di parametri affidabili è difficile da dire. “Gli stessi epidemiologi lo prendono con le molle”. Il primo fattore da considerare è infatti il numero di tamponi: più se ne fanno, più il margine di errore diminuisce.

C’è poi una seconda questione, non proprio marginale. L’R0 non comprende gli asintomaci, il vero tallone d’Achille di ogni stima sul Covid-19. In ogni caso per tenere a bada l’R0 i fattori sono due: la mancanza di contatti tra persone (cui il lockdown giova) e l’aumento del numero degli immuni, da guarigione spontanea. Difficile far arrivare l’R0 a 0, ma si può tenerlo sotto controllo. E l’Iss commentando questa tabella afferma che solo una regione – l’Umbria – è sotto la soglia ‘magica’ dello 0,2 (che per scienziati e Governo è la soglia massima per concedere ai cittadini di spostarsi tra le regioni).

Persino la Lombardia meglio del Molise, dunque, stando a queste stime. Un primato davvero dissonante rispetto ai nostri dati giornalieri ben più confortanti rispetto a quelli delle altre regioni (per non parlare appunto della Lombardia). Ma la ragione è che le percentuali sono tarate sul numero assoluto della popolazione e sulla distribuzione nel territorio. Noi molisani potremmo prendere per un raffronto più plausibile i dati della Basilicata, regione per molti aspetti simile alla nostra. Ebbene, ha lo 0,35 di R0, il secondo più basso di tutta la Penisola. Non ci è andata molto bene, insomma, ma come detto non c’è da gridare allo scandalo perchè le spiegazioni sono molteplici. E poi il dato qui analizzato è parziale, come ha commentato il DG Asrem Oreste Florenzano, e soggetto ad oscillazioni giornaliere.

Non perdiamo l’ottimismo, perchè va ricordato che la discesa è iniziata e sta proseguendo. “Il dato positivo è che – conclude l’articolo -, compreso il Molise in testa con 0,84, sono tutte (le regioni, ndr) sotto la soglia. Quanto basta per poter concedere un po’ di sollievo, non abbastanza per tornare alla normalità”.